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La Via del Latte in Presolana, tra malghe storiche e camosci

Articolo. Un itinerario ideato negli anni Novanta per ripercorrere gli antichi sentieri dei mandriani, con tanto di gallerie, panorami strepitosi e formaggi d’alpeggio. E una degustazione finale di gelato al latte di capra

Lettura 5 min.
Malga Presolana (Camillo Fumagalli)

Oggi saliamo a Castione della Presolana, per la precisione a Rusio, piccola frazione che ha saputo conservare nel tempo le sue caratteristiche viuzze con le case tipiche dei borghi contadini di montagna. Il nome Rusio pare derivi dal latino rivus, «ruscello», da cui dopo una serie di trasformazioni fonetiche si è giunti al nome attuale. In effetti, per accedere al borgo di Rusio si deve oltrepassare il torrente che scende dalla rinomata valle dei Mulini.

Obiettivo dell’escursione è la Via del Latte, un itinerario ideato negli anni Novanta per ripercorrere gli antichi sentieri dei mandriani attraverso le malghe e gli alpeggi che decorano il versante soleggiato del massiccio della Presolana. Su questi monti, l’alpeggio è diffuso fin dalla preistoria perché la roccia calcarea e le abbondanti piogge estive favoriscono lo sviluppo di erbe molto ricche di nutrienti. Un secolo fa, la zona era tutta un immenso pascolo e i boschi erano confinati in prossimità delle rocce. Oggi, l’ambiente è in repentina evoluzione e i boschi stanno velocemente riappropriandosi dei prati.

L’itinerario classico parte da Rusio e si conclude al Passo della Presolana dopo aver toccato otto malghe storiche. La significativa distanza tra l’inizio e la fine del percorso ci ha spinto a progettare un itinerario ad anello che raggiungesse quasi tutte le malghe per terminare nuovamente a Rusio.

Lasciamo l’auto presso il parcheggio prima del ponte di accesso a Rusio (910m). Sulla sinistra poco sopra il posteggio inizia il sentiero pianeggiante che ci introduce nella valle. Dopo alcuni minuti si intercetta la strada forestale e si giunge in breve ad un bivio: ci manteniamo sulla sinistra lungo la strada, ignorando il sentiero che sulla destra si addentra nella suggestiva valle dei Mulini. Le indicazioni per la via del Latte sono ben evidenti e le seguiamo senza indugi. Il primo tratto di percorso (fino a malga Campo) rappresenta una valida alternativa al sentiero CAI n° 317 che conduce al rifugio Rino Olmo. La strada molto curata e immersa nel bosco consente un cammino agevole nonostante le pendenze non certo banali.

Si guadagnano velocemente i 1070m del colle di Passerai dove il bosco lascia spazio a qualche prato da foraggio. Alzando gli occhi si intravedono i ripidi e inospitali pendii orientali dei monti Valsacco e Campo. Le rampe sono sempre significative e solo pochi tratti consentono di recuperare. Così con qualche sbuffo a rendere sincopati i nostri dialoghi ci ritroviamo, in un’oretta, nei pressi della suggestiva conca che ospita malga Pozzetto (1397m).

Prime luci del giorno a malga Pozzetto
(Foto Camillo Fumagalli)

Impreziosita dalla bella pozza d’acqua, è una baita molto curata, frutto della recente ristrutturazione voluta dal comune di Castione. Viene gestita dal Corpo Volontari Presolana. La vocazione casearia della malga ha lasciato il passo ad una funzione più turistica, come punto di appoggio e alloggio per gli appassionati di montagna. In effetti, questo sabato pomeriggio ospita un vivace gruppo di giovani.

Proseguiamo il cammino in un ambiente che sfoggia curiosi pinnacoli rocciosi ricoperti di vegetazione, ove non è raro intravedere camosci giocare a nascondino. Giusto il tempo di ridare vivacità ai nostri discorsi, ed ecco comparire sopra di noi malga Campo (1518m). La strada non transita dalla malga, ma la sfiora dopo aver aggirato una tipica pozza d’abbeverata. Il contesto è suggestivo. La vista si allarga sulla ampia conca ai piedi del passo Olone con una spettacolare vista sui ghiaioni e i contrafforti rocciosi della Presolana di Castione. Decidiamo di andare a curiosare da vicino anche questa baita e notiamo le recenti opere di recupero, tali da renderla pronta ad accogliere comitive di escursionisti (il riferimento è sempre il Corpo Volontari Presolana). Provo ad immaginare la magia di una notte di luna piena con l’aria frizzante sul viso e gli sguardi catturati dai riflessi argentei della Presolana….

Escursionisti presso malga Campo
(Foto Camillo Fumagalli)

Presso la pozza d’acqua di malga Campo si diparte il sentiero che con un lungo traverso sale al passo Olone e al rifugio Rino Olmo. La via del Latte invece procede in piano lungo la strada sterrata che con un panoramico andamento semicircolare percorre la testata della valle, lambisce malga di Bares e raggiunge malga Presolana (1538m).

Decisamente più rustica ed essenziale, questa malga svolge tutt’ora la sua originaria funzione casearia: nei mesi estivi i pascoli d’intorno possono accogliere fino a 150 bovini adulti ed è possibile acquistare direttamente dal pastore i formaggi prodotti in loco. È risaputo che i formaggi d’alpeggio abbiano un sapore squisito. A renderne unico il gusto concorre il fatto che la varietà del foraggio dei pascoli in quota rende il latte particolarmente prelibato e pregiato, perché se nei prati a valle le erbe sono mediamente di 6/7 varietà per metro quadro, in alpeggio arrivano fino a dieci volte tanto! Non manca molto, tra pochi giorni questi pascoli saranno allietati dal suono inconfondibile dei campanacci.

Riprendiamo il cammino e, dopo aver attraversato due vallette (valle Mesclusa e valle Rossa), abbandoniamo la via del Latte (che da qui procede in direzione Sud per raggiungere malga Cornetto bassa) e ci dirigiamo al soprastante colle della Presolana (da non confondere con il più remoto omonimo passo stradale). In questo breve tratto siamo lungo il sentiero CAI n° 319 che si reimmerge nel bosco mostrando subito personalità con pendenze che definirei interessanti. Fortunatamente il tragitto è breve e in poche decine di minuti raggiungiamo i 1698m del piccolo valico. Da quassù la vista si allarga spaziando dal monte Pora allo Scanapà, fino al passo della Presolana.

Siamo a un crocevia di sentieri. Seguiamo i cartelli che conducono a malga Cornetto. Il tracciato è meno agevole ma ben marcato. Serpeggiando tra giovani abeti e portando attenzione alle numerose radici presenti sul sentiero, si scende di quota fino a piombare su malga Cornetto. Posta ai piedi dell’omonimo monte, la baita è costruita su un magnifico terrazzo naturale con vista aerea sugli abitati di Bratto, Dorga e Castione e sui monti circostanti. Nel punto più panoramico notiamo un crocefisso e un piccolo altare a segnalare il limite oltre cui non conviene andare. La malga conserva la sua architettura originale di pietra. Magnifico il tavolone realizzato con un’enorme lastra di ardesia poggiata su un ceppo …. faccio un rapido calcolo e arrivo a definire che può accogliere tranquillamente una decina di persone.

Il bel tavolone d’ardesia di malga Cornetto
(Foto Camillo Fumagalli)

Accanto alla baita sono stati recentemente realizzati una struttura di legno che ospita un’ampia sala da pranzo e un piccolo bivacco per il pernottamento. La gestione è affidata all’Associazione Antincendio Presolana. Ci soffermiamo a gustare l’amenità del luogo e, mentre ammiriamo i panorami, ci viene l’idea di una gita invernale quassù con la neve (malga Cornetto è anche raggiungibile a piedi percorrendo la comoda strada forestale che parte dal passo della Presolana).

Oltrepassiamo la malga in direzione ovest ritrovandoci per un breve tratto sempre sulla Via del Latte ma nel verso contrario rispetto a prima. Una strada forestale ci conduce rapidamente al ricovero del bestiame di malga Cornetto bassa (1463m). La baita si trova poco più in basso al margine di una bella conca pascoliva. Anche questa malga conserva la sua funzione pastorizia. Scendiamo qualche metro nel prato fino ad un abbeveratoio dove un cartello metallico indica la via del rientro a Rusio.

Il ricovero per il bestiame di malga Cornetto bassa
(Foto Camillo Fumagalli)

Il sentiero scende repentino nel bosco della valle del Papa. L’ambiente è selvaggio. Il silenzio ci contagia e, mentre i nostri passi si fanno felpati, gli occhi sono appassionatamente alla ricerca di animali selvatici, sicuri ospiti di questa valle segreta. Giungiamo così nei pressi della baita di val di Papa (1305m), in stato di semiabbandono e ormai quasi inglobata dal bosco. Sul muro della baita una scritta cattura la nostra attenzione: «galleria». Una galleria in Presolana? Naturalmente non esitiamo e ci indirizziamo alla scoperta di questo inaspettato traforo. In dieci minuti, risalendo un poco di quota, ci troviamo all’imbocco di una galleria vera e propria scavata nella roccia alla cui base scorrono tre tubazioni d’acqua. Con i cellulari illuminiamo il percorso e a testa bassa ci intrufoliamo al suo interno percorrendola integralmente. È piuttosto breve (circa 60m) ma emozionante!

Sbucati all’estremità opposta ci troviamo affacciati sui dirupi della valle dei Mulini. La galleria è stata realizzata a metà del secolo scorso per l’approvvigionamento idrico dell’acquedotto di Castione, che raccoglie le acque delle sorgenti della valle, tra cui la più rinomata è la Mesclusa. È un’opera nata in un’epoca in cui l’acqua era considerata come sacro bene pubblico.

Torniamo sui nostri passi fino alla baita e riprendiamo la discesa verso Rusio. Il sentiero ora diventa mulattiera, sfiora la località Denzil e poi raggiunge Rusio. Non ci lasciamo sfuggire un giretto per le viuzze del borgo e una capatina nella graziosa chiesetta di San Giacomo dove risalta l’altare ligneo, dorato e policromo, opera della bottega dei Fantoni del XVII secolo.

Concludiamo l’escursione con la degustazione del gelato al latte di capra, imperdibile prelibatezza dell’azienda Fioccodineve nel cuore del borgo, mentre le nostre menti già progettano altre escursioni in questa zona ricca di fascino e sorprese.

La località Denzil e il paese di Castione visti dalla valle del Papa
(Foto Camillo Fumagalli)

P.S. L’escursione qui descritta è lunga circa 12km con 800m di dislivello positivo per complessive quattro ore di percorso (per raggiungere la galleria calcolare mezzoretta in più tra andata e ritorno).

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