Burger button

Alleati verdi contro le alte temperature

La stagione giusta per piantare è l’autunno, quando gli alberi possono iniziare il loro percorso di crescita. Un investimento capace di contrastare il calore e migliorare il benessere

Lettura 1 min.

È terminata da qualche settimana l’estate più calda che si ricordi. Prima di dimenticarcene, se possibile, agiamo per tempo in previsione delle prossime calde stagioni. Ad esempio, scegliendo il posto dove collocare un nuovo albero: ci vorrà tempo per goderne i benefici, ma se non ci muoviamo non ne beneficeremo mai.

L’ombra dell’albero è di gran lunga migliore di quella di un portico, lo dicono le ricerche basate sul rilevamento fisico di temperatura e movimento dell’aria. La chioma intercetta i raggi solari, le foglie li utilizzano per la fotosintesi clorofilliana, ma soprattutto per l’evapotraspirazione, il processo con cui l’acqua assorbita dalle radici riesce a raggiungere ogni singola foglia e ad andare in atmosfera. Serve energia per fare funzionare questa straordinaria pompa: gli alberi utilizzando quella solare, di fatto, riducono il caldo locale.

Non solo, l’ombra protettiva della chioma impedisce ai raggi di scaldare il terreno dove l’ombra si proietta e, a differenza del suolo e delle pavimentazioni non protette, questo non restituisce il calore di notte. Non solo, le foglie più in alto si scaldano molto di più del resto dell’albero e queste differenze di temperature generano delle microbrezze che vanno dall’interno della chioma verso l’esterno e dal basso verso l’alto. Queste microbrezze le possiamo percepire anche noi. Ovviamente le dimensioni e l’architettura degli alberi, la forma della chioma e delle foglie, e altri fattori ancora sono variabili che influenzano l’effetto rinfrescante. Basti pensare che le chiome più alte sono più efficaci di quelle basse e che la presenza di ostacoli laterali possono ridurre l’efficacia dei movimenti dell’aria. Questo perché l’efficacia, come si è detto, non dipende dalla semplice schermatura.

A tutto questo si aggiunga il sollievo psicologico che si prova sotto l’ombra protettiva di un albero e mentre si osserva il komorebi, la luce che filtra attraverso le foglie e che ha un effetto grafico sul terreno, estetico e poetico in noi. Una ragione in più per fare spazio ad altri alberi e procedere, possibilmente a novembre, con la messa a dimora.

© RIPRODUZIONE RISERVATA