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L’Aula Picta riscopre i suoi colori e il Bernareggi festeggia il suo primo anno

Articolo. Dal 17 al 29 settembre «Bernareggi365» porta in Città Alta mostre, concerti, conferenze e attività per raccontare il primo anno del nuovo museo

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(Foto M. Mazzoleni)

L’Aula Picta è uno dei luoghi che più raccontano la storia della Bergamo medievale. Per secoli è stata uno spazio centrale della vita della Curia e della città: qui il vescovo amministrava la giustizia, riceveva ospiti e intratteneva relazioni con la comunità. Una funzione che ha progressivamente fatto dell’Aula anche un luogo di passaggio e di connessione tra diverse parti e diverse anime di Città Alta.

Documentata già a partire dal 1225, da spazio per le udienze private dei vescovi è divenuta progressivamente un punto di passaggio fra le due anime di Città Alta, quella legata a Piazza Vecchia e la Corsarola e quella riguardante il Colle di Rosate e via Arena, senza dimenticare la sua funzione di ingresso alla Curia Vescovile.

Oggi l’Aula è il cuore pulsante del Bernareggi: uno spazio di rara suggestione, in grado di restituire le radici culturali, civili e spirituali della città. Oggi si apre nuovamente al pubblico non solo come spazio espositivo, ma anche come luogo vivo, pronto ad accogliere mostre temporanee, incontri, convegni ed eventi culturali.

L’inaugurazione

Paradossalmente però, con il passaggio del tempo l’Aula Picta è stata dimenticata, perlomeno i suoi dipinti, riportati alla luce nel 1937 nel corso dei lavori promossi dal vescovo Adriano Bernareggi. Dopo anni di cantiere, lo spazio è tornato al suo splendore. E si accinge a mostrarsi in tutta la sua bellezza, proprio oggi, giovedì 17 settembre, l’Aula Picta sarà presentata “in anteprima” alla cittadinanza. Dalle 20.30 alle 23 sono previste visite guidate in piccoli gruppi, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. La riapertura ufficiale è invece in programma domenica 27 settembre.

Un appuntamento tanto atteso dopo due anni di cantiere – cominciato con il progetto “pilota” del 2025 e l’inserimento nella nuova sezione del Museo Diocesano Adriano Bernareggi – che permetterà al grande pubblico di tornare a osservare da vicino la nicchia con Sant’Alessandro e i Santi Narno e Viatore, il ciclo sulla vita di Gesù, la Pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto e la «Ruota della Fortuna».

«Il restauro è stato estremamente complesso, perché si è trattato di individuare una linea d’intervento condivisa tra la Soprintendenza, il restauratore e la committenza, per restituire quest’aula nel miglior modo possibile. C’è stata quindi tutta una fase propedeutica, con un cantiere pilota realizzato su una sola parte dell’aula. Una volta delineata la metodologia di intervento si è proceduto con il restauro dell’intera superficie. L’aspetto sorprendente è che si è conservata tutta la pellicola originale e sono riemersi colori molto interessanti – spiega don Davide Rota Conti, il direttore responsabile dell’Ufficio Beni Culturali, Pastorale della Cultura e Comunicazioni sociali della Diocesi – Allo stesso tempo, l’intervento del restauratore ha aiutato a “leggere” alcune figure attraverso integrazioni pittoriche molto puntuali, senza alterare la pellicola originaria e l’aggiunta di elementi che non esistono più. Anche la parte neutra, libera da affreschi appare così ordinata, pur conservando le diverse fasi storiche».

Per coloro che ricordavano l’Aula Picta prima della chiusura e del conseguente processo di restauro, questa riapertura rappresenterà di fatto una nuova scoperta, complice anche l’emergere di figure che erano rimaste nascoste dal tempo. Un assetto più ordinato, nuovi colori e nuove immagini, che spingono storici e ricercatori a fare ulteriori valutazioni su questo spazio, così prezioso per la città.

Serviranno infatti nuovi studi per comprendere la genesi di questa struttura, utilizzata come medievale sala per le udienze dei vescovi di Bergamo, con affreschi duecenteschi. «L’Aula Picta nasce come uno spazio dedicato agli incontri del vescovo con le persone. Ci si interroga quindi sul perché, in un luogo che non è una chiesa, siano state affrescate, nella fascia più alta, le scene della vita di Gesù Cristo. Inauguriamo il restauro, ma rimane ancora il compito di approfondire lo studio di alcune figure che provengono dai bestiari medievali e di alcune iconografie. – riferisce Don Davide Rota – riguarda la famosa “Ruota della Fortuna”. È un tema molto interessante: che cosa ci fa la “Ruota della Fortuna” in un contesto che viene ritenuto sacro, pur non essendo una chiesa? È un tema che però parla del destino dell’uomo, della prospettiva che ognuno sceglie di adottare per orientare le proprie azioni. Non è un caso che la Ruota faccia il paio con l’immagine di San Michele che pesa le anime che allude al destino finale degli uomini e introducendo un legame e una relazione tra le azioni compiute sulla terra e gli esiti che avranno. Sono immagini antiche che parlano ancora all’oggi. Bisogna continuamente decifrarle e studiarle. Sono quindi molti gli aspetti che rimangono da capire e da approfondire».

Gli appuntamenti di «Bernareggi365»

Accanto all’inaugurazione dell’Aula Picta si inserisce anche il calendario di eventi dal titolo «Bernareggi365», che celebra il primo anniversario dell’apertura del nuovo Museo Bernareggi. Si apre con l’inaugurazione dello spazio ma prosegue con una serie di appuntamenti volti a scoprire alcuni degli artisti conservati all’interno del Museo Diocesano: da Lorenzo Lotto a Giovan Battista Moroni, da Enea Salmeggia a Giacomo Manzù.

La programmazione si inserisce in un ampio ventaglio di eventi che animeranno la città a partire da questo fine settimana con la camminata più amata dai bergamaschi, la «Millegradini» che consentirà di visitare luoghi come il Tempietto di Santa Croce e la Chiesa di San Salvatore. Si parte venerdì 18 settembre alle 20.30 con «Sulle tracce di Lorenzo Lotto», visita all’oratorio Suardi di Trescore Balneario, dove nel 1524 il pittore veneziano realizzò il celebre ciclo dedicato a Santa Barbara e Santa Brigida. Giovedì 24 settembre alle 20 è invece in programma «Lorenzo Lotto by night», itinerario serale tra il Museo Diocesano e la chiesa di San Michele al Pozzo Bianco.

Venerdì 25 settembre alle 10.30 spazio a Enea Salmeggia con «Salmeggia In&Out», tra il Bernareggi e la chiesa di Santa Grata. Il giorno successivo, sabato 26 settembre alle 9, «Salmeggia On the Road» porta a Milano, alla scoperta delle opere dell’artista nelle chiese della città. Sempre sabato, alle 17 in Aula Picta, la conferenza inaugurale presenta la mostra «Impronta e Segno. I sigilli da materia a documento», realizzata con l’Archivio Storico Diocesano, la Biblioteca Civica Angelo Mai e l’Archivio di Stato. Chiude il calendario lunedì 28 settembre alle 16 «Moroni In&Out», visita dal Museo Diocesano alla Cattedrale di Sant’Alessandro, sulle tracce delle opere di Giovan Battista Moroni.

«Con queste iniziative vogliamo raccontare ciò che il museo ha fatto in questo primo anno e soprattutto il desiderio che vuole portare avanti: rivolgersi a un pubblico differenziato e utilizzando linguaggi diversi. Ci saranno quindi una serie di eventi rivolti a target differenti: le parrocchie, le famiglie, le scuole, gli insegnanti, le persone con fragilità e disabilità e, ancora, un evento speciale dedicato ai giovani – conclude il direttore del Museo Diocesano – Sono tanti appuntamenti che vogliono ripercorrere un po’ la vocazione che il museo sente di avere, ma soprattutto il servizio che può offrire alle parrocchie, alla provincia, alla città e anche ai diversi enti, privati e pubblici, presenti sul territorio. È bene ricordare che la Bergamasca è molto ricca di associazioni e di attenzione alla cultura e il museo, attraverso la Fondazione Bernareggi, vuole quindi offrire un servizio non solo all’interno del museo, ma anche sul territorio».

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