E a un certo punto l’uomo si ritrovò bambino, si voltò e cambiò direzione. Ripercorse il fiume dei ricordi della sua vita e di tutte quelle cose che, fino ad allora, venivano date per consolidate e normali. Da quel giorno, lui si convinse che forse valeva la pena di recuperare ciò che i suoi occhi avevano visto trenta, quaranta, sessant’anni prima nel corso della sua vita. Valeva la pena di recuperare quei paesaggi, quei ghiareti, quei boschi ripariali, quel senso di fiume vivo che, da troppi anni ormai, si era abituato a non considerare più. A Nembro si sta portando avanti un intervento che ripercorre questo desiderio, con un’area umida a due passi del fiume Serio che verrà recuperata e consegnata alla comunità. Fino al 2009 questa area è stata utilizzata per il deposito e la lavorazione dei materiali da parte della vicina attività produttiva. Successivamente, a seguito della cessione al Comune di Nembro, i materiali depositati sono stati asportati e le strutture presenti demolite. Il progetto, denominato «Nembrio», coinvolge un gruppo formato da cittadini, professori del liceo Amaldi di Alzano, progettisti, amministratori, sponsor privati e studenti delle scuole del territorio. In questa zona, che si trova in località Via Cascina Colombaia, ritroveranno casa l’airone cenerino, il martin pescatore, il rospo smeraldino, diverse specie di libellule e il marangone minore, prossima specie che fra qualche mese o anno nidificherà per la prima volta in provincia di Bergamo.
Nembro, un nuovo ecosistema prende forma lungo il Serio
A pochi passi dal fiume nascerà un ambiente di 1,3 ettari con sei specchi d’acqua e oltre 800 alberi e arbusti. Un intervento pensato per favorire la biodiversità e avvicinare scuole e cittadini alla natura
Lettura 2 min.Sei stagni e 800 alberi nuovi
L’intervento – il progetto esecutivo è stato approvato dal Comune di Nembro, con i lavori che prenderanno il via entro il 2 novembre e che saranno conclusi la prima metà del 2027 – permetterà di realizzare una successione di sei stagni di diversa dimensione e profondità su una superficie di 1,3 ettari lungo la pista ciclabile della Val Seriana e la Rete ecologica del fiume Serio. L’acqua, che verrà captata direttamente dalla falda attraverso un pozzo, verrà restituita – si stimano 5mila metri cubi - al fiume più pulita, grazie alla fitodepurazione svolta dalle piante e dal canneto. Tramite la piantumazione di oltre 800 alberi e arbusti, grazie alla collaborazione con l’Orto Botanico di Bergamo, si contrasteranno l’avanzata delle specie esotiche e gli effetti del caldo sempre più torrido, pur mantenendo lembi di prati aridi che sono parte della vegetazione originaria del fiume Serio.
Gli obiettivi
Gli obiettivi del progetto sono molteplici, tra cui l’aumento della biodiversità, riavvicinare i bambini e gli adulti alla natura con attività di birdwatching e creare laboratori immersi nella natura per le scolaresche. In questa area, i bambini potranno, infatti, osservare l’atterraggio planato della garzetta, lo zigzag di una biscia dal collare in cerca di girini o lo stridulo verso di un falco lodolaio che sui pioppi alti troverà dimora inseguendo libellule. «Il progetto - afferma il sindaco di Nembro Gianfranco Ravasio – favorirà la biodiversità faunistica e floristica e consentirà di attivare un Eco-lab aperto alle scuole del territorio. Si andrà così a valorizzare un’area importante, posta all’ingresso della Valle Seriana. Per questo motivo, voglio ringraziare tutti coloro che hanno contributo al progetto e che lo stanno seguendo con grande passione». L’intervento è stato finanziato con fondi comunali e con i contributi del Bim, della Comunità montana della Valle Seriana, della Fondazione Bcc, di Regione Lombardia e di alcune aziende del territorio. «Resta aperta per qualche mese una raccolta fondi rivolta a tutti – conclude il primo cittadino – per completare alcuni accorgimenti che renderanno questo luogo ancora più bello e ospitale per la natura. Chi volesse informazioni o contribuire con piccole donazioni è pregato di rivolgersi al nostro Ufficio tecnico».
Nel 2008 un’area da 1,2 ettari
Dopo le grandi trasformazioni del territorio le aree umide tornano a essere una risorsa strategica: favoriscono la biodiversità e riportano la natura più vicino ai centri abitati. In questo percorso Nembro è stato un Comune precursore in terra orobica. Già nel 2008, ha creato in località Saletti uno stagno di 1,2 ettari. Un luogo il cui nome racconta già la sua vocazione: Saletti deriva infatti dal latino salictum, «saliceto».
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