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Tra nuovi arrivi e cuccioli inaspettati, riapre finalmente il Parco delle Cornelle

Articolo. Al via le attività del Parco di Valbrembo dopo la chiusura forzata a causa della pandemia. Tra novità e progetti futuri, la missione è sempre la stessa: conservare le specie a rischio ed educare le persone a prendersi cura degli animali e del proprio ambiente

Lettura 4 min.
Il potamocero

Ce ne siamo innamorati da piccoli davanti ai cartoni animati, con in mano una fetta di pane, burro e marmellata e un bicchiere di spremuta. Dal Re Leone al Libro della Giungla, passando per le favole di Esopo, siamo cresciuti con il mito del re della Savana, l’eleganza della tigre, l’astuzia della volpe e la leggerezza delle rondini.

Poi a Valbrembo, fortunatamente, siamo andati al Parco delle Cornelle, meta irrinunciabile di gite domenicali e scolastiche per tutti gli appassionati. Con una superficie di circa 126.000 mq e 120 specie di uccelli, mammiferi e rettili ospitati, il Parco finalmente riapre le porte ai visitatori dopo il lungo periodo di chiusura a causa della pandemia, pronto a mostrare a tutti i nuovi arrivi e le novità.

Lo spirito e la mission

I valori fondamentali che muovono tutto ciò che ruota attorno al Parco, nato nel 1981 grazie ad Angelo Ferruccio Benedetti, sono la conservazione, l’educazione e la ricerca (ne avevamo parlato anche qui).

Uno dei compiti del Parco è la conservazione delle specie a rischio o in via di estinzione, nonché la promozione della ricerca scientifica e l’educazione del pubblico alla conoscenza e al rispetto degli animali. Fin dagli anni Ottanta, infatti, il Parco partecipa a progetti internazionali di conservazione delle specie a rischio, come i programmi europei EEP (European Endangered Species Programme) che coinvolgono e collegano tutti i parchi del mondo impegnandoli in programmi di scambio, studio e riproduzione delle specie in difficoltà, fra cui il bongo, l’elefante indiano, la giraffa, il gibbone dalle mani bianche e molte altre.

Emanuele Benedetti, titolare Le Cornelle

Il nome “Le Cornelle” deriva da un toponimo locale, che indica i sassi tondeggianti che si trovano lungo i fiumi; e il fiume è un aspetto importante delle Cornelle perché il Parco si trova lungo la sponda orientale del fiume Brembo. Cornelle è anche membro EAZA: European Association of Zoos and Acquaria, un’associazione che si occupa di rendere uniforme la gestione di tutti gli zoo e gli acquari che ne sono membri, al fine di proporre un approccio protettivo nei confronti degli animali, verso i quali vengono rivolte le migliori pratiche e attenzioni.

“Riapriamo con una voglia non indifferente, sotto tutti i punti di vista” spiega Emanuele Benedetti, titolare insieme alla sorella Nadia del Parco faunistico Le Cornelle. “Vedere questo posto vuoto, senza nessuno, era veramente triste sia per noi che per quelli che ci lavorano dentro, che non hanno mai smesso di lavorare”.

Il lavoro, che non si ferma mai

“Questo parco costa tra i sette e gli otto mila euro al giorno”, spiega Emanuele. La chiusura forzata a causa della pandemia, dal 10 marzo in poi, è stata un duro colpo per Le Cornelle, anche dal punto di vista economico. “Qua il lavoro non si ferma mai: gli animali ci sono sempre e dobbiamo prendercene cura, ogni giorno. Abbiamo ricevuto una piccola sovvenzione a fondo perduto durante il lockdown dell’anno scorso e basta. Dal punto di vista economico è stata dura”. Questo incessante lavoro, però, ha portato anche a grandi novità: i nuovi arrivi. “Direttamente da Amsterdam sono arrivate al Parco otto esemplari di spatola europea, specie molto legata alla Pianura Padana”. Si tratta di uccelli trampolieri in passato molto diffusi nel sud Europa e in Italia, in prossimità delle zone umide e paludose; la progressiva perdita del loro habitat, però, ne ha messo in pericolo il futuro. Nel Parco trovano una casa per formare e accrescere una nuova colonia autoctona.

“Nella Selva Tropicale del Parco troviamo anche otto cicogne di Abdim, dette anche cicogne ventrebianco” continua Emanuele. È l’esemplare più piccolo al mondo della sua famiglia, arrivando a pesare poco più di 1 kg per 73 cm di lunghezza massimo. Diffusa dall’Etiopia al Sudafrica, è un animale amato dai nativi africani perché considerato portatore di pioggia e segno di buon auspicio.

Dalla Germania arriva, invece, una femmina di potamocero; è il mammifero più piccolo e vistoso tra le cinque specie di suidi africani, con un peso che varia tra i 45 e 120 kg. “Dal manto fulvo con una stretta cresta bianca dal capo alla coda, questa specie fa parte del programma di riproduzione EEP poiché la caccia a scopi alimentari o per difesa dai danni causati alle attività agricole sta compromettendo la sicurezza degli animali nei loro habitat naturali”.

Un altro nuovo arrivo è nel rettilario, con i mostri di Gila. Sono grossi sauri diffusi soprattutto nel sud degli Stati Uniti, il cui nome deriva da quello del fiume Gila, affluente del Colorado. È un animale velenoso che caccia tra le rocce e si ciba di piccoli mammiferi, iniettando alle sue prese del veleno letale.

Non mancano, però, gli animali di sempre, comprese le due tigri di quasi quindici anni che, suggerisce Emanuele, “probabilmente sono tra gli animali più vecchi del parco”.

La riapertura

Dal 26 aprile, con il passaggio della Lombardia in zona gialla, il parco è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19. Parola d’ordine: sicurezza. “Abbiamo un rigido protocollo con misure che prevedono percorsi obbligatori per non fare incrociare i visitatori; l’uso obbligatorio delle mascherine, i termoscanner all’entrata e il disinfettante in varie postazioni nel Parco”. Imperdibile eccellenza del Parco soni i vari eventi organizzati durante l’anno come visite guidate, attività didattiche e laboratori. “Purtroppo” ci spiega Emanuele, “fino a luglio non sarà possibile organizzare eventi; in base alle normative e all’evoluzione della situazione sanitaria valuteremo la programmazione”.

Una nascita inaspettata!

Un altro nuovo arrivo del 2021 è il piccolo di sitatunga, un’antilope, nato durante la convalescenza della madre a seguito di un intervento chirurgico. Tutto è iniziato con una radiografia, effettuata dal personale del Parco dopo aver notato che la femmina di sitatunga aveva difficoltà a camminare. L’esame ha rivelato una frattura, ma anche una piacevole sorpresa: una gravidanza.

Scheggia, il piccolo di sitatunga

Durante il necessario periodo di convalescenza in seguito all’operazione, è nato il cucciolo, immediatamente riconosciuto e allattato dalla mamma, che si trovava alla sua prima gravidanza. Anche questa specie sta vivendo un calo per la perdita dell’habitat, foreste paludose e corsi d’acqua; al Parco, con l’ultimo nato, se ne possono trovare sei esemplari adulti e tre cuccioli, nati nel corso degli ultimi mesi. Per la scelta del nome del piccolo di sitatunga è stato indetto un contest su Facebook: il vincitore ha ricevuto un biglietto d’ingresso omaggio. Come si chiama? Scheggia! Un bell’evento in occasione dei 40 anni del Parco faunistico Le Cornelle, di cui vi parleremo prossimamente.

Le moto KTM stacyc

Nel finesettimana del 22 e 23 maggio il Parco ospita le moto KTM stacyc. Il circuito, adatto ai bambini dai 3 ai 10 anni, aprirà alle ore 10 fino alle ore 19. Durante i giri in pista, i bambini saranno seguiti da apposito istruttore per poter imparare rapidamente le basi e divertirsi. Ogni bambino sarà dotato di casco omologato.

Le moto KTM stacyc

La permanenza durerà 15 minuti; il costo è di 15 € compreso di assicurazione.

I biglietti e le agevolazioni

Nei weekend è previsto l’acquisto del biglietto esclusivamente online. La Direzione ha scelto di prorogare ulteriormente la validità dei prodotti elencati di seguito sino al 26 maggio 2021, ultima data di utilizzo:

  • Biglietto regalo acquistati nel 2019 e con scadenza novembre/dicembre 2020
  • Biglietto open con scadenza dicembre 2020
  • Abbonamento con scadenza novembre/dicembre 2020
  • Biglietti regalo scaduti a marzo e aprile 2021
  • Abbonamenti scaduti a marzo e aprile 2021
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