Comitato «Coppa Quarenghi», un’altra estate caldissima pensando a “quota 20”. Cinque tornei, altrettante categorie in campo compreso il movimento femminile e quello della quarta categoria. A San Pellegrino, anche stavolta, il sapore del successo comprende tutti. Ed il 2027 sarà l’anno della cifra tonda per la «Coppa Quarenghi», la kermesse Under 14 “regina” e locomotiva degli eventi pallonari che hanno il loro cuore pulsante nella località termale. Che anche stavolta – nel nome di Angiolino, storico medico della Grande Inter di Helenio Herrera e di tanti campioni – ha messo in vetrina altri talenti dei quali, chissà, sentiremo parlare tra qualche tempo. Sfogliando le rose del passato, più o meno recente, tanti nomi e alcuni dei quali da far stropicciare gli occhi. Su tutti Phil Foden del Manchester City e Bukayo Saka dell’Arsenal senza dimenticare Federico Dimarco, Moise Kean, i fratelli Pio e Sebastiano Esposito, Francesco Camarda e altri giocatori in pianta stabile nelle “big” e nel giro della Nazionale come Manuel Locatelli e Federico Gatti oltre Giorgio Scalvini e l’ex atalantino ora al West Ham Matteo Ruggeri. Ma anche gli ex milanisti Davide Calabria e Patrick Cutrone, l’ex juventino Michele Di Gregorio e i “napoletani” Lorenzo Lucca ed Alessandro Buongiorno. E se, come detto il rendez-vous Under 14 è il main event (successo del Milan ai rigori sul Torino), non sono mancati a corollario momenti ad alto tasso valoriale ed emozionale, con il premio fedeltà all’Atalanta per le sue diciannove partecipazioni consegnato a Giancarlo Finardi e all’Inter il premio alla memoria di Luigi Tosi, venuto a mancare lo scorso maggio, per tanti anni dirigente delle formazioni giovanili dell’Inter (Under 14 e Under 13) e presidente di AIAC Lombardia dal 2005 al 2024.
Contestualmente sono cresciuti nel tempo tanti altri appuntamenti che hanno arricchito il bouquet in Valle Brembana per ricordare personaggi che hanno legato il proprio nome alla cittadina ed al calcio italiano. Come Alfredo Calligaris, il “papà” dei preparatori atletici al quale è stata dedicata una coppa (categoria Under 17) giunta alla quinta edizione e vinta 3-2 dall’AlbinoLeffe in finale sull’Atalanta. O come Emiliano Mondonico. I rendez-vous dedicati al «baffo di Rivolta», grande amico di San Pellegrino e cittadino onorario, sono due e vanno a chiudere il programma: l’ottavo memorial a lui dedicato e vinto 3-1 dalla Juventus sull’Atalanta e la Dream Cup, giunta a quota sette che ha visto scendere in campo Insuperabili Bergamo che hanno sconfitto Pepo Team Cremona (6-2) nell’ambito della quarta categoria, (atleti con disabilità cognitivo-relazionali). E ancora il “capitolo in rosa”, con il «Quarenghi al femminile», giunto in doppia cifra.
«In questi dieci anni di torneo – ha spiegato il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Coppa Angelo Quarenghi – abbiamo assistito ad una significativa evoluzione del calcio femminile, sia dal punto di vista tecnico che atletico. Importante per la crescita del movimento è stato il contributo di Milena Bertolini nei suoi anni alla guida delle Azzurre, premiata tra l’altro dal nostro Comitato come Donna di Sport nel 2021. Anche a livello di staff tecnico e arbitri abbiamo notato un notevole incremento, come evidenziato dalla terna arbitrale della finale tutta al femminile». Allargando gli orizzonti è il classico momento in cui si “tira la riga” pensando già alla prossima tornata: «Un bilancio estremamente positivo, con sempre tanta partecipazione di pubblico e addetti ai lavori – prosegue Salvi – Durante i nostri tornei, in paese non ci sono posti per parcheggiare e le strutture alberghiere, da Villa d’Almè in su, sono tutte occupate. Creiamo un bel movimento. Ora mettiamo già la testa alla prossima edizione, la numero 20, che sarà ancora più speciale e puntiamo a portare a San Pellegrino Terme un top team europeo».
«Al momento non faccio nomi, vediamo a gennaio, quando cominceremo a contattare le squadre. Dal nostro torneo sono passati tantissimi calciatori oggi professionisti, tra gli ultimi, ad esempio, Francesco Camarda e Pio Esposito, ma anche alcuni arbitri di Serie A hanno iniziato da noi, come Kevin Bonacina. Prossimo appuntamento il 5 ottobre, sempre a San Pellegrino, con il premio al medico sportivo che quest’anno sarà un cardiologo di fama internazionale».
Non può mancare neppure un accenno alla crisi del calcio italiano, certificata dalla terza mancata qualificazione ai Mondiali: «Occorre ritornare alla tecnica e a valorizzare i piedi buoni e non i muscoli. Perché noi abbiamo dei grandi atleti che corrono tanto, che hanno una resistenza fisica enorme, importante sì, ma poi dopo quel che conta sono i piedi buoni, perché se tiri in porta una volta e fai gol è un conto, se tiri in porta venti volte per fare un gol è un altro ». Da sottolineare, infine, la presenza sempre più nutrita di osservatori sulle tribune: «È una delle caratteristiche di questo torneo – conclude Salvi – Sia al Calligaris, sia alla Quarenghi, sia al Mondonico, la tribuna è piena di scouting alla ricerca di talenti, perché il loro compito è quello. Anche noi speriamo che li trovino, in maniera da avere in futuro un calcio molto più brillante, molto più emotivamente coinvolgente di quello che abbiamo adesso, che è un po’ una melina di passaggi trasversali e all’indietro». Un atteggiamento esattamente in antitesi rispetto ad un Comitato che, facendo leva anche sull’inesauribile benzina garantita dai volontari, prosegue la sua opera in maniera incessante gettando già i piani per ciò che sarà. Mantenendo i suoi capisaldi (il Premio «Uomo di sport» è andato al campione del Mondo 1982 Antonio Cabrini il 23 giugno scorso) e spalancando le braccia all’innovazione.
