93FE310D-CB37-4670-9E7A-E60EDBE81DAD Created with sketchtool.
< Home

Altri cinque luoghi da non perdere della «Millegradini» 2022 (parte 2)

Guida. Musei, palazzi, biblioteche, castelli, chiese, monasteri, parchi e teatri: sono oltre cinquanta le occasioni di visita della camminata non competitiva culturale di sabato 17 e domenica 18 settembre. Dopo i primi cinque, ecco un’altra cinquina altrettanto varia e interessante

Lettura 7 min.

Qualche giorno fa vi abbiamo descritto cinque luoghi da non perdere fra i tanti (vedi mappa in aggiornamento) visitabili grazie alla «Millegradini» 2022. Oggi ve ne proponiamo altri cinque, ovviamente da raggiungere e visitare in pieno stile «Millegradini»: camminando o correndo con un bel bagaglio di curiosità addosso, un bagaglio che non pesa niente ma arricchisce la nostra conoscenza delle tante bellezze che ci stanno intorno.

In fondo, se volessimo definire la «Millegradini» con tre parole potremmo farlo dicendo che la «Millegradini», molto semplicemente, fa stare bene. Fa stare bene il fisico, perché camminare o correre è un ottimo metodo per mantenersi in forma (senza voler essere degli ironman o degli invasati del corpo filiforme, è sufficiente fare quel tanto che basta per stare, appunto, bene); e fa stare bene la mente, perché – può sembrare retorico dirlo – la bellezza aiuta a vivere meglio: ogni emozione, sorriso, riflessione davanti a un quadro, a un monumento tanto importante quanto bello, dentro ad un palazzo storico o ad un parco muovono tutta una serie di meccanismi chimici ed elettrici nel nostro cervello che ci fanno vivere meglio. E poi camminare in compagnia è divertente!

Allora partiamo per questo breve viaggio, fatto tutto di parole e immagini, fra cinque luoghi da visitare durante la «Millegradini» 2022. Il viaggio vero lo farete con le gambe e la vostra voglia di scoprire i prossimi 17 e 18 settembre. Per ora qualche consiglio.

L’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo

Via Torquato Tasso, 4

L’Ateneo di scienze lettere ed arti di Bergamo nasce nel 1810, per decreto napoleonico, dall’unione di due antiche istituzioni bergamasche: l’Accademia degli Eccitati (fondata nel 1642) e l’Accademia d’Agricoltura o degli Arvali (fondata nel 1769). È un luogo tutto da scoprire, con la sua collezione di stampe, numismatica e opere d’arte (quest’ultima con tante opere di artisti bergamaschi che vale la pena conoscere). L’Ateneo si prefigge di promuovere e favorire il movimento intellettuale nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, oltre che di custodire le memorie della terra bergamasca, attraverso mostre, studi, incontri e convegni.

Per la «Millegradini» sarà possibile visitare la mostra temporanea «Metti un piede davanti all’altro, arrivi al mare… Dalle carte geografiche dell’Ateneo». Una cartografia del Mediterraneo realizzata durante il regno del Re Sole, sulla base di rilievi costieri accurati e sistematici, tali da restituire l’esatta morfologia di città, porti, approdi, difese costiere, fortificazioni e tutto quello che poteva rivestire importanza strategica per l’attacco dal mare oppure offrire postazioni difensive al nemico da terra. L’ingresso all’Ateneo è gratuito. Orario: domenica dalle 9 alle 13. È consigliato l’uso della mascherina (ulteriori informazioni sul sito).

La Biblioteca civica Angelo Mai

Piazza Vecchia, 15

La Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali – nel Palazzo Nuovo di Città Alta, opposto al Palazzo della Ragione – venne aperta nella seconda parte del Settecento. È una delle più ricche biblioteche storiche italiane di conservazione e consente agli utenti di spaziare nelle proprie ricerche storiche in tutti i campi disciplinari. Impressionante sono i numeri del fondo librario e archivistico: 710.000 volumi a stampa, 11.200 giornali e riviste, 10.180 manoscritti, 2.140 incunaboli, 12.000 cinquecentine, 30.000 musiche; 22.000 pergamene, 171 carteggi, 1.106 stampe e disegni, 1.920 mappe cartografiche, 125.000 fotografie; l’Archivio storico del Comune di Bergamo, l’Archivio storico della Misericordia Maggiore, 71 fondi archivistici di enti, persone e famiglie. La Biblioteca ospita inoltre gli splendidi Globi di Vincenzo Maria Coronelli e il più ricco e completo patrimonio di bibliografia di e su Torquato Tasso al mondo.

«L’arte della persuasione. La pubblicità nelle riviste tra Otto e Novecento nelle raccolte della Biblioteca Angelo Mai» è il titolo della mostra che sarà possibile visitare gratuitamente durante la «Millegradini». Un’esposizione di come la pubblicità sia mutata dalla Belle Époque al giorno d’oggi, passando per pubblicità storiche come quelle del Bitter Campari, del Liquore Strega, del Cioccolato Venchi e dalle penne di illustratori come Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Giorgio Kienerk e Franz Laskoff. A volte splendide opere di design su carta, altre volte vere e proprie opere d’arte, le pubblicità sono un modo diverso e curioso per raccontare la storia degli ultimi secoli. Orari: sabato e domenica dalle 9 alle 17. Raccomandato l’uso della mascherina (ulteriori informazioni sul sito).

Il Museo civico di scienze naturali Enrico Caffi

Piazza Cittadella, 10

Conosciuto dai più come «il museo con il mammut» – per la riproduzione a grandezza naturale di un antico proboscidato che accoglie i visitatori – il Museo di scienze naturali di Bergamo è stato inaugurato nel 1918 grazie a varie donazioni private e collezioni didattiche. Al suo interno è possibile trovare, su una superficie espositiva di oltre 1.800 m², raccolte di mineralogia, paleontologia, etnografia (con due sezioni dedicate rispettivamente ad Africa e America), reperti di dinosauri, riproduzioni zoologiche e molto altro. Una serie di percorsi sensoriali e una sezione dedicata all’insegnamento delle scienze fisiche e naturali nelle scuole bergamasche dell’Ottocento arricchiscono un Museo curioso e suggestivo, forte della sua lunga storia e della cura alla didattica e alla divulgazione.

Da non perdere, inoltre, l’esposizione del cervo fossile risalente a 700 mila anni fa, ritrovato in Valle Borlezza. Un esemplare di cervus acoronatus estinta da alcune centinaia di migliaia di anni. «Posto in piano nell’originale matrice rocciosa – si legge sul sito del Museo – è custodito in uno scrigno di cristallo dall’atmosfera immateriale, capace di far rivivere un salto temporale. È possibile conoscere il racconto di questa lunga storia grazie ad immagini e filmati che documentano le delicatissime fasi di lavoro che per più di dieci anni hanno impegnato il personale del museo. Si inizia dalla scoperta, segue l’accurato lavoro di scavo, per giungere passo passo alle fasi che hanno permesso la disidratazione, la preparazione e il consolidamento delle parti scheletriche fossilizzate e dei blocchi rocciosi». Orari di apertura: sabato e domenica dalle 9 alle 17, ingresso gratuito (altre informazioni sul sito).

Castello di San Vigilio

Via Castello, 10

È uno dei monumenti-simbolo di Bergamo, situato nella parte superiore di Città Alta, sul colle omonimo, a circa 496 metri di altezza. Di questa costruzione Angelo Mazzi nel suo «Il castello e la Bastia di Bergamo» scrisse che «La storia del castello potrebbe essere quella della comunità» di Bergamo. Qualche cenno storico: data l’ottima posizione che permette uno sguardo di controllo sulla Val Brembana e su quella zona storicamente importante che fu la spianata di Almenno, allora denominata Lemine, un primo insediamento sul colle si pensa fu costruito dai romani. Tuttavia le prime notizie di una fortificazione risalgono all’incirca al VI secolo.

Nel 1166 il Consiglio Comunale di Bergamo ordinò l’edificazione di un castello di grandi dimensioni, che poi venne ingrandito e rafforzato dai Visconti, l’opera venne completata nel 1335. Durante il periodo veneziano il Castello di San Vigilio assunse una grande importanza e dopo la costruzione dei quattro torrioni muniti di cannoniere e feritoie nel XV secolo, fu con la realizzazione delle mura venete che la parte collinare venne rinforzata con un’imponente cinta muraria. Nel 1912, dopo un periodo di decadenza e demolizione di alcune parti ad opera degli austriaci, la famiglia Soregaroli lo trasformò in un ristorante e diede il via alla realizzazione di una funicolare. Oggi il Castello di San Vigilio è di proprietà del Comune di Bergamo. Orari di visita: sabato e domenica 9-17, ingresso gratuito.

Ex Monastero del Carmine (sede del Teatro Tascabile di Bergamo)

Via Colleoni (Corsarola), 21

Uno dei luoghi più suggestivi di Bergamo Alta, sede di spettacoli teatrali (del TTB) e di danza, cinema e musica. Entrare nell’Ex Monastero del Carmine significa varcare la soglia della Storia: la sua edificazione inizia nella seconda metà del 1300; tra il 1400 e l’inizio del 1500 vengono realizzati gran parte del chiostro, del refettorio, dei locali per i monaci. Risalgono al 1600 invece le stalle e la sala del Capitolo. Dopo un periodo di decadimento fra il 1700 e il 1800 (con l’abolizione napoleonica e la trasformazione del chiostro e dei locali intorno in appartamenti in affitto), a metà ‘900 il chiostro vive un momento di riconsiderazione grazie allo storico dell’architettura Luigi Angelini (1951), ma nel 1954 la struttura subisce alcuni crolli, viene dichiarata inagibile e ceduta dalle autorità ecclesiastiche al Comune di Bergamo, che dal 1956 compie diversi interventi di consolidamento.

A questi seguono vari progetti di ristrutturazione e riutilizzo, che però di concretizzano solo nel 1996, quando l’edificio viene diventa la sede del Teatro Tascabile di Bergamo. Nel 2010 i primi interventi di restauro, nel 2015 l’apertura al pubblico di parte dell’ex Monastero, rimasto sconosciuto per quasi cinquant’anni. Dopo altri interventi di restauro, nel 2018 il Teatro Tascabile ha accordato con il Comune di Bergamo il primo intervento di Partenariato Speciale Pubblico Privato in Italia, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare ulteriormente l’ex Monastero del Carmine per manifestazioni culturali, tramite il progetto #tuoCarmine. Orari di apertura: sabato e domenica 10-16 (altre informazioni sul sito del TTB).

La parola agli sponsor

Come ogni buona manifestazione che si rispetti, anche «Millegradini» ha i suoi sponsor, aziende e realtà del territorio che vogliono sostenere la camminata non competitiva. Come la Italgen, produttore e distributore di energia elettrica da fonti rinnovabili sui mercati internazionali: «Italgen si conferma per il settimo anno consecutivo sponsor della “Millegradini” – afferma Luca Musicco, Consigliere Delegato e Direttore Generale dell’azienda – Con questa iniziativa, in linea con la propria politica di sostenibilità, Italgen vuole sostenere le iniziative “green” della bergamasca, un territorio nel quale opera con 2 centrali idroelettriche in Val Seriana, 5 in Val di Scalve e 5 in Val Brembana ed una forte attenzione alla qualità dell’ambiente e al benessere delle comunità che lo vivono».

Un’affezione all’evento confermato anche da Confartigianato Bergamo, come spiega il direttore Stefano Maroni: «Noi fin dagli inizi, aiutati dal fatto che uno degli storici organizzatori di questa manifestazione, Raffaele Scuri, fosse anche associato da moltissimo tempo alla nostra associazione, abbiamo creduto in questa manifestazione perché ha una caratteristica particolare: abbina la possibilità di fare una camminata amatoriale a un aspetto culturale con la possibilità di visitare luoghi caratteristici di Bergamo. Confartigianato anche quest’anno rinnova la storica presenza con uno stand istituzionale posto nella sala grande sopra la Porta Sant’Agostino, uno spazio suggestivo che non è sempre aperto al pubblico, come tanti altri che si snodano nel percorso della “Millegradini”».

«La vita è fatta… a scale – esordisce Fabiola Caliari di Tenaris, altro brand importante del territorio bergamasco a sostegno della camminata – Partecipiamo con entusiasmo alla “Millegradini”, perché unisce tutti, agonisti e non, in una giornata all’insegna dello sport e della convivialità. Oltre alla corsa, passeggiate e scalette, la manifestazione offre la possibilità di attraversare moltissimi luoghi storici e culturali che caratterizzano Bergamo».

È interessante poi il punto di vista della Cooperativa Città Alta, espressa dal suo presidente Tomaso Ghilardi: «Siamo coinvolti nella “Millegradini” dalla prima edizione, è un appuntamento per noi molto significativo. Quest’anno proponiamo un’apertura domenicale dalle 9 alle 17 con una visita guidata al nostro locale ristrutturato. In particolare alla Sala civica interamente affrescata all’ultimo piano dell’ex complesso di sant’Agata, con qualche spiegazione a livello storico grazie alla presenza di una o due guide, che supporteranno il materiale fotografico esposto. Spiegheremo inoltro cosa abbiamo trovato e ristrutturato nell’ex chiesa di Sant’Agata, che sarà un po’ la coprotagonista dell’appuntamento».

La Cooperativa considera la «Millegradini» un evento significativo «perché viene vissuto, prima di tutto da noi, come un’opportunità di partecipazione comunitaria, è un evento che lega molto. È molto importante aprire i nostri spazi alla città e quindi siamo assolutamente contenti e orgogliosi di far parte di questo bellissimo progetto». E per chi volesse qualche informazione in più sulla visita c’è il sito della Coopertiva Città Alta: «l’ingresso sarà gratuito e senza barriere architettoniche, grazie a rampe e ascensori. Quindi sarà accessibile a tutti».

Millegradini 2022
(Foto Collaboratore Eppen)
Approfondimenti