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Come gli NFT cambiano la musica: il live dei Coma Cose e le composizioni di Boosta

Articolo. A metà dicembre i Coma Cose hanno annunciato la vendita dei biglietti per il loro primo concerto in realtà aumentata. Un’esperienza a tiratura limitata riservata a mille persone che – sorpresa delle sorprese – insieme al kit per fruire del concerto si sono viste recapitare a casa un codice di accesso al loro NFT, ovvero un frammento della performance in questione, di cui diventano proprietari a tutti gli effetti

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Coma Cose

C iò di cui si era parlato durante il primo lockdown e il blocco di tutti gli eventi pubblici, qualcuno sta provando a farlo diventare realtà. Già nella primavera del 2020, infatti, si cominciava a pensare a come passare dalle dirette Facebook o Instagram in cui gli artisti suonano, alle esperienze in diretta Zoom o YouTube con biglietto annesso, fino a concerti e spettacoli esclusivi in realtà aumentata .

Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo i costi di produzione che non sono necessariamente noccioline e quindi, qualche mese in più è stato necessario. Infatti per vendere un’esperienza in realtà aumentata, occorre prima creare quell’esperienza , con i relativi costi annessi. A ciò bisogna aggiungere la spesa per girare un video dell’evento che possa essere utilizzato per la realtà aumentata. Infine ci sono gli strumenti per la fruizione, in particolare i visori che, pur avendo aumentato il proprio mercato e abbattuto i costi, restano ancora qualcosa che non tutti hanno esattamente in casa.

Nonostante queste oggettive difficoltà, appunto, qualcuno ci sta provando e nello specifico il duo milanese composto da Fausto Lama e Francesca “California” Mesiano, ovvero i Coma Cose , lo ha proposto grazie alla produzione della piattaforma A-Live che si sta proprio specializzando nei concerti in streaming o, come li chiamano loro, esperienze “phygital” a metà fra fisico e digitale.

Come funziona il concerto in VR dei Coma Cose

Posto che i biglietti sono ancora disponibili su TicketOne ad un costo di 49,90 €, l’esperienza proposta da A-Live consiste nell’acquistare una registrazione del concerto tenuto dal duo lo scorso 3 settembre al Castello Sforzesco di Milano . Con il biglietto si riceve a casa una box a tiratura limitata che contiene un poster, un visore VR (Virtual Reality) low cost e un bracciale d’ingresso con un Qr code per accedere all’NFT.

Il box a tiratura limitata

Lasciamo da parte questo aspetto un momento e concentriamoci sul visore. Grazie a questo strumento e registrandosi sulla piattaforma A-Live, è possibile assistere al concerto come se si fosse sul palco con Fausto e California . Finita l’esperienza basta inquadrare il codice sul braccialetto nella box e scoprire di quale frammento del concerto si è diventati proprietari. Anche in questo caso, va detto, occorre prima registrarsi alla piattaforma di blockchain assegnata.

Ricapitolando la funzione degli NFT

Dei Non Fungible Token ne abbiamo parlato in un precedente articolo focalizzando l’attenzione sul loro utilizzo nel campo dell’arte . Ma le esperienze musicali in materia non sono da meno, anche se in questo caso l’industria musicale non ha ancora inquadrato in maniera chiara come far fruttare lo strumento .

Per NFT si intende un file unico, non divisibile, posizionato su una blockchain . Il sistema della blockchain è quello che rende sicuro e affidabile l’acquisto, il possesso e lo scambio del file suddetto, perché lavora su delle chiavi crittografate private che non sono modificabili nemmeno dal proprietario . È il sistema stesso che garantisce che quel codice non varierà mai e, nel caso specifico del concerto dei Coma Cose, che quel frammento di codice corrispondente al mio frame non sarà mai modificabile. Detta brutalmente, non posso ricevere “una sola” e non posso perdere quel file, nessuno può modificarlo o cancellarlo.

Questo però non significa che quel file non sia fruibile . Pur acquistando il biglietto del concerto e, di conseguenza l’NFT annesso, non è possibile oscurare quei pochi secondi di live per fare sì che gli altri spettatori non ne fruiscano. Il possesso degli NFT è, per così dire, in positivo ; ovvero il token in questione può essere venduto, scambiato, utilizzato all’interno di un’applicazione personale, ma non può essere rimosso.

L’esperienza di Boosta e il seminario al Politecnico

Negli stessi giorni in cui i Coma Cose annunciavano la possibilità di acquistare e poi fruire del loro concerto in realtà aumentata, al Politecnico di Milano il Dipartimento di Elettronica Informazione e Ingegneria invitava il musicista e compositore Boosta , uno dei volti meglio conosciuti dei Subsonica, ad intervenire per un seminario sulla rivoluzione degli NFT nell’industria musicale.

Boosta, infatti, è impegnato in una serie di attività che cercano di dare alla musica un valore simile a quello normalmente attribuito all’arte in senso stretto e ha inaugurato il 21 giugno del 2021, a Torino, il Davide_Dileo_cabinet (Davide Di Leo è il suo nome), micro galleria espositiva in cui la musica è declinata in pezzi e composizioni uniche solo per collezionisti . Nello specifico racconta: “Volevo ridare alla musica il valore di arte con composizioni in copia unica che comprendono lo spartito e il supporto su cui è registrata in maniera esclusiva, di fatto un ‘token’ fisico. Con questo esperimento non voglio dire che un brano non debba essere pubblico, ma che spesso siamo abituati a pensare che più una cosa è cara, più ha valore, questo non è un concetto sempre giusto, ma è vero che il giusto prezzo alle cose permette di riconoscerne il valore” .

Boosta, Music is art

Non solo. Sempre a giugno Boosta ha lavorato con il fumettista e illustratore croato Danijel Žeželj e la startup Genuino per dare vita al progetto “Music Is Art” , una serie di opere audiovisive acquistabili tramite NFT che sono state messe in vendita sulla piattaforma Makersplace . Le composizioni si ispirano al quadrato di Marte e il compositore racconta così il progetto: “Non volevo prendere qualcosa di mio e trasformarlo in NFT, volevo lavorare su un progetto apposito e volevo che fosse qualcosa di ancestrale. Perciò ho scelto il quadrato di Marte, uno dei tanti quadrati ‘magici’, usati come protezione, che i soldati romani e greci ponevano sulle else delle loro spade” .

I cinque prodotti audio e video, insieme, vanno a comporre l’inedito “Quadrato magico di Marte musicale” , acquistabile come prodotto digitale, che pone il compositore torinese fra i primi artisti italiani a sperimentare in maniera ponderata l’universo degli NFT .

Forte di questa esperienza Boosta ha dialogato di fronte agli studenti del Politecnico e a Francesco Bruschi , Head at Blockchain & Distributed Ledger Observatory della facoltà milanese, facendo emergere alcuni aspetti positivi e alcuni lati ancora nascosti di questo meccanismo applicato alla musica. Se da una parte, infatti, Bruschi ha sottolineato come: “Questo tipo di possesso digitale può avere un ruolo nell’arte che viene fruita digitalmente perché di fatto le permette di non perdere valore nonostante la sua circolazione e la sua ‘copia’ avvenga infinite volte e può dare vita a forme di sostegno diretto dell’artista da parte del suo pubblico” , il compositore torinese ha qualche dubbio in più: “Il 2001 è stato l’anno in cui si sono venduti più CD al mondo. Quello doveva essere il supporto rivoluzionario, in grado di sostenere l’industria musicale e offrire qualità, eppure l’avvento degli mp3 li ha spazzati via, esattamente come adesso tutto è già nuovamente superato dalle piattaforme digitali e dalle loro forme di abbonamento. Questa rivoluzione è velocissima e non credo che gli NFT ne rappresentino l’apice . Non so quanto di tutto questo fra tre anni sarà ancora valido, però mi ha incuriosito anche se, ad oggi, è uno strumento che sicuramente non è nella sua forma definitiva” .

Francesco Bruschi e Boosta al Politecnico

Non si sa dunque se l’arte e in particolare la musica potrà davvero essere “salvata” dalle blockchain e dai token digitali, ma in tempi in cui le esperienze live stanno nuovamente fermandosi, è sempre più chiaro che una nuova forma di fruizione deve essere possibile e far coesistere fisico e virtuale sembra ad oggi l’unica vera possibilità di ricerca.

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