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Sacrae Scenae: tra spiritualità e riti antichi, la devozione religiosa va in scena ad Ardesio

Articolo. Dal 28 al 30 agosto si terrà il primo festival cinematografico internazionale dedicato alla devozione popolare. Un mondo di riti, tradizioni e credenze, a tratti spettacolare e sempre, profondamente, emozionante

Lettura 4 min.
Apparizione Madonna delle Grazie ad Ardesio

Sacrae Scenae”, questo il nome della manifestazione, si svolgerà dal 28 al 30 agosto ad Ardesio, con una prima edizione che accoglie 22 film in concorso, selezionati dagli oltre 60 giunti da quindici nazioni del mondo. Numeri significativi per la prima edizione di un festival cinematografico che affronta una tematica così peculiare come la devozione popolare e che il direttore artistico Roberto Gualdi commenta così: “Siamo molto soddisfatti della numerosa partecipazione al concorso che ci consegna ampie prospettive di crescita per i prossimi anni. Visto che era la prima edizione non sapevamo se c’era materiale e quale poteva essere il riscontro da parte dei registi, ma abbiamo avuto tante adesioni, anche dall’estero”.

Il primo festival dedicato alla devozione popolare

L’ultimo fine settimana di agosto, quindi, nel paese della Valle Seriana andrà in scena il racconto di “Qualcosa in cui credere”. Nessun confine è stato definito dagli organizzatori, né religioso, né tecnico, tanto che nei tre giorni di proiezioni il pubblico potrà assistere a proiezioni di un’ora, così come alla visione di documentari molto brevi, compreso un cortometraggio da un minuto e mezzo. Sullo schermo si accenderanno le immagini delle più classiche processioni religiose, come storie di riti a metà fra il paganesimo e la tradizione religiosa, ma anche incontri interreligiosi e vicende di cronaca legate alla devozione. A dimostrazione di quanto questa prima edizione voglia essere il più inclusiva possibile, abbracciando un universo molto variegato, così come nelle intenzioni dei suoi organizzatori.

In particolare, Simone Bonetti, presidente di Vivi Ardesio, racconta: “L’idea è nata quattro anni fa da Fabrizio Zucchelli, ex sindaco di Ardesio e allora presidente dell’associazione, oltre che persona di riferimento per il Santuario della Madonna delle Grazie, e pian piano è cresciuta in tutti noi con l’idea di realizzarla nel 2020. Quando poi, gli eventi pandemici si sono scatenati colpendo così duramente il nostro territorio, abbiamo maturato ancora più forte la volontà di realizzare il festival proprio quest’anno, perché tanti appuntamenti di devozione popolare non si sono potuti fare e le persone hanno percepito quei riti mancati in modo diverso, cogliendo forse un legame particolare con quelle tradizioni”.

Così è nato “Sacrae Scenae”, sotto l’organizzazione di Vivi Ardesio, la direzione artistica dell’Associazione culturale Cinema e Arte e con promotori Pro Loco Ardesio, Comune di Ardesio e Parrocchia di Ardesio. Ma parte della sua forza è stata nell’ampio interesse che la manifestazione ha raccolto da parte di tutte le istituzioni. Provincia, Regione, Comunità montana, ma anche il mondo cattolico hanno sostenuto l’idea e la sua realizzazione, dimostrando come il tema della devozione popolare continui a essere forte e peculiare per raccontare un territorio.

Un fotogramma dal film “Good Friday in Enna”

Il festival e la futura cineteca

Parlando con gli organizzatori si percepisce come “Sacrae Scenae” sia un festival cinematografico che si colloca esattamente a metà fra sacro e profano, proponendosi di raccontare momenti di devozione, ma anche di creare una base di raccolta e di studio delle manifestazioni che rientrano in questo tema, abbracciando in tre giorni di proiezioni sia l’emotività di chi vive quei momenti, che il curioso interesse dello studioso.

Se ci pensiamo bene il nostro territorio è carico di esempi di devozione popolare – spiega ancora Bonetti, – mi vengono in mente le celebrazioni del venerdì santo di Vertova o Gromo, con le croci di fuoco nel bosco, le processioni della sacra spina o la tradizione del Mas di Ponte Nossa. Alcuni di questi documentari sono in concorso ed è bello vederli accanto ai racconti che vengono da tutt’altra parete del mondo”.

Tra gli ambiziosi obiettivi degli organizzatori di “Sacrae Scenae”, infatti, vi è anche la creazione di una Cineteca nazionale da allestire al Museo MEtA di Ardesio (Museo Etnografico dell’Alta Valle Seriana), che raccoglierà tutte le opere giunte al Concorso. La Cineteca, realizzata in collaborazione con l’Università di Bergamo e con l’ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Bergamo, sarà punto di partenza per un centro studi sulla religiosità popolare che coinvolgerà l’Università.

Un fotogramma dal film “Vasa vasa”

Tre giorni fra film in concorso e spettacoli

Il 15 maggio scorso ad Ardesio sono giunti 60 film da 15 nazioni. La giuria, presieduta da Nicola Bionda con Pietro Carlesi e Giovanni Verga, ne ha selezionati 22 dalla provincia di Bergamo, come dal resto d’Italia, comprendendo Stati Uniti, Croazia e Belgio, che saranno proiettati durante le tre giornate del Festival al cinema di Ardesio. La premiazione del concorso, aperto a professionisti e amatori, sarà domenica 30 agosto, dalle 18.30 alle 19. Sul podio saliranno quattro film, il vincitore assoluto e tre menzioni speciali, ai quali si aggiungerà un quinto riconoscimento assegnato dalla giuria popolare presieduta da Umberto Zanoletti.

Le proiezioni, suddivise in tre giornate dal venerdì alla domenica, saranno a ingresso libero con la formula del progetto di “cultura gratuita”. Per partecipare è già possibile prenotarsi sul sito di Sacrae Scenae (link in fondo all’articolo).

Sullo schermo il pubblico potrà assistere alla sacra rappresentazione della Passione di Cristo di Parre, o al furto della statua di San Girolamo messo in atto da tre comare per evitare il trasferimento del santo patrono dalla chiesa al museo. E ancora, un documentario sugli eremiti italiani, le processioni religiose fra Puglia e Basilicata, lo scambio religioso fra una ragazza siriana e un ragazzo europeo e la “Cacciata del malvento” di Grassano, un piccolo comune rurale della Lucania, dove le anziane mettono in atto una serie di riti per liberare dall’invidia e dalla cattiva sorte.

Oltre al concorso cinematografico, però, “Sacrae Scenae” sarà l’occasione per vivere Ardesio, attraverso una serie di eventi collaterali che animeranno il paese e scandiranno il tempo fra una visione e l’altra. Ecco dunque che non mancheranno i concerti – sabato alle 12 il Quintetto Fiati Orobie si esibirà presso il rifugio Alpe Corte, mentre alle 24 nel centro di Ardesio ci sarà il live del Duo Lecchi – e spettacoli, a cura della Compagnia delle Chiavi (venerdì alle 21 e domenica alle 18 nel cineteatro di Ardesio).

Sabato 29 è in programma anche la presentazione del libro su Ardesio, mentre domenica le visite guidate al Santuario delle Grazie daranno l’occasione di vedere uno dei luoghi più significativi della devozione locale. Domenica, l’aperitivo conclusivo ospiterà il concerto del Ziggy Trioquater Jazz dalle 19 presso l’Albergo Ardesio Da Giorgio e per tutta la giornata di domenica ci saranno i madonnari all’opera.

Un fotogramma dal film “Solenne Triduo dei morti”

L’inaugurazione

Ad aprire il festival, però, sarà un piccolo prezioso atto che testimonia come la devozione popolare possa attraversare le generazioni e trasformarsi, superando le ritrosie per affondare le proprie radici in luoghi della spiritualità che le sono peculiari. Si tratta della proiezione di un video realizzato da due bambini di Ponte Nossa che racconta, ricostruendola con i mattoncini Lego, la tradizione del “Mas”. A raccontare il motivo di questa scelta è ancora il presidente di Vivi Ardesio, Simone Bonetti: “Durante il lockdown tutte le manifestazioni religiose sono state bloccate fino al 3 giugno e gli amici di Nossa non hanno potuto né collocare il Mas né dargli fuoco, mentre noi, ad Ardesio, abbiamo potuto svolgere la nostra processione che avviene tradizionalmente a fine giugno. Per questo motivo ci è sembrato significativo ospitare i bambini che hanno realizzato questo filmato così originale e proiettarlo per aprire la nostra tre giorni”.

Sito Sacrae Scenae

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