Il termometro sale, le precipitazioni si riducono e la Bergamasca si trova ancora una volta a confrontarsi con il cambiamento climatico. «La situazione idrica della nostra provincia è complessa, soprattutto in estate. È uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico: le temperature medie sono in aumento, i periodi di siccità più prolungati, le piogge concentrate e intense, mentre i fenomeni nevosi sono diminuiti», esordisce il presidente di Uniacque Luca Serughetti, che continua: «Arriva meno acqua, e scende in modo più violento. Ciò penalizza gli accumuli naturali, a partire dalle sorgenti. Per questo negli ultimi anni abbiamo investito molto nel monitoraggio delle risorse e nel rafforzamento delle reti, che oggi ci consentono di affrontare queste situazioni con maggiore capacità di previsione e intervento». A metà giugno, la disponibilità d’acqua registrata da Uniacque risultava inferiore a quella del 2025 e del 2024, pur senza avvicinarsi ai livelli registrati durante la grande siccità del 2022. La situazione più delicata si registra in Val Seriana: «I dati dei nostri uffici dicono che le due sorgenti profonde della valle hanno una disponibilità d’acqua inferiore del 10% rispetto all’anno scorso. È una percentuale contenuta, ma occorre fare attenzione: le sorgenti profonde hanno un tempo di ricarica molto lungo; perciò, una riduzione del volume del 10% potrebbe protrarsi nel tempo. Le fonti superficiali registrano fluttuazioni maggiori, anche del 30-40%, ma si ricaricano più velocemente», spiega Serughetti. A fare la differenza rispetto al passato sono però gli strumenti di monitoraggio, che consentono di seguire costantemente l’andamento di sorgenti e pozzi e di individuare tempestivamente le eventuali criticità.
La sfida è distribuire e gestire una risorsa sempre più variabile
Le sorgenti della Val Seriana registrano una disponibilità inferiore rispetto allo scorso anno, con il cambiamento climatico che rende più complessa la gestione dell’acqua. Uniacque risponde con controlli e investimenti nelle reti
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Le aree montane – oltre alla Val Seriana, anche alcune sorgenti minori della Val Brembana – sono quelle sotto osservazione durante i mesi estivi. «Basta poco perché le micro-sorgenti, che a volte forniscono paesi da poche manciate di case, vadano in sofferenza», osserva il presidente. I pozzi della pianura, invece, hanno una maggiore resistenza ai periodi più caldi e asciutti. Di fronte a uno scenario climatico sempre più variabile, Uniacque può contare su una strategia costruita negli anni attraverso gli investimenti, l’innovazione e l’integrazione delle reti idriche provinciali. L’obiettivo è innanzitutto quello di ridurre le dispersioni: «Evitare le perdite è importante a prescindere dalla disponibilità di acqua, ma quando ce n’è poca devi essere ancora più attento», dice Serughetti, che aggiunge: «Per ridurre gli sprechi occorre usare tanta tecnologia, informatizzare, digitalizzare e distrettualizzare le reti. Più dati abbiamo e più è facile capire quali sorgenti stanno andando in sofferenza e dove si trovano le perdite». Sul piano infrastrutturale, l’azienda continua il proprio lavoro di interconnessione delle reti, un percorso che negli anni ha contribuito a rendere il sistema idrico provinciale più flessibile e resiliente: «Per noi è importante collegare le reti idriche perché ci permette di bilanciare l’offerta e la domanda di acqua sia in termini di qualità che di quantità. Negli anni abbiamo costruito un sistema più flessibile e capace di adattarsi alle diverse situazioni. La gestione della risorsa idrica - conclude il presidente - è però una sfida che coinvolge l’intero territorio bergamasco: l’esperienza vissuta nel 2022 ha dimostrato come la collaborazione dei cittadini e l’attenzione ai consumi possano fare una differenza nei momenti più complessi».
Un censimento partecipato per le oltre 117mila fonti
Anche il Club alpino italiano (Cai) ha il suo progetto per il censimento, la conoscenza e il monitoraggio delle sorgenti: si chiama «Acqua sorgente» ed è sviluppato secondo i principi della citizen science, la scienza partecipata che coinvolge direttamente cittadini ed escursionisti nella raccolta dei dati sul territorio. L’iniziativa - che a Bergamo si sviluppa in collaborazione con Uniacque - punta a identificare e classificare le oltre 117mila sorgenti presenti lungo la rete escursionistica italiana che va dalle Alpi agli Appennini, costruendo una banca dati utile a comprenderne caratteristiche, stato di conservazione ed evoluzione nel tempo. La partnership tra Cai e Uniacque si sviluppa proprio in questa prospettiva: accrescere la conoscenza delle risorse idriche del territorio per rafforzarne la tutela e promuovere una gestione sempre più consapevole e sostenibile dell’acqua.
Un algoritmo studia il comportamento delle sorgenti
Capire in anticipo come si comporteranno le sorgenti è una delle nuove sfide del servizio idrico integrato. Nasce da questo obiettivo «Previsor», un acronimo che sta per «Previsione delle portate sorgive», un progetto sviluppato nell’ambito degli Innovation Lab di Water Alliance – Acque di Lombardia con il coinvolgimento di Uniacque, Acque Bresciane, Alfa Varese, Lario Reti Holding e del Politecnico di Milano. Il progetto utilizza dati meteorologici e idrologici, serie storiche di portata, misure di campo e strumenti di intelligenza artificiale per prevedere l’evoluzione delle sorgenti e individuare in anticipo eventuali situazioni di criticità. Attraverso modelli avanzati di machine learning, «Previsor» analizza la relazione tra precipitazioni, temperature e disponibilità della risorsa idrica, trasformando i dati raccolti in uno strumento di supporto alle decisioni. L’obiettivo è quello di passare da una gestione reattiva a una preventiva della risorsa: conoscere in anticipo le possibili riduzioni di portata permette di pianificare meglio gli approvvigionamenti, ottimizzare l’utilizzo delle fonti e rafforzare la resilienza dei territori agli effetti del cambiamento climatico. «Previsor» punta a sviluppare anche una piattaforma scalabile e replicabile, capace di supportare i gestori nella pianificazione e nella tutela della risorsa.
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