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Margherita Vicario a Rock (quasi) sul Serio fra giubbottini e piña colada

Articolo. Venerdì 24 al Parco Carrara per la versione ridotta del festival di Villa di Serio. Concerto già sold-out (ma è possibile mettersi in coda in caso di disdette) e grande attesa per la prima in terra bergamasca dell’artista romana

Lettura 3 min.

Attrice, cantautrice, interprete, Margherita Vicario è tutto questo. Ma è soprattutto il secondo nome – oltre a Dente – che è stato annunciato nei giorni scorsi per le due serate di Rock (quasi) sul Serio. Cioè la versione light di Rock sul Serio che il prossimo weekend (venerdì 24 e sabato 25 luglio) proporrà due serate di concerti al Parco Carrara di Villa di Serio, permettendo all’appuntamento bergamasco di reinterpretarsi senza dover annullare l’edizione 2020.

Margherita si esibirà venerdì 24 luglio nell’accogliente cornice del parco, subito dopo un’altra voce femminile, quella di Giulia Spallino che presenta il progetto JOO – 300 posti in prenotazione già tutti sold-out, ma è possibile accodarsi in caso di disdette.

Sarà l’occasione per molti di vedere dal vivo uno degli astri nascenti dell’indie-pop italiano al femminile, per la prima volta a Bergamo dopo il successo su Spotify e Instagram – che da tempo sanciscono la visibilità di un artista ancora prima e meglio dei concerti live. La romana, classe 1988, grazie alle piattaforme digitali e ai social ha fatto un notevole balzo di qualità rispetto al suo primo lavoro “Minimal musical”, un concept album uscito ormai sei anni fa.

Oggi infatti è soprattutto la cantante di “Mandela”, “Romeo” e “Giubbottino”, o del più recente “Piña colada”, brano uscito lo scorso 10 luglio e ultimo capitolo di una manciata di canzoni che l’ha riportata al grande pubblico dopo le esperienze da attrice sul grande e piccolo schermo con “I Cesaroni”, “Nero a metà” e un cameo in “To Rome with Love” di Woody Allen.

Ma allora la Vicario è un’attrice o una cantante? Tutte e due le cose, e su questa abitudine del Belpaese di doversi necessariamente definire sotto un’unica etichetta ci scherza al telefono: “Come direbbe Stanis La Rochelle in Boris ‘è tutto così italiano’. È vero, ho studiato in accademia e sono appassionata di musical, così come di tutto lo stile di intrattenimento anglosassone, tanto che se posso andare a Londra e New York è principalmente per andare a teatro”.

Tuttavia negli ultimi tempi la sfaccettatura musicale sta assumendo un’importanza sempre maggiore: “canto e credo di farlo ormai con una formula che mi rispecchia, in cui mi riconosco. Posso continuare a farlo se continuo così, perché non sto facendo passi falsi e non posso essere attaccabile. La verità e che sono una fan della concezione anglosassone dell’I play, per cui io canto, recito, gioco e scrivo i miei brani in una forma quasi teatrale”.

Musicalmente il nome di Margherita Vicario comincia a circolare l’anno scorso, quando cambia etichetta ma soprattutto produttore, iniziando a lavorare con Davide “DADE” Pavanello che interviene sul suo sound, rendendolo più energico, cadenzato e riconoscibile. È il momento in cui escono “Mandela” e “Romeo” con il featuring del rapper Speranza. Due singoli che parlano rispettivamente di immigrazione e femminicidio, in un modo che, verrebbe da dire, risulta “precisamente” femminile.

Questa è un’altra delle peculiarità della cantautrice romana, la capacità di non snaturarsi nell’affrontare certi temi, raccontando le scene esattamente come le ha vissute e permettendo a tante donne di ritrovarcisi dentro, con lo stesso tono schietto con cui ne parlano con le amiche. “Il come canti una cosa è importantissimo secondo me – spiega – e un cantautore quando decide cosa scrivere deve anche sapere come interpretarlo. In questo il fatto che io venga dal mondo del teatro, più o meno consapevolmente, mi aiuta. Non so quanto consapevolmente, ma è di certo dentro di me quando racconto il mio punto di vista su un tema molto nocivo e violento come l’immigrazione”.

Buongiorno, signorina, ma quanto sei bela, miscela? / Lascia mancia, cosa fai stasera? / Ti darei un morso, sembri una mela / Aggiungo cannella, nu poco di zucchero e buto in padela / Piacere Mandela” canta ad esempio in “Mandela”: “quando l’ho scritta non potevo immaginare come sarebbe rimbalzata sulle persone e nemmeno i significati di cui si sarebbe arricchita, semplicemente io vivevo quel momento lì, in cui non si parlava d’altro e volevo raccontare che cosa stesse succedendo a me, senza troppe dietrologie ”.

Nell’ultimo singolo invece ad essere scomodato è un altro grande simbolo di una visione alternativa della politica, ovvero Pepe Mujica. “Piña colada”, featuring di Izi, è un brano che parla della presa di coscienza dei limiti della vita contemporanea, fatta di depressione e paranoia, debiti, tecnologia, giubbottini, carriere da far decollare a tutti i costi. “ Anche in questo caso, come in ‘Mandela’, la politica non c’entra. Io chi sia Pepe Mujica l’ho scoperto attraverso il documentario di Kusturica, non c’è nessun intento politico, sono solo riflessioni in cui credo e come ingredienti di una ricetta li inserisco all’intero delle mie canzoni”.

Attrice e cantautrice, schietta e femminile, ma in concerto com’è Margherita Vicario? Lei risponde “energica”, tuttavia ammette: “Non è facile. Quelli che sto facendo ora sono concerti nuovi e diversi per tutti, perché è difficile avere a che fare con un pubblico che deve stare seduto e distanziato e tu stesso devi stare a distanza dai componenti della tua band, ma è un privilegio farli e allora si tratta di trovare un modo perché tutto funzioni”.

E sul rapporto con il pubblico: “È un peccato anche perché a me piace tanto parlare con il pubblico, incontrarlo a fine concerto. Una delle cose che mi fa più piacere è di poter contare uno zoccolo duro di persone che mi apprezzavano già quando mi esibivo otto anni fa in una sorta di teatro-canzone e che, ancora oggi, mi vengono ad ascoltare e sono felici con me del nuovo sound e delle nuove canzoni”.

Il prossimo autunno Margherita tornerà in televisione con una serie televisiva: “Dopo l’estate interpreterò una poliziotta, un ruolo importante in una serie sulla Rai, però in autunno vorrei anche terminare il disco e mandarlo in stampa. Ci saranno cose importanti a settembre, e poi lo so che ogni volta che va in onda un lavoro si attivano tante altre cose”. Parecchi progetti insomma, e un’indole, quella di Margherita, che non riesce mai a stare ferma: “Ma l’errore più frequente / è non vivere il presente / tra depressione e paranoia / piega la testa, arriva il boia”.

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