< Home

Overturism e rifiuti, il turismo non si butta via (ma impara a reinventarsi)

Articolo. Ci sono Comuni che nei mesi clou della stagione estiva si trovano a dover gestire fino al doppio dei rifiuti prodotti dai residenti permanenti. E questo รจ solo uno dei tanti risvolti tangibili del turismo di massa

Lettura 5 min.

Cโ€™รจ un lato del turismo di massa di cui non si parla abbastanza ed รจ lโ€™effetto sui rifiuti e sulla raccolta differenziata. Proviamo a capire le radici del problema, la sua dimensione e le possibili strade alternative per un turismo piรน pulito. Un fenomeno a cui lโ€™Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha dedicato un proprio indicatore: incidenza del turismo sui rifiuti. Lโ€™indicatore ยซquantifica la pressione del turismo sul sistema di gestione dei rifiuti urbani in Italiaยป e ยซrappresenta un proxy riconosciuto per il monitoraggio del Goal 12 dellโ€™Agenda 2030ยป dedicato a consumo e produzione responsabili.

Come lo si calcola e perchรฉ ci riguarda da vicino

Si tratta di un indicatore complesso, che parte da un dato sulle presenze turistiche: non solo i pernottamenti ufficiali nelle strutture ricettive, ma anche le presenze in alloggi gratuiti (seconde case, abitazioni di amici e parenti) e le escursioni giornaliere senza pernottamento. Questo dato viene poi confrontato con quelli della produzione di rifiuti urbani e della popolazione residente e definisce lโ€™incremento della produzione di rifiuti urbani da attribuire al turismo.

Entriamo nel dettaglio, con qualche numero per capirci meglio: nel 2023 in Italia si sono raggiunti i 15.7 kg/ab eq. In pratica, in media, sul territorio italiano il turismo aggiunge quasi 16 kg di rifiuti per abitante equivalente. E, attenzione, non perdiamo la parola chiave: in media. Sรฌ, perchรฉ alcune regioni superano di gran lunga la media nazionale: la Valle dโ€™Aosta raggiunge i 72.9 kg/ab eq, seguita dal Trentino-Alto Adige (65.5 kg/ab eq). Stiamo parlando di due regioni non a caso caratterizzate da forte turismo residenziale e alta frequenza di visite giornaliere.

La Lombardia, meno marcatamente turistica, si attesta tra le ultime regioni italiane secondo questo indicatore, con unโ€™incidenza di 10.07 kg/ab eq. Cosa significa questo, nel concreto? Che, specialmente nelle regioni ad alto afflusso turistico, ci sono Comuni, spesso di piccole dimensioni, che nei mesi clou della stagione estiva si trovano a dover gestire fino al doppio dei rifiuti prodotti dai residenti permanenti, con un peggioramento anche nella quantitร  e qualitร  delle frazioni differenziate.

Sรฌ, perchรฉ, piรน aumentano i rifiuti, piรน diventa difficile mantenere la stessa quota di differenziata. Guardiamo al lago di Garda: 8 milioni di presenze turistiche lโ€™anno solo sulla sponda bresciana. La multiutility che gestisce il servizio di igiene urbana, Garda Uno, fa sapere che ยซa febbraio si producono 43 kg di rifiuti al mese per ogni abitante e la differenziata media รจ del 79%, mentre ad agosto โ€“ con il picco turistico โ€“ si sale a 64 kg/abitante/mese e, non a caso, la quota di differenziata scende al 71.6%ยป.

Alla base lโ€™ overtourism

Questo รจ solo uno dei tanti risvolti tangibili del turismo di massa che impattano la vita quotidiana, come i treni stracolmi che impediscono ai pendolari di raggiungere il posto di lavoro, gli affitti alle stelle che espellono residenti e studenti dai centri storici, le spiagge e i panorami naturali trasformati in set fotografici per i social. La parola chiave รจ overtourism , termine con cui si indica ยซil momento in cui il flusso di turisti in una determinata localitร  diventa eccessivo e ne si supera la semplice capacitร  fisica o ecologica di accoglienza, rendendo invivibili alcune aree a livello economico e socialeยป.

Secondo un dossier di Eurac Research (un centro di ricerca privato con sede a Bolzano), oggi piรน che mai il turismo risente di tanti fattori, tra cui lโ€™evoluzione della mobilitร , i cambiamenti demografici, la digitalizzazione e la crescente urbanizzazione. Rientrano in questi fattori la gentrificazione e la turististificazione delle localitร , ma anche lโ€™esplosione dei viaggi a basso costo e lโ€™influsso dei social, che rendono il viaggio un atto consumistico usa e getta. Una delle cause piรน problematiche โ€“ e discusse โ€“ รจ la proliferazione di piattaforme per gli affitti brevi come Airbnb, che ha avuto un grosso ruolo nello svuotamento delle cittร  e nel rialzo dei prezzi degli affitti.

La discussione sul tema รจ complessa, perchรฉ รจ indubbio che il turismo in Italia giochi un ruolo strategico nellโ€™economia nazionale. Secondo Eurostat, nel 2024 lโ€™Italia ha registrato 129.3 milioni di arrivi turistici (il numero di clienti che hanno effettuato il check-in negli esercizi ricettivi) e 458.4 milioni di presenze (il numero di notti trascorse dai turisti negli esercizi ricettivi). Dal 1990, primo anno per cui sono disponibili i dati, il nostro Paese non aveva mai registrato cosรฌ tante presenze turistiche.

Anche a livello locale i flussi turistici sono stati consistenti. Nel 2023 Bergamo ha registrato 2.8 milioni circa di presenze, principalmente originate da turisti intraregionali, ma anche (al secondo e terzo posto) tedeschi e polacchi. Dei 536.084 posti letto che costituiscono la nostra capacitร  ricettiva, il 20.16% รจ stato occupato, ben oltre la media regionale del 12.67%. La Lombardia, nel suo complesso, ha visto 45.5 milioni di presenze nel 2023, registrando un +16.8% rispetto al 2022 (il secondo aumento piรน alto in Italia dopo il Lazio). La presenza di turisti stranieri ha inciso molto: la percentuale di presenze straniere รจ salita al 62% (rispetto al 52.4% nazionale).

La situazione rifiuti

Che effetto possono avere flussi turistici di questo tipo su una Regione con giร  altissima produzione di rifiuti urbani? Secondo i dati del catasto rifiuti di Ispra, infatti, la Lombardia รจ la prima regione italiana per quantitร  assoluta di rifiuti urbani prodotti (19.5% del totale nazionale). Pur rapportando il dato alla popolazione, la nostra Regione resta nelle prime dieci per produzione di rifiuti pro capite. Bisogna riconoscere, perรฒ, che la Lombardia รจ anche tra le Regioni a maggiore separazione delle varie frazioni di raccolta differenziata, che nel suo complesso si assesta al 73.8%. Dei 1.404 comuni lombardi, oltre 900 hanno raggiunto una capacitร  di differenziazione superiore alla percentuale regionale e quasi 600 superano lโ€™80%.

A livello provinciale, allโ€™interno della Lombardia, Bergamo รจ esemplare: รจ infatti la quarta provincia per raccolta differenziata pro capite (371.98 kg/ab, contro i 442.97 di Mantova, prima classificata) e la seconda per percentuale di raccolta differenziata (e unica, insieme a Mantova, sopra lโ€™80%). Allโ€™interno della provincia, sono dieci i Comuni con percentuale di raccolta differenziata addirittura sopra il 90% e 90 quelli premiati da Legambiente nellโ€™edizione 2024 di ยซComuni Ricicloni-Rifiuti Freeยป.

Sarebbe un peccato, per una provincia cosรฌ virtuosa, lasciarsi sfuggire lโ€™opportunitร  di gestire in modo esemplare anche il problema dei rifiuti legati al turismo. Negli anni lโ€™impatto del turismo sulla produzione dei rifiuti in Lombardia non ha fatto che crescere: secondo le rilevazioni Ispra, siamo passati in dieci anni (dal 2008 al 2018) da 4.07 a 5.04 kg/ab eq. Nel 2019 รจ cambiata la modalitร  di rilevazione dei flussi turistici (dal considerare solo le strutture alberghiere ad allargare il raggio agli alloggi gratuiti e alle escursioni giornaliere) e si รจ quindi saltati a un piรน realistico 10.79 kg ab eq. Il valore ha subito una battuta dโ€™arresto lโ€™anno successivo per via del Covid, ma giร  nel 2023 siamo tornati praticamente agli stessi livelli (i 10.07 kg ab eq citati allโ€™inizio).

Questi dati impongono una riflessione sullโ€™idea di turismo, sotto forma di una domanda: nelle parole di Cristina Nadotti, ยซquanto siamo disposti a sacrificare del nostro territorio e del nostro modo di vivere in nome del turismo?ยป.

Le possibili soluzioni allโ€™ overtourism

Controllare i flussi di visitatori senza limitarne la crescita, in particolare la crescita qualitativa: questa รจ la sfida piรน importante del turismo contemporaneo secondo Eurac Research, che propone alcune soluzioni pratiche per le localitร  particolarmente colpite. La prima, e forse piรน immediata, รจ una diversa gestione dei flussi turistici, per esempio tramite ridistribuzione spazio-temporale a mezzo di offerte sulla bassa stagione, oppure tramite contromisure concrete come lโ€™imposizione di quote massime o le limitazioni del traffico.

La seconda via, piรน ad ampio raggio, รจ lo sviluppo di offerte e prodotti alternativi che riescano a coprire stagionalitร  piรน ampie e diversificare lโ€™offerta turistica del territorio. Per farlo รจ essenziale il monitoraggio, per intervenire sulla base di dati concreti esattamente lร  dove รจ necessario. Lโ€™ultima, e piรน rigida, รจ la regolamentazione istituzionale, per gestire fenomeni come Airbnb imponendo limiti e soglie o per tamponare gli effetti piรน estremi sullโ€™ambiente tramite lโ€™introduzione di una ecotassa (per la cura del paesaggio) in aggiunta alla tassa di soggiorno.

Le soluzioni ai rifiuti causati dal turismo

Per affrontare, in particolare, le problematiche legate alla gestione dei rifiuti urbani in zone a elevato flusso turistico, Ispra sottolinea la necessitร  di approcci diversificati nella pianificazione, con interventi mirati per modulare i servizi di raccolta e migliorare la prevenzione attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte ai visitatori e ai residenti temporanei.

Alcune soluzioni sono giร  in uso presso alcuni tra i Comuni piรน accorti: aperture straordinarie delle isole ecologiche, postazioni mobili di raccolta, potenziamento del servizio ยซporta a portaยป, svuotamenti quotidiani dei cestini, campagne informative mirate, ricorso a strumenti tecnologici come ยซJunkerยป, unโ€™app che raccoglie le indicazioni sui calendari di raccolta e le mappe con i punti di raccolta. Il punto di tutti questi approcci al problema รจ quello di stimolare una riflessione profonda sulla necessitร  di riformare le attuali pratiche legate al turismo e immaginare un futuro in cui il viaggio sia davvero arricchimento, e non depauperamento.

Approfondimenti