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Il riscaldamento globale, un’app, l’orto di casa e un fagiolo (anzi no 50)

Articolo. INCREASE è un progetto europeo di citizen science che permette a chiunque di coltivare legumi in un campo o sul terrazzo di casa. L’obiettivo è mantenere la biodiversità e limitare il consumo di energia della carne. Il Fagiolo di Clüsven della Val Gandino protagonista anche grazie all’Orto Botanico

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Il Fagiolo di Clusven

L’IPCC (Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) ha pubblicato due anni fa (2019) il rapporto “Cambiamento climatico e uso del suolo” riguardante la transizione alimentare verso nuove diete a base prevalentemente vegetale che rappresenta, spiega Roberto Papa, docente dell’Università delle Marche “una delle più importanti opportunità di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici generando significativi benefici in termini di salute umana”.

In poche parole, consumare meno carne e più legumi fa bene alla salute perché le proteine animali consumate in eccesso (come carne, pesce, uova e latticini) favoriscono la stitichezza, il meteorismo e facilitano il cancro, nello specifico al colon. Inoltre poca carne e più legumi fanno bene anche all’ambiente: in Europa, infatti, un terzo dell’inquinamento ambientale si deve al consumo di cibo e in particolare alla produzione di esso.

L’allevamento, come spiega agilmente il sito di WWF Svizzera, “richiede grandi quantità di risorse e genera emissioni di gas serra molto più ingenti rispetto alla coltivazione di alimenti vegetali”. Così 1 chilo di carne di maiale genera la stessa quantità di CO2 prodotta da 80 chili di patate ed è anche a causa di ciò che consumiamo a tavola che possiamo influire, nel nostro piccolo, sul cambiamento climatico mitigandone gli effetti – fermo restando che il passo più importante dovrebbero farlo le grandi nazioni come gli Stati Uniti, l’industria pesante, il trasporto aereo e via dicendo, cioè tutto ciò che consuma grandi quantità di anidride carbonica (lo sapete ad esempio che secondo un rapporto dell’ICCT tutta la CO2 emessa dal trasporto aereo è maggiore di ciò che in un anno rilascia la Germania?).

(Foto Ivan Kislitsin)

Nonostante ciò non tutto è perduto. Al contrario sta cambiando la sensibilità generale: l’assunzione umana di proteine vegetali è in aumento in molte regioni dell’UE e il mercato delle alternative alla carne e ai prodotti lattiero-caseari sta subendo tassi di crescita annuali rispettivamente del 14% e dell’11%.

La carne dei poveri

Un detto ormai non più di moda è che “i fagioli sono la carne dei poveri” ed è vero, a livello di sostanze nutritive non hanno nulla da invidiare ad una bistecca. In questo senso il problema vero riguarda il settore dei legumi alimentari, nel quale gli investimenti per la conservazione dell’agro-biodiversità e della ricerca sono limitati, riducendo il potenziale genetico di queste determinanti colture alimentari. Ed è un peccato perché fra ceci, lenticchie, fagioli e lupini quello dei legumi è un mondo straordinariamente vario, che offre moltissime possibilità e perciò va tutelato (e consente di venire incontro ad una domanda di consumo che sta cambiando).

Per questo nasce il progetto INCREASE, un esperimento di citizen science secondo i dettami della Commission Europea (“open science, open innovation and open to the world”) che si concretizza in un’app per IOA e Android con cui ricevere a casa una decina di semi per almeno cinque varietà, fra le oltre mille raccolte nel mondo. L’intento è di rendere “complici” i cittadini sensibilizzandosi al consumo di legumi in modo da favorire la sostenibilità alimentare del pianeta, avvalendosi anche degli strumenti digitali.

I fagioli di INCREASE

Beneficiando di un budget di oltre 7 milioni di €, INCREASE coinvolge 26 partner internazionali di 14 paesi diversi fra cui, per il territorio bergamasco, la Comunità del Mais Spinato di Gandino che segue la valorizzazione dell’antico Fagiolo di Clüsven, insieme all’Orto Botanico Lorenzo Rota di Bergamo.

Ad occuparsi del progetto INCREASE è Roberto Papa: “La partecipazione del pubblico alla ricerca scientifica sta diventando sempre più cruciale per aumentare la comprensione da parte di tutti della scienza e dei suoi benefici per la società. Ancora più importante, fa avanzare la ricerca scientifica stessa. Tutti i cittadini sono invitati a contribuire volontariamente e a testare un approccio innovativo decentralizzato per la conservazione, moltiplicazione e condivisione dei semi al fine di preservare l’agro-biodiversità. Tutto ciò di cui hai bisogno è un campo, giardino, terrazza o balcone”.

Il Fagiolo di Clüsven

Si tratta di un legume della famiglia Phaseolus coccineus coltivato da oltre un secolo nella località di Clüsven a Gandino. La coltivazione di questa varietà di fagiolo si accompagna a quella del Mais Spinato, e se dobbiamo segnare una data sul calendario della Storia quella è il 1632. Da allora si coltiva il Mais Spinato ed è grazie alla famiglia contadina Bonazzi (Congenta) – che si trasferì a Clüsven da Cazzano Sant’Andrea dalla prima metà dell’Ottocento – che la coltivazione di mais e fagioli avviene in quella zona. Negli anni ’60 Roberto Colombi sposa una delle figlie Bonazzi e riceve i semi di questi ultimi, coltivandoli presso la località Rastei di Gandino.

Ma come arrivano i Fagioli di Clüsven all’Orto Botanico L. Rota di Bergamo? In occasione dell’Expo 2015, l’Orto decide di seminare questo tipo di fagioli nella Valle della Biodiversità in Astino a Bergamo. L’anno successivo è stata avviata la prima prova in orto del Mais Spinato di Gandino e del Fagiolo di Clüsven insieme. “Grazie alla collaborazione con la Comunità del Mais Spinato – spiega il direttore dell’Orto Gabriele Rinaldi faremo da interfaccia con i cittadini, svolgendo un lavoro di comunicazione verso di loro e di sperimentazione con una raccolta di dati che poi verranno inviati agli oltre 20 Istituti di ricerca del progetto, finanziati dall’UE”.

In questo senso l’Orto Botanico sarà, continua Rinaldi, “una vetrina del progetto INCREASE, dove le persone troveranno un numero maggiore di legumi rispetto a quelli assegnati a chi lo richiederà attraverso l’App. I singoli cittadini saranno coloro che sensibilizzeremo sul tema, spiegando quanto si possa diminuire l’impatto antropico del nostro stile di vita. E poi i legumi sono buoni, in tanti modi e a tutte le età”.

In fondo è proprio questa, stile di vita, la parola chiave per affrontare il problema del riscaldamento globale: “dopo tanto parlare, ecco un progetto realistico e coinvolgente. I problemi del riscaldamento globale, come quello della biodiversità e delle migrazioni ambientali, riguardano tutti. Nonostante la sensibilizzazione continua e l’entrata nel linguaggio comune di parole come ‘sostenibilità’ il nostro impatto sul pianeta continua ad aumentare. Di questo passo andremo a sbattere”.

Come utilizzare i legumi

Quando vi arriverà a casa il Fagiolo di Clüsven e gli altri legumi del progetto INCREASE dovrete piantarli e se cresceranno poi ve li potrete mangiare. Come? Il legume seriano è iscritto nell’Arca del gusto di Slow Food dal 2016 e viene utilizzato nelle minestre di verdura, con la pasta e fagioli ed in umido con pomodori e spezie. “Abbiamo avviato un primo progetto specifico con l’Orto Botanico Lorenzo Rota di Bergamo, diretto da Gabriele Rinaldi – racconta Filippo Servalli, presidente della Comunità del Mais Spinato di Gandino – e nel 2022 allargheremo la coltivazione in campo alla realtà della Val Gandino. I temi del progetto INCREASE sono quelli che da oltre dieci anni connotano la nostra attività, che ha aperto orizzonti concreti nell’ambito dei cereali antichi, ma anche del lino, della bachicultura e della lana. Cinquanta fagioli possono davvero cambiare il mondo”. E combattere il riscaldamento globale.

Sito INCREASE

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