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A passo lento sui Cammini di prossimità lombardi

Guida. Cammino di Carlo Magno, Sentiero del Viandante e via Priula: tre itinerari a tappe carichi di fascino a pochi passi da casa, per riscoprire il passato stando a stretto contatto con la natura

Lettura 4 min.
Corenno Plinio, Sentiero del ViandanteCC BY-SA 4.0 (M. Casanova -)

Si chiama “turismo di prossimità” ed è diventato molto in voga da quando la pandemia ci ha costretto a rivedere completamente il raggio dei nostri spostamenti per gite e vacanze. Lungi dall’essere vissuto come un ridimensionamento delle nostre aspirazioni da globe trotter, oggi viaggiare all’interno dei confini regionali per andare alla scoperta di itinerari incantevoli e poco battuti, immersi nel verde e percorribili a passo lento, è una opportunità da riscoprire e sfruttare.

Non esiste infatti solo il Cammino di Santiago, la via di pellegrinaggio più famosa d’Europa che dai Pireni francesi conduce a Santiago di Compostela in Galizia. Anche vicino a casa si possono trovare alcuni itinerari da compiere a piedi, in più giorni e senza fretta, su vie sterrate, mulattiere o strade lastricate che attraversano borghi antichi, paesi di montagna, prati e boschi e ci regalano scorci di paesaggio meravigliosi.

Un modo di viaggiare d’altri tempi, che ha il vantaggio di non richiedere grossi investimenti economici (si viaggia con zaini leggeri, sostando lungo il percorso per mangiare e dormire in locande o strutture ricettive semplici e integrate nell’ambiente circostante) e che, in aggiunta, può rivelarsi un’esperienza avventurosa a stretto contatto con la natura, la storia e le tradizioni locali.

Il segnavia del Cammino di Carlo Magno in Valcamonica
(Foto Daniela Gelfi)

Vivere in Lombardia poi ha i suoi vantaggi: è una regione in cui si passa dall’ambiente lacustre a quello collinare, dalla pianura alla montagna nel giro di poche decine di chilometri. Lungo le antiche vie di comunicazione che univano la pianura ai territori d’oltralpe oggi è fiorita una rete di cammini, curati e attrezzati dalle associazioni locali di promozione del turismo.

Qui vi suggeriamo tre itinerari da fare in pochi giorni (quando le regole lo permetteranno), con partenza nella nostra provincia o poco oltre “confine”. Se non siete abituati ai lunghi percorsi non demoralizzatevi: sono tutti ben segnalati, distanze e dislivelli sono alla portata di un buon camminatore e i collegamenti tra i vari punti di sosta garantiti dai mezzi pubblici.

Seguendo le orme di un re: il cammino di Carlo Magno

Da Lovere (BG) a Ponte di Legno (BS)

Al nome evocativo di questo cammino è legata la leggenda che vuole il sovrano dei franchi risalire tutta la Valcamonica dopo essere partito da Lodi per raggiungere il Trentino e poi Verona. Si narra che lungo la strada i castelli dei signori e le fortificazioni locali vennero distrutti e al loro posto edificate numerose chiese.

Il tragitto oggi corre quasi sempre a mezza costa risalendo la valle, senza dislivelli marcati, spesso in mezzo ai boschi o tra le coltivazioni, sbucando di tanto in tanto nei piccoli borghi camuni. Poco conosciuto (solo nel 2018 due amici, Andrea Grava e Antonio Votino, hanno ideato il percorso, segnato i sentieri, realizzato un sito molto curato e una pubblicazione che ne spiega storia e tappe) ha il pregio di accompagnare i viandanti dal lago fino alla montagna. A Ponte di Legno, poi, i più temerari possono proseguire fino al Passo del Tonale, percorrendo il tratto finale della Via Valeriana (altra meravigliosa strada antica che parte da Pilzone d’Iseo)

Non dimentichiamoci poi che siamo nella Valle dei Segni. Lungo il percorso è obbligata la sosta al sito di incisioni rupestri di Foppe di Nardo e al parco delle Incisioni di Naquane, primo sito Unesco in Italia.

Curiosità: il segnavia è un triangolo rosso con una corona stilizzata, omaggio a Carlo Magno.

La Chiesa di San Clemente a Vezza D’Oglio
(Foto Daniela Gelfi)

Le 5 Tappe:
TAPPA 1: da Lovere e Boario (16,8 km)
TAPPA 2: da Boario e Breno (16,9 km)
TAPPA 3: da Breno e Grevo (17,6 km)
TAPPA 4: da Grevo e Edolo (20,2 km)
TAPPA 5: da Edolo e Ponte di Legno (23,5 km)

Distanza totale: 95 km

Info: www.camminodicarlomagno.it

Un cammino vista lago: il Sentiero del Viandante

Da Abbadia Lariana (LC) a Piantedo (SO)

Meraviglioso questo percorso che riesce a coniugare le spettacolari vedute del Lago di Lecco dall’alto con le calate decise verso le incantevoli spiaggette e i centri turistici della sponda lecchese del Lario. Si attraversano boschi e piccole contrade dal fascino antico in cui è piacevole fare una sosta per ristorarsi. A differenza dell’antica Via Regina – che unisce Como a Chiavenna passando dal versante occidentale del lago – percorsa fin dal Medioevo da condottieri, viaggiatori e mercanti diretti oltralpe, questo sentiero è stato creato e utilizzato nel corso dei secoli dalla gente del posto per gli spostamenti quotidiani e per questo ha mantenuto un fascino da “luogo nascosto”.

Ogni tappa prende avvio e si conclude in prossimità delle stazioni ferroviarie della panoramica linea ferroviaria Bergamo – Lecco – Colico, rendendo agevole il rientro alla base e il Sentiero perfetto anche per le singole escursioni giornaliere.

Curiosità: è il primo cammino italiano a essere stato certificato dal Touring Club Italiano

Panorama sul Sentiero del Viandante
(Foto Silvio Sandonini)

Le 4 tappe:
TAPPA 1: da Abbadia Lariana a Lierna (10,6 km)
TAPPA 2: da Lierna a Varenna (Variante Bassa: 9,4 km – Variante Alta 10,4 km)
TAPPA 3: da Varenna a Dervio (10,5 km)
TAPPA 4: da Dervio a Colico (15,6 km)

Distanza totale: 46 km

Info: non c’è un sito specifico dedicato a questo sentiero tuttavia, oltre alla voce in Wikipedia, in rete si trovano diversi reportage e articoli. È anche possibile scaricare la guida con l’itinerario completo in PDF.

Dalla Val Brembana alla Valtellina lungo la Via Priula

Da Bergamo (BG) a Morbegno (SO)

Scordatevi storie di antiche strade romane, la Via Priula fu progettata e costruita verso la fine del 1500 sotto il dominio veneto di Bergamo, con l’obiettivo – molto pratico – di aprire una via commerciale tra la Pianura Padana e la Valtellina, la Valchiavenna e la Svizzera senza dover transitare dai territori del Ducato di Milano. Come mai nessuno ci aveva pensato prima? Tutta colpa del terribile strapiombo sul fiume Brembo che attendeva i viaggiatori sul tragitto nella zona della Botta di Sedrina, davvero difficile da valicare. Fino a quando non si provò a costruire “le chiavi della Botta”, ossia i ponti che, a prezzo di numerose vite, finalmente permisero di superare l’orrido e aprirono la Val Brembana ai traffici d’oltralpe.

Oggi il fascino di partire da Citta Alta e arrivare a Morbegno a piedi è irresistibile. Anche perché le prime due tappe scorrono facili sulla ciclovia della Valle Brembana (asfaltata) che passando da Villa d’Almè sale verso Zogno e Piazza Brembana lungo l’antico sedime ferroviario. Da Piazza Brembana poi partono i sentieri che si inerpicano fino al Passo San Marco (a 1.982 metri) per poi discendere lungo la Valle del Bitto fino ad Albaredo e Morbegno. I dislivelli sono importanti ma i borghi, le chiese affrescate e i paesaggi che si incontrano lungo il tragitto li ripagano tutti.

Curiosità: nei pressi di Porta San Lorenzo, a Bergamo Alta, ancora oggi si trova la colonna di marmo che sanciva l’inizio ufficiale della via. Su di essa erano segnate le distanze progressive della via Priula.

Ponti di Sedrina
(Foto Rosamistica Rottoli)

Le 4 tappe:
TAPPA 1: da Bergamo (Valtesse) a Zogno (14,9 km)
TAPPA 2: da Zogno a Piazza Brembana (23 km)
TAPPA 3: da Piazza Brembana al Passo San Marco (19,3 km)
TAPPA 4: dal Passo San Marco a Morbegno (15 km)

Distanza totale: 72 km

Info: www.camminidilombardia.it/via-priula

Siete alla ricerca di altri spunti? Potete trovarli nel recente articolo dedicato alla via Mercatorum o sull’ottimo sito di Lombardia in cammino.

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