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Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana

Racconto. Oggi vi proponiamo un itinerario tra contrade storiche, pascoli panoramici e il Monte Fortino, ideale per la primavera

Lettura 5 min.
Verso il Plòc del Lo

Ci rechiamo oggi in Val Seriana alla scoperta del territorio di Oltressenda Alta. Un borgo vero e proprio con questo nome in realtà non esiste: Oltressenda Alta è un comune costituito solo dalle contrade Nasolino e Valzurio con le relative frazioni. Nasolino e Valzurio distano pochi chilometri l’uno dall’altro ma sono separati da dirupi e guglie rocciose congiunti solamente da una strada stretta e tortuosa. Ambiente solivo, dolce e ameno quello di Nasolino decisamente più montano, boscoso ed aspro quello di Valzurio; l’una è storicamente terra di pascoli e pastori mentre l’altra è terra di forre e minatori. Entrambi sono luoghi affascinanti ed integri.

Anticamente erano chiamati «Oltressenda» i territori al di là della Senda (oltre la Senda), il valico che si trova sulla via di collegamento tra Clusone e Villa d’Ogna. Oltressenda Bassa comprendeva i borghi di Piario e Villa d’Ogna mentre Oltressenda Alta i già citati Nasolino e Valzurio. Il nome Nasolino deriverebbe dal diminutivo latino nasulus, «piccolo naso», evi¬dentemente riferito alla piccola prominenza del declivio su cui si trova l’abitato (un «naso» per l’appunto).

Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
La chiesa di Nasolino
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Scorci della contrada Beccarelli
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Particolari di contrada Beccarelli

Scegliamo di partire proprio da Nasolino dove lasciamo l’auto presso l’ampio posteggio in corrispondenza della contrada Beccarelli (705m). Ci addentriamo per le vie acciottolate di contrada Beccarelli dove si colgono numerose testimonianze dell’architettura rurale di un tempo. Le viuzze confluiscono tutte nella mulattiera principale che sale alla cinquecentesca chiesa Parrocchiale dedicata a San Bernardo da Mentone. All’interno si possono ammirare sculture di scuola fantoniana, affreschi e stucchi del XVII e XVIII secolo tra cui una tavola di Rizzo di Santa Croce. Sulla facciata esterna sono stati recentemente scoperti interessanti affreschi quattrocenteschi che lasciano supporre un’origine ancora più antica della chiesa. Dietro la Parrocchiale si apre l’ampia piazza del Comune, anch’essa con pavimentazione di ciottoli, che sfoggia il bell’edificio affrescato dell’antica casa comunale con, al suo fianco, l’oratorio di San Rocco. Il colpo d’occhio è magnifico.

Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Gli affreschi quattrocenteschi della chiesa di Nasolino
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
L’antica casa comunale e l’oratorio di san Rocco (Nasolino)
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Attraverso contrada Foppello

Attraversiamo la strada ed entriamo nella seconda anima di Nasolino: la contrada Foppello (750m). Anche qui si colgono scorci gustosi. Vale la pena attraversare tutta la contrada e sbucare nel prato retrostante dove imbocchiamo il sentiero che, attraverso i pascoli ammantati di verde intenso, sale ad immettersi sulla strada asfaltata in corrispondenza di un ampio tornante. Percorriamo la strada fino al bivio con via Dosso che seguiamo fedelmente. La nostra prima meta sono i «prati del Lo», dei pascoli in quota che si trovano prendendo una deviazione dalla strada forestale diretta al Colle Palazzo. Ai più curiosi consiglio invece di concedersi una variante per curiosare le cascine della zona. In tal caso si procede ancora sulla strada principale fino alla curva dove, sulla sinistra, si stacca la carrareccia diretta alla località Camai (cartello indicante «via Camai»). Questa cascina (855m) è parzialmente abbandonata e si trova ai margini di un magnifico prato.

Seguiamo il tratturo che risale nel prato fino a intercettare la strada sterrata di servizio per la località Savaris. Con una piccola deviazione a destra raggiungiamo Savaris (875m): una manciata di cascine mirabilmente ristrutturate e circondate da prati ordinatissimi. Di curioso c’è che tutte le baite della zona, anche quelle abbandonate, sono contraddistinte dal numero civico ben in evidenza, a testimoniare l’antica vitalità della zona. Da Savaris torniamo indietro sulla stradina fino ad immetterci sulla via asfaltata diretta a contrada Bricconi. Le pendenze incrementano progressivamente il nostro affanno. Superiamo il posteggio di contrada Bricconi (950m), nostra prossima meta sulla via del ritorno. L’asfalto cede il passo al cemento e ci inerpichiamo con decisione fino a quota 1135m. Qui si incontra il bivio per i «prati del Lo». Non c’è un’indicazione specifica ma alcuni cartelli lignei segnalano che procedendo verso destra si raggiunge il Colle Palazzo. Svoltiamo a sinistra consapevoli del fatto che percorreremo l’altra via nel ritorno.

Si sale senza indugi fino a sbucare nei «prati del Lo», in corrispondenza della prima baita (1325m). A coloro che hanno il passo sicuro mi sento di consigliare una deviazione: a sinistra della baita si diparte un sentiero che si spinge fino al crinale per poi scendere ripido verso Ardesio. Giunti sul crinale invece lo si abbandona per seguire la traccia che percorre fedelmente il filo di cresta in direzione sud-ovest. In leggera discesa, tra roccette e passaggi aerei, si guadagna la cima del Monte Fortino (1294m). È una montagna minore e poco conosciuta ma è molto intrigante e panoramica. Un bel tricolore svolazzante nobilita la vetta. Torniamo alla prima baita e risaliamo integralmente i «prati del Lo»: pascoli in posizione aprica e panoramica che si spingono fin sullo spartiacque che separa la valle del torrente Rino di Ardesio da quella del torrente Ogna. Il suo limite superiore è rappresentato dal «Plòc del Lo», un masso affacciato sul precipizio, sormontato da una croce metallica. La vista è sorprendente: verso nord si intravede l’alta Val Seriana con le sue cime prestigiose mentre a sud fa bella mostra di sé tutta la media valle che già è colorata di primavera.

Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
La località Camai
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Le cascine Savaris
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
I prati del Lo

Dal «Plòc del Lo» procediamo in direzione nord-est fino al margine orientale del pascolo dove imbocchiamo l’evidente sentiero che si muove lungo la dorsale immerso in un bel bosco di faggi. Si giunge presso un colletto ai piedi della cima Ba. Qui il tracciato si biforca in due sentieri che aggirano sui due lati la cima Ba e puntano entrambi verso Colle Palazzo. Noi prendiamo quello di destra (appena più in basso del colletto) perché offre panorami migliori. Con percorso quasi pianeggiante si transita da un magnifico roccolo e, poco oltre, si attraversa una piccola radura, con tanto di panchina contemplativa, che regala un’insolita prospettiva sulla Presolana. Il passo procede lesto e il sentiero diviene una pista forestale scendendo fino a Colle Palazzo. Questa località è come un quadro d’autore: baite da copertina sparse nei pascoli rigogliosi con un fondale di boschi lussureggianti e cime ardite. Colle Palazzo si conferma uno splendore in ogni stagione. L’abbiamo già visitato in una precedente escursione ma tornare è sempre un’emozione. Una pausa è d’obbligo.

Il rientro a Nasolino avviene per la strada forestale, unica via carrozzabile che raggiungere colle Palazzo dal fondovalle. Superata una pozza d’abbeverata in prossimità di una baita, sulla destra si possono notare seminascoste dagli alberi due profonde doline. Tutta la zona è caratterizzata da queste formazioni di origine carsica che a causa della loro natura tenebrosa spesso hanno ispirato leggende popolari. Si procede in piano per un chilometro e mezzo per poi proiettarsi in una ripida discesa che invita a trotterellare. Transitiamo nuovamente dal bivio per i «prati del Lo» e raggiungiamo nuovamente il posteggio della contrada Bricconi (948m). Non ci lasciamo intimorire dalla fama altisonante di questa località divenuta celebre per il ristorante stellato che ospita…così ci addentriamo nella contrada.

Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
La cima del Monte Fortino
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Il Plòc del Lo
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Dal Plòc del Lo verso Colle Palazzo

È il primo giorno di primavera ed è quasi mezzogiorno, eppure non incontriamo nessuno. Probabilmente il ristorante è ancora chiuso. L’unico segno di vita è un rumore operoso che proviene dalla grande stalla moderna, cuore pulsante dell’azienda agricola. Tutto è ordinato, le case mostrano sapienza e gusto nella ristrutturazione, gli orticelli sfoggiano già alcune primizie mentre i piccoli alberi da frutto paiono ancora in attesa dei tepori primaverili. Mentre ci aggiriamo per la contrada veniamo sopraffatti da una piacevole sensazione di quiete ispirata dalla perfetta armonia tra uomo e natura del luogo. Ogni angolo merita una sbirciatina e gli scatti si sprecano. Mi piacerebbe tornare, da avventore, per godere anche delle emozioni del gusto oltre che dei panorami luccicanti sulla vallata e dell’atmosfera soave che qui si respira.

A fianco dell’orto si diparte un sentiero che scende nel prato sottostante e conduce alla contrada Dosso (900m), un nucleo di case che sfoggia interessanti elementi rurali antichi, come archi e finestre bifore, e manipolazioni rustiche più recenti a volte in contrasto con l’aspetto originario della contrada. Ci fanno da accompagnatori due cani dall’abbàio quasi minaccioso ma dal fare mansueto che controllano ogni nostro spostamento. Dalla contrada Dosso rientriamo a Nasolino percorrendo la strada asfaltata che transita nei pressi della bella chiesetta della Madonna della Neve. Giunti all’intersezione con la strada diretta a Valzurio imbocchiamo via Monte Ferrante che, in breve, ci riconduce al punto di partenza.

Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
La Presolana dal sentiero verso colle Palazzo
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Colle Palazzo con il Monte Timogno
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Il cuore di Colle Palazzo

È da poco suonata la “mezza” e la fame inizia a farsi sentire. A Valzurio c’è la baita Valle Azzurra che già in altre occasioni aveva soddisfatto i nostri palati. Provo a chiamare. A rispondere è la voce di Paolo Savoldelli, gloria del ciclismo orobico nella nuova veste di maître di sala: «Oggi siamo pieni però se vi adattate un posticino riesco a trovarvelo, ma dovete venire subito». Detto fatto, in un batter d’occhio ci ritroviamo seduti al tavolino di fronte al bancone del bar. La velocità con cui Paolo si destreggia tra tavoli, cucina e bar è sorprendente. Rivela la stessa tempra di quando affrontava a tutta birra le ardite discese del Giro. La cucina, anche stavolta, si conferma di ottima qualità. Grazie per averci accolto!

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Contrada Bricconi
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Scorci di contrada Bricconi
Nasolino e Valzurio: un trekking panoramico nell’anima della Val Seriana
Scorci della contrada Dosso

P.S. il percorso qui descritto è lungo 11,5 chilometri con un dislivello positivo di 800 metri. Calcolare tre ore e mezza di cammino. Chi volesse abbreviare il percorso può scegliere di partire dal posteggio di Contrada Bricconi perdendo però le suggestioni delle contrade di Oltressenda Alta.

Tutte le foto sono di Camillo Fumagalli

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