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Museo Moto Guzzi, sulle tracce di Ken Kavanagh e del suo legame con Bergamo

Articolo. Il pilota australiano corse per la casa di Mandello del Lario e visse per 65 anni a Bergamo. La sua storia riaffiora tra le moto leggendarie del nuovo museo

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La 500 GP V8 8 Cilindri e Ken Kavanagh

Sessantamila presenze in quattro giorni, 1.500 moto in parata e quasi 30mila visitatori a inaugurare il nuovo museo. Cosรฌ, a inizio settembre, Mandello del Lario ha festeggiato i 105 anni della Moto Guzzi e il suo polo produttivo allโ€™avanguardia. Un mito, quello delle Moto Guzzi, che ha lasciato il segno anche sul territorio orobico. Nel secondo dopoguerra queste moto si sono diffuse in tutta la provincia bergamasca, grazie alla proverbiale robustezza che le rendeva adatte anche alle strade di montagna. Oggi alcuni storici esemplari sono custoditi nel Museo Moto e Motori di Clusone e nel Museo Storico Militare di Schilpario . E proprio a Mandello, nel cuore della storia Guzzi, si nasconde un legame con Bergamo che ormai in pochissimi ricordano.

Il cancello rosso dello storico stabilimento, dove vengono prodotte le Moto Guzzi dal 1921, si apre sul nuovo complesso progettato dallโ€™architetto americano Greg Lynn , ยซLeone dโ€™oroยป alla Biennale di Venezia. Il progetto ha ripensato lโ€™intero sito conservandone i simboli, a partire dallo stesso cancello con il logo dellโ€™aquila, e ha affiancato agli edifici storici moderne linee di assemblaggio e un museo di 3.000 metri quadrati, racchiuso in unโ€™architettura che richiama il linguaggio tecnico delle moto nate a Mandello.

Prima di entrare nel museo, una deviazione a sinistra porta alla celebre ยซGalleria del ventoยป. Inaugurata nel 1954, รจ stata la prima realizzata in Europa per testare l'aerodinamica delle motociclette e permise alle Moto Guzzi di dominare sui circuiti con carenature integrali e soluzioni innovative per l'epoca. Il suo motore, come racconta uno dei pannelli dellโ€™esposizione, consumava cosรฌ tanta elettricitร  che Mandello del Lario restava al buio ogni volta che l'impianto era in funzione.

Allโ€™interno, una selezione di moto di epoche diverse anticipa la chiave di lettura dell'allestimento: gli oltre 160 esemplari esposti non seguono la classica sequenza cronologica, ma sono riuniti per aree tematiche, in un percorso che intreccia l'evoluzione della motocicletta con i cambiamenti della societร . Il racconto parte comunque dalle origini, con il prototipo ยซG.P. 500ยป del 1919, che porta le iniziali di Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, e con la ยซNormaleยป del 1921, la prima Guzzi costruita in serie. Sollevando lo sguardo, si nota una barca da canottaggio appesa al soffitto: รจ un omaggio alla Canottieri Moto Guzzi, societร  fondata nel 1929 per promuovere lo sport tra i dipendenti dellโ€™azienda.

La prima sezione ha un nome curioso, ยซFaunaยป, che riporta al periodo tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando le Guzzi si chiamavano ยซAironeยป, ยซFalconeยป, ยซAlbatrosยป, ยซCardellinoยป, ยซStornelloยป e ยซGallettoยป. Insieme alla Motoleggera 65, per tutti il Guzzino, erano le moto dellโ€™Italia della ricostruzione e del boom economico, che in molti ricordano ancora con affetto e che in Val Seriana sono custodite con la stessa passione al Museo Moto e Motori di Clusone. Si passa poi allโ€™epopea dei ยซPrimatiยปe delle ยซCompetizioniยป, dai monocilindrici degli anni Venti che costruirono la reputazione di Moto Guzzi alle moto da record e da Gran Premio, nate dalla ricerca aerodinamica condotta nella ยซGalleria del Ventoยป. La 350 monocilindrica conquistรฒ cinque titoli mondiali consecutivi dal 1953 al 1957, anno in cui lโ€™azienda si ritirรฒ dalle corse. Negli anni Sessanta i successi arrivarono anche nella regolaritร  con lo ยซStornelloยป 125. In tutto, la casa dellโ€™aquila conta 3.329 gare ufficiali vinte, 14 titoli mondiali e 11 Tourist Trophy.

I trofei di quelle vittorie si possono oggi ammirare nel ยซ Caveau ยป, una delle novitร  del nuovo complesso, sul piazzale antistante il museo. Protetto da una robusta porta blindata, custodisce un migliaio tra coppe, targhe e pergamene che per decenni sono rimasti chiusi nella quasi inaccessibile ยซSala Coppeยป. Al piano inferiore del museo, in uno spazio a lei dedicato, la leggendaria 500 GP V8 ยซOtto Cilindriยป con la caratteristica carenatura verde a campana si staglia davanti a immagini dโ€™epoca che scorrono sullo sfondo. Progettata nel 1954 da Giulio Cesare Carcano con Umberto Todero ed Enrico Cantoni, รจ uno dei mezzi da corsa piรน audaci mai costruiti: in una 500, dove di solito i cilindri erano al massimo quattro, ne furono messi otto disposti a V, ognuno con il proprio carburatore. Il motore superava i 12.000 giri al minuto e spingeva la moto oltre i 270 km/h, ma la sua complessitร  lo rendeva molto difficile da mettere a punto.

A un certo punto, tra le immagini compare la scritta: ยซKen Kavanagh, 1956, Imola, lap record 2'13"4ยป. Oggi รจ un nome quasi dimenticato, eppure lโ€™australiano Kavanagh รจ stato uno dei piloti di punta della Guzzi. Fu tra i pochi a portare in gara la ยซOtto Cilindriยป e nel 1956 vinse il Tourist Trophy nella classe 350. Corse per la casa di Mandello solo tre stagioni, dal 1954 al 1956, ma visse sessantacinque anni a Bergamo, dove si era trasferito per stare vicino alla fabbrica e si รจ poi spento nel 2019 allโ€™etร  di 96 anni.

La visita prosegue con la sezione ยซCinemaยป, dedicata alle Moto Guzzi che hanno conquistato il grande schermo, spesso al servizio della polizia. Indimenticabile ยซIl vigileยป del 1960, con Alberto Sordi in sella al suo ยซFalconeยป. Dalle divise del cinema si arriva a quelle vere nellโ€™area ยซPolizia e Militariยป, che raccoglie le versioni sviluppate per lโ€™Esercito e le forze dellโ€™ordine di molte nazioni del mondo. E tra i mezzi piรน curiosi troviamo il ยซMulo meccanicoยป, il veicolo a tre ruote con trazione integrale costruito per gli alpini allโ€™inizio degli anni Sessanta e capace di arrampicarsi sui percorsi di montagna piรน impervi. Ne furono realizzati pochi esemplari, e uno dei rari superstiti รจ conservato al Museo Storico Militare di Schilpario. Fu anche uno dei primi mezzi Guzzi ad adottare lโ€™architettura bicilindrica a V di 90ยฐ, la stessa che dalla ยซV7ยป in poi รจ diventata la colonna portante di tutta la produzione di Mandello.

La ยซV7ยป nacque proprio per rispondere a un bando delle forze armate e di polizia, e da allora il bicilindrico a V non ha piรน lasciato le divise: lo montano anche le piรน recenti ยซNorgeยป e ยซV85 TTยป di Polizia e Carabinieri, fino alla maestosa ยซCalifornia 1400ยป del Corpo dei Corazzieri. La moto che forse piรน colpisce i visitatori รจ perรฒ la 1ยซ000 I-Convert Poliziaยป, sviluppata per i dipartimenti americani e spesso scambiata per quella dei due simpatici agenti del telefilm ยซCHiPsยป, che invece pattugliavano le autostrade in sella a una Kawasaki. Eppure lโ€™equivoco ha un solido fondamento, perchรฉ le Guzzi derivate dalla ยซVยป7 hanno prestato servizio dal 1969 sia nel Los Angeles Police Department sia nella California Highway Patrol, e dalla loro esperienza รจ nata la versione civile che prese il nome di ยซCaliforniaยป. Con lei si afferma il mito delle strade senza fine e dei grandi itinerari, evocato dalle sezioni ยซDeserti Americaniยป, ยซDestinazione Avventuraยป, ยซLago e Montagnaยป, a ricordarci che ogni Guzzi รจ nata per viaggiare.

Il percorso si chiude su una piattaforma panoramica affacciata direttamente sulle linee di montaggio , da cui รจ possibile assistere all'assemblaggio dei modelli attuali. รˆ uno dei tratti distintivi del progetto di Lynn, che nella storica sede di via Parodi a Mandello del Lario ha immaginato la fabbrica stessa come lโ€™ultima sala del museo. La visita finisce dunque dove la storia, iniziata 105 anni fa, continua ogni giorno.

Nel periodo invernale, dal 1ยฐ ottobre al 31 marzo, il museo รจ aperto il giovedรฌ e il venerdรฌ dalle 10 alle 17, mentre il sabato e la domenica l'orario si prolunga fino alle 18. Il biglietto d'ingresso costa 12 euro.

Tutte le foto sono di Diego Signorelli