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“Lo Spirito del Pianeta”: incontrare i popoli nativi per ritrovare il senso del “noi!” (e la solidarietà del villaggio)

Articolo. Canti, balli, laboratori e un’area espositiva di artigiani per un incontro tra culture. Dal 10 al 19 settembre alla Fiera di Bergamo gli Aztechi e gli Incas convivono con la tradizione folclorica italiana

Lettura 3 min.
Indios Cajapos

C’è Gigi il ristoratore che l’hanno scorso ha dovuto svendere il suo locale e Alessia Badini, corista, cantautrice e mamma single, che come molti suoi colleghi da un anno e mezzo fatica a lavorare nello spettacolo e a mantenere la sua famiglia. Sono loro i personaggi più importanti del festival “Lo Spirito del Pianeta” di quest’anno. Loro, che sono in difficoltà in una società disgregata dalla paura e che deve ancora capire se davvero ne usciremo migliori: ci tiene a sottolinearlo il direttore artistico Ivano Carcano, per cui questo festival è “un’occasione sia per il pubblico, sia per gli artisti di lavorare dopo mesi di chiusure”.

Monaci tibetani

E poi non mancano i popoli del pianeta, che pur nel rispetto delle limitazioni, hanno attraversato il globo e sono tornati all’appuntamento annuale con il loro folclore, per generare quel confronto tra culture che caratterizza il festival da anni. Saranno ospiti dell’evento che inaugura domani alla Fiera di Bergamo, dove si concluderà il 19 settembre: una grande manifestazione che riporta al centro i lavoratori dello spettacolo, come danzatori, cantanti, musicisti, ma anche tecnici e fonici che renderanno possibile “Lo Spirito del Pianeta”.

Un festival per riscoprire la solidarietà indigena

“Questi popoli, davanti al dolore e a tutto quello che è accaduto in questo anno e mezzo di pandemia, hanno tantissimo da insegnare alla nostra società individualista – riflette Ivano Carcano – Le situazioni di profonda solitudine e di abbandono che si sono venute a creare, in un villaggio indigeno, anche se sperduto in una foresta e senza acqua, non si sarebbero mai verificate. Si tratta di un qualcosa profondamente radicato nella cultura di questi popoli, che purtroppo noi invece abbiamo perso: quando qualcuno è in difficoltà gli altri si muovono e lo aiutano, a prescindere da chi sia. Loro hanno la consapevolezza del nostro essere tutti interconnessi, noi lo abbiamo dimenticato”.

Ecco perché nella programmazione di quest’anno grande importanza sarà data all’appuntamento di venerdì 17 settembre in cui il festival propone una serata di canzoni alpine in compagnia del Coro Voci del Brembo, “un’occasione che abbiamo pensato come momento di unione tra generazioni – spiega Carcano – Infatti per avere accesso all’area dell’evento sarà obbligatorio presentarsi in coppia, un anziano e un adolescente”.

Aztechi del Messico

Accorciare le distanze è uno degli obiettivi del festival, che ha sempre puntato tantissimo su uno spirito comune a tutti i popoli del mondo, ma non solo: fondamentale è anche riprendere contatto con il proprio corpo, di cui con il lockdown ci siamo quasi dimenticati. Ecco il perché dei tanti momenti olistici e di benessere tesi al riavvicinamento delle persone e alla ripresa di una consapevolezza della propria fisicità, negata durante i mesi di chiusura.

“In calendario ovviamente non mancano anche gli spettacoli, che diversamente dalle scorse edizioni non si terranno su un palco principale – spiega Carcano – ma in diverse aree della fiera, con esibizioni e flash-mob folclorici, studiati appositamente per evitare assembramenti e permettere a tutti di godere del festival in sicurezza”. Tra gli ospiti gli Aztechi del Messico, i Cree del Canada gli Indios Cajapos e gli Incas del Perù, oltre all’Uomo medicina della tribù Dessana, una delle poche tribù superstiti dell’Amazzonia dal Brasile. Con loro anche i monaci tibetani, i Griot, custodi della storia orale del Senegal e dell’Africa Subsahariana e i Qashquai, popolazione nomade dell’Iran. Non mancano anche incursioni nella tradizione storico-popolare italiana con i rievocatori di Trataburata e Astorica, che coinvolgeranno il pubblico in un viaggio nel tempo e nelle sonorità di secoli fa.

Parole, sapori e danze per scoprire l’altro vicino e lontano da noi

Spazio anche a conferenze, presentazioni e laboratori: si comincia il 10 settembre con Giuseppe Festa, che insieme ai Lingalad propone un concerto letterario con canzoni ispirate a libri come “Il Signore degli Anelli” o alle storie di montagna di Mauro Corona, ma pure all’ultimo romanzo dello stesso Festa, “I lucci della via Lago”, una storia di amicizia e segreti sulle tracce di un misterioso pesce. Seguirà il Grace O’Malley Quartet, un’ensemble che propone musiche popolari delle Isole Britanniche risalenti al Cinquecento e al Seicento. Sempre il Grace O’Malley Quartet aprirà la serata di sabato 11 settembre: protagonista Il Bepi, che presenterà il suo libro “Il castello, un romanzo fantasy ambientato nella campagna bergamasca.

Domenica alle 17 è tempo di favole, con le storie ecologiche di Elisabetta Piccolo, che presenta il suo libro “La coccinella e la blatta soffiante”, mentre lunedì sarà la volta dei popoli indiani del Rajastan, che martedì passeranno il testimone ai Trataburata, con il loro mix di folk, musica celtica e medievale.

Mercoledì spazio a Ensemble Sangineto, un raffinato progetto che sposa jazz, classica e musica gregoriana e alla conferenza “Il viaggio dell’anima” con l’artista e naturopata Veronica Borghesi, che sabato presenterà il suo libro “R-Evolution. Tutto è possibile”.

popoli indiani del Rajastan

Venerdì 17 settembre invece sarà Emanuela Burini a presentare il libro “Terre indiane. Giacomo Costantino Beltrami nel Nuovo Mondo (1823-1830)”, un viaggio sulle orme del grande esploratore bergamasco, che all’inizio dell’Ottocento arrivò alle fonti del Mississippi negli Stati Uniti.

Cultura è anche tradizioni culinarie e gastronomia dal mondo, da quello più prossimo a quello più lontano: in fiera non mancheranno ristornati regionali, pizza e piadine, ma anche i sapori decisi del cibo tex-mex, il gusto speziato del kebab e gli abbinamenti insoliti dell’eritreo, con i suoi piatti a base di riso e pollo. Spazio anche all’alimentazione vegan con uno stand dedicato interamente al cibo cruelty free.

Ingresso libero con green pass. Registrazione consigliata sul sito lospiritodelpianeta.it.

Sito Lo Spirito del Pianeta

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