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Società del Quartetto, un concerto nel solco di Berg con il Trio Pastine Veronesi Contaldo

Articolo. Lunedì 30 marzo alle 20 in Sala Piatti continuerà la stagione concertistica con il trio che offrirà un percorso tra romanticismo e avanguardia

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La stagione 2026 della Società del Quartetto di Bergamo prosegue attraverso il dialogo, l’intreccio e la sperimentazione, abbracciando il Novecento a piene mani e costruendo inaspettati percorsi di bellezza. La “ricetta” vincente si propone in ogni appuntamento, affiancando universi ed espressioni diverse in un caleidoscopio di grande bellezza: un connubio che proseguirà anche nell’appuntamento di lunedì 30 marzo, alle 20 in Sala Alfredo Piatti, nel cuore di Città Alta.

Protagonista della serata sarà il Trio Pastine Veronesi Contaldo: la compagine strumentale è formata da Sara Pastine (violino), già membro stabile dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, vincitrice nel 2021 del premio della critica musicale «F. Abbiati» con il Quartetto Leonardo da lei fondato nel 2019, nonché docente dal 2024 al Conservatorio «Francesco Morlacchi» di Perugia; Elena Veronesi (clarinetto), artista di fama internazionale, collaboratrice di diverse istituzioni lirico-sinfoniche e artist in residence del «Britten Pears Young Artist Program 2025»; Giulia Contaldo (pianoforte), vincitrice di numerosi concorsi pianistici internazionali, collaboratrice con diversi stagioni concertistiche sia in Italia che all’estero nonché docente al Conservatorio «Jacopo Tomadini» di Udine.

Tra innovazione e passione

Il viaggio musicale attraverserà il repertorio cameristico di grandi protagonisti come Šostakovič, Berg, Schumann, Debussy e Bartok: un dialogo tra la tradizione romantica, l’avanguardia novecentesca e la Seconda Scuola di Vienna. Al centro del percorso musicale ci sarà, in particolare, la figura di Alban Berg. «Il programma proposto è nato dal desiderio di portare all’attenzione del pubblico due composizioni di Alban Berg che raramente sono presenti nelle stagioni cameristiche – spiega Elena Veronesi – ovvero il “trio Adagio”, tratto dal “Kammerkonzert” e i 2Vier Stücke per clarinetto e pianoforte op. 5”. Il primo brano fu dedicato dall’ autore al suo maestro Arnold Schoenberg per il suo cinquantesimo compleanno: composto nel 1925 è una pagina di forte carica emotiva dove la tematica è quella dell’amore nelle sue forme di più estrema passione e struggimento». «Seppur il compositore abbia adottato un linguaggio dodecafonico, nella sua arte compositiva – continua l’artista – rimane sempre evidente il profondo legame con il tardo-romanticismo e le sue tradizioni musicali. I “Vier Stücke op. 5” per clarinetto e pianoforte, sono un’opera giovanile nella quale si respira l’essenza della Vienna dei primi decenni del XX secolo attraverso piccole miniature liriche, e alcuni richiami velati come quello del suono delle campane in lontananza nel secondo pezzo e al sottile richiamo al valzer viennese nel terzo».

Attraverso l’esperienza di Berg, gli altri autori continueranno il percorso di indagine attraverso due filoni: la carica emotiva, passionale e tipicamente tardo romantica, e la sperimentazione nel linguaggio compositivo: «Abbiamo voluto accostare Berg a Schumann per metterne in risalto l’influenza tardo-romantica nelle sue composizioni. I “Fantasiestücke op. 73” di Robert Schumann sono infatti uno degli emblemi del romanticismo tedesco. Il loro carattere è intimo, poetico e appassionato e i movimenti si susseguono attraverso un crescendo continuo di intensità. A fare da contraltare con la sperimentazione giovanile dei “Vier Stücke” abbiamo scelto la “Sonata per violino e pianoforte” di Debussy: ultima pagina cameristica del compositore francese che ha aperto le porte all’esplorazione armonica e sonora. L’importanza ai colori e alle prospettive timbriche degli strumenti che lo caratterizzano, sono aspetti che inevitabilmente riverberano nel linguaggio della Scuola viennese anche se in un contesto e universo sonoro differente», afferma Elena Veronesi.

I due brani che, come cornici, apriranno e chiuderanno il concerto del Trio rappresenteranno nuovamente un varco verso altri mondi sonori: «Apriremo il concerto con le “Cinque Danze” di Šostakovič nella versione per violino, clarinetto e pianoforte – continua la clarinettista – dove il giovane compositore mette a confronto le diverse danze appartenenti a periodi storici differenti, permettendo al pubblico di apprezzare le caratteristiche timbriche degli strumenti che si alterneranno nel corso della serata». Il viaggio musicale verrà chiuso dai «Contrasts» del compositore ungherese Béla Bartok, composti nel 1938 e commissionati da due grandi virtuosi del tempo: Joseph Szigeti e Benny Goodman. L’universo musicale, in questo caso, è molto lontano da Berg, ma ciò che accomuna la pagina del compositore ungherese all’esponente austriaco della Seconda scuola viennese è l’attenzione all’elemento timbrico, strumento espressivo centrale. Sottolinea Elena «in Berg, questa ricerca crea una sospensione lirica e una tensione condensata nell’istante, mentre in Bartok l’elemento cardine è il contrasto timbrico, intrecciando virtuosismo, vitalità ritmica ed elementi folcloristici con la modernità».

I tre universi sonori degli strumenti riusciranno così a fondere tradizione e modernità: «L’aspetto più bello del fare musica insieme è il dialogo e l’ispirazione che deriva da questo scambio. Sul palco la musica è viva, attiva e fortemente influenzata dall’atmosfera in sala e dall’energia che percepiamo anche dal pubblico. Per questo ogni concerto è unico. Nella nostra formazione in particolare, l’appartenenza a tre diverse famiglie di strumenti rappresenta un grande valore aggiunto: per le diverse possibilità espressive, la varietà del repertorio e per la ricchezza sonora che il pubblico può apprezzare», conclude la musicista.

I prossimi appuntamenti in programma

Gli appuntamenti della Società del Quartetto di Bergamo saranno ancora molti in Sala Piatti: il 13 aprile, sempre alle 20, sarà protagonista la pianista Sofia Sacco, con un programma che porterà al centro la forma del rigore barocco del «Preludio e Fuga» e il Novecento russo (da Bach a Šostakovič fino a Kabalevsky). Il 20 aprile il duo costituito da Franco Mezzena (violoncello) e Pina Napolitano (pianoforte) proporranno un viaggio dal romanticismo di Brahms, attraversando la scuola viennese di Webern e Schoenberg fino alla contemporaneità di Wolfgang Rihm. La stagione si concluderà 23 aprile con Clarissa Bevilacqua (violino) e Martina Consonni (pianoforte) in un programma eterogeneo, da Mozart a Hans Werner Henze attraverso una pagina della compositrice contemporanea Sophia Jani e il lirismo di Čajkovskij.

Per info e biglietti sul sito ufficiale.

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