Novembre รจ quel mese strano in cui rallentiamo senza fermarci, oscillando tra la voglia di restare sotto le coperte e il bisogno di qualcosa che ci tenga svegli. E le serie di questo periodo sembrano fatte apposta per accompagnare quella sensazione: ognuna racconta un pezzo di realtร attraverso un genere diverso e tutte, in modo piรน o meno esplicito, parlano di come ci muoviamo dentro regole, aspettative e pressioni che non scegliamo davvero. Lampi di veritร travestiti da intrattenimento, perfetti per questo mese in cui abbiamo finalmente il tempo di ascoltarli, forse.
ยซBootsยป
Disponibile su Netflix
Quando arriva una produzione ambientata in un contesto militare statunitense, di solito ci si prepara allโennesima glorificazione della disciplina. Ma ยซBootsยป, per fortuna, imbocca una strada diversa: non il trionfo dellโeroismo, ma la radiografia di un sistema che vive di contraddizioni, spesso ignorate da chi lo celebra. La serie, tratta dal memoir ยซThe Pink Marineยป di Greg Cope White segue un ragazzo che, allโinizio degli anni Novanta, decide di arruolarsi nei Marines quasi per scappare dalla propria vita. Lโaddestramento, perรฒ, diventa per lui un campo minato non solo fisico, ma politico.
La forza della serie sta nel modo in cui mette a nudo la violenza โpedagogicaโ su cui si regge lโintero apparato. Istruttori che oscillano tra sadismo e paternalismo, reclute trattate come materiale da modellare, gerarchie che credono di salvare vite selezionando chi รจ โadattoโ e chi no. A emergere รจ la struttura militare come istituzione totale: un ambiente che decide chi incarna il mito del marine perfetto e chi invece รจ percepito come deviazione.
Nel gruppo di istruttori spicca il sergente Sullivan (interpretato da un sorprendente Max Parker), figura simbolo di quellโambivalenza: campione del sistema, tempra di ferro, incarnazione della retorica patriottica ma anche bersaglio dello stesso meccanismo quando la sua vita esce dai binari previsti. Lโaltro grande tema รจ lโAmerica del 1990: un Paese ossessionato dalla purezza delle sue istituzioni, pronto alla caccia alle streghe, incapace di comprendere la complessitร delle persone che quelle istituzioni dovrebbero sostenerle, non schiacciarle. ยซBootsยป non รจ una serie antimilitarista, ma nemmeno unโode alla ยซfamiglia dei Marinesยป: รจ un racconto che mostra una caserma capace sia di creare comunitร sia di annientare lโindividuo pur di preservare immutata lโimmagine della sua forza.
ยซPluribusยป
Disponibile su Apple TV+
Improvvisamente, un misterioso fenomeno extraterrestre cambia tutto. Inizia come unโanomalia, ma in poche ore lโumanitร viene attraversata da una trasformazione irreversibile: le persone diventano serene, cooperative, unite. Una sorta di armonia spontanea avvolge il pianeta. Le liti cessano, i conflitti spariscono, le cittร diventano luoghi quasi pacificati.
Non รจ una possessione, non รจ un controllo mentale plateale. ร qualcosa di piรน sottile: un allineamento emotivo che porta gli esseri umani a sentirsi parte dello stesso flusso di benessere. Rimane fuori da questa nuova condizione una piccola percentuale della popolazione. Tra loro cโรจ Carol Sturka (Rhea Seehorn), donna intelligentissima, poco incline alla compassione, che osserva il mondo intorno a sรฉ trasformarsi in qualcosa che non riconosce piรน.
Carol tenta di capire cosa stia accadendo, perchรฉ lโeffetto non la tocchi e se questa nuova serenitร universale sia davvero ciรฒ che sembra. Inizia cosรฌ un percorso tortuoso che la trascina dentro a laboratori, comunitร โilluminateโ e a gruppi di persone che vedono nel cambiamento non una benedizione, ma una perdita di sรฉ. A un primo sguardo, il fenomeno che travolge lโumanitร appare come un regalo inatteso. Ma basta seguire Carol per vedere le ombre: se tutti pensano allo stesso modo, dove finisce il dissenso? Se nessuno prova piรน rabbia, che cosa succede al conflitto, che รจ una delle molle fondamentali della crescita umana?
La serie gioca su unโambivalenza potente: ciรฒ che sembra il traguardo perfetto si rivela un mondo in cui le scelte non sono piรน scelte, in cui il benessere รจ imposto come condizione naturale, in cui la libertร diventa superflua. Carol diventa cosรฌ lโemblema di chi rifiuta lโomologazione anche quando questa appare paradisiaca. ยซPluribusยป non punta il dito contro niente e nessuno, ma mette in scena il paradosso della felicitร obbligatoria e lโidea che, eliminando i contrasti, si elimini anche ciรฒ che rende umani.
ยซAll Her Faultยป
Disponibile su Sky e Now
La serie, tratta dallโomonimo bestseller di Andrea Mara e adattata da Megan Gallagher, ruota attorno a Marissa Irvine, interpretata da Sarah Snook, donna di successo nel mondo degli affari, apparentemente perfetta nella sua vita privata e professionale, che si trova improvvisamente catapultata nel caos con la scomparsa del figlio Milo. Lโintreccio si sviluppa su otto episodi, distribuiti a coppie settimanali, costruendo un meccanismo di suspense in cui ogni rivelazione apre nuove domande e mette in discussione le certezze acquisite nelle puntate precedenti. La trama diventa unโoccasione per osservare le fragilitร di una societร che giudica, mette sotto pressione e spesso colpevolizza chi affronta la maternitร , la carriera e le aspettative sociali simultaneamente.
Dakota Fanning interpreta Jenny, madre dellโamico di Milo, il cui ruolo aggiunge unโulteriore dimensione di complessitร : la serie mostra come anche le persone apparentemente piรน innocue possano trovarsi coinvolte in dinamiche di responsabilitร condivisa, manipolazione e sospetto, in un contesto in cui le autoritร , rappresentate da Michael Peรฑa nel ruolo del detective Alcaras, devono destreggiarsi tra procedure e bugie. Jake Lacy, nel ruolo del marito Peter, completa il quadro familiare, evidenziando quanto i rapporti personali siano strettamente intrecciati con strutture sociali piรน ampie, e come le pressioni esterne possano influenzare decisioni, azioni e rapporti interpersonali.
La serie non si limita a raccontare la sparizione di un bambino: costruisce una lente attraverso cui osservare la societร contemporanea, le differenze di classe, il giudizio pubblico e il ruolo delle istituzioni, mostrando quanto la vulnerabilitร individuale sia spesso amplificata da norme, aspettative e pregiudizi collettivi. Il dramma di Marissa diventa metafora di una generazione che vive costantemente sotto il peso del controllo sociale e della paura del giudizio, mentre ogni passo verso la risoluzione del mistero mette in luce corruzione morale, cinismo e compromessi invisibili, senza perรฒ sacrificare il realismo della rappresentazione.
ยซThe Morning Showยป
Disponibile su Apple+
Colpevolmente, ho visto ยซThe Morning Showยป solo ora che รจ uscita lโultima stagione, la quarta, che si porta dietro tutto il caos accumulato sin dal debutto del 2019, e senza far nulla per stemperarlo: anzi, ci si siede sopra come benzina fresca su un vecchio falรฒ ancora fumante. Fin dal primo episodio della prima stagione, la storia si รจ costruita su un impero mediatico che si credeva intoccabile, poi distrutto dallโespulsione del suo volto storico, Mitch Kessler (Steve Carell), travolto da accuse di molestie. Quel crollo, e la gestione schizofrenica delle sue conseguenze, ha definito il rapporto tra Alex Levy (Jennifer Aniston) e Bradley Jackson (Reese Witherspoon), due donne diversissime che si sono ritrovate a navigare unโarena che premia solo chi รจ disposto a consumarsi. La seconda stagione ha aggiunto la pandemia, lo scontro sulla narrativa pubblica, lโipocrisia dei network e un mondo che pretendeva veritร mentre manipolava ogni informazione. La terza ha spinto tutto oltre, introducendo fusioni aziendali, miliardari capricciosi, segreti di famiglia che Bradley ha provato a seppellire e che, ovviamente, sono esplosi nelle mani di tutti, trasformando la newsroom in un ring di paura e ferocia.
La quarta stagione prende questa ereditร e la rovescia. Alex Levy affronta un network che non le somiglia piรน: vuole comandare, influenzare, spostare gli equilibri, ma ogni volta che tenta di controllare la situazione finisce per diventare parte del problema. Jennifer Aniston si diverte a interpretare una donna che cambia personalitร a seconda di chi ha davanti, una diplomatica armata di ego e ansia di rilevanza, mentre Reese Witherspoon fa di Bradley una mina vagante: idealista quando le conviene, impulsiva sempre, capace di mettere a rischio la carriera per un gesto istintivo e poi di difenderlo come scelta strategica.
ยซThe Morning Showยป non pretende piรน di dare lezioni su veritร e informazione: mostra semplicemente come lโinformazione venga prodotta da persone che sbagliano, mentono, cambiano idea, manipolano e si manipolano a vicenda. Se nelle prime stagioni cโera il desiderio di capire ยซcome dovremmo comportarciยป, qui prevale unโaltra domanda: quanto costa restare rilevanti in un mondo che dimentica un errore in due ore e una persona in dieci minuti? La risposta รจ un vortice di scandali, colpi bassi e momenti di pura brillantezza, in cui nessuno รจ un eroe, ma tutti sono incredibilmente egoisti. Con buona pace della retorica.
ยซMrs Playmenยป
Disponibile su Netflix
La serie racconta la vita di Adelina Tattilo , interpretata da Carolina Crescentini, eroina audace della Roma anni Settanta. Non si tratta di una biografia tradizionale: la trama ripercorre lโascesa di una donna che decide di rivoluzionare il modo in cui lโItalia guarda al corpo, al desiderio, alla libertร personale. Tattilo sfida le convenzioni del suo tempo portando in edicola immagini e contenuti che il Paese non era minimamente pronto ad accogliere.
Gli anni che segue sono un susseguirsi di processi, sequestri, scandali e battaglie legali. I benpensanti gridano allo scandalo, i giornali la demonizzano, la magistratura interviene a ripetizione. Tattilo, perรฒ, non arretra: vuole costruire un modello editoriale che dia spazio alla sensualitร senza vergogna e che, allo stesso tempo, affermi un nuovo modo di raccontare la donna.
Accanto alla protagonista si muove un cast ben calibrato โ Filippo Nigro, Giuseppe Maggio, Francesca Colucci, Domenico Diele, Francesco Colella, Lidia Vitale e Giampiero Judica โ che ricostruisce un ambiente attraversato da giudici inflessibili, giornalisti ipocriti, fotografi visionari e collaboratori che oscillano tra fascinazione e timore, mostrando come la libertร espressiva venga spesso tollerata solo quando รจ innocua, decorativa o facilmente neutralizzabile. La serie rappresenta una donna che non si limita a gestire una rivista, ma che si confronta quotidianamente con strutture di potere rigide, incapaci di accettare che il piacere possa essere considerato una forma di autodeterminazione.
ยซMrs Playmenยป restituisce il ritratto di unโItalia che vorrebbe essere contemporanea ma resta intrappolata nei propri moralismi, e lo fa evitando il tono nostalgico, mostrando invece come ogni conquista richieda una battaglia quotidiana. Tattilo diventa una figura simbolica non perchรฉ proclama grandi ideali, ma perchรฉ resiste allโidea di essere confinata in un ruolo decorativo, trasformando il suo lavoro in una forma di affermazione personale che scuote un intero sistema abituato a controllare ciรฒ che non comprende.
