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La Via Mercatorum propone la Carta del Mercante: un progetto d’amore verso la nostra terra e la sua gente

Articolo. Un nuovo progetto dell’omonima associazione, che promuove il proprio territorio attraverso il turismo lento: piedi, bicicletta ma anche muli e cavalli. Non ci sono limiti: l’importante è partire e fermarsi in almeno 11 delle 80 strutture ricettive lungo il percorso

Lettura 3 min.
Via Mercatorum, L’Alta Val Mora

“…così ci siamo detti: anche noi possiamo avere il nostro Cammino di Santiago!”

Sembra un’esagerazione, eppure è realtà: da quest’anno anche le nostre Valli avranno un loro cammino, grazie all’associazione Via Mercatorum che ci ha creduto sin dall’inizio. Una via storica, un’associazione intraprendente e un territorio dal cuore pulsante sono gli ingredienti migliori per la nascita della Carta del Mercante, progetto che prende vita da un desiderio d’amore: “Tra i sogni che sono nati strada facendo, visto anche il momento storico in cui sia le vie che i cammini stanno prendendo particolarmente piede, abbiamo pensato che anche il nostro territorio avesse tutte le carte in regola per promuovere la propria via storica” spiega Silvia Bonomi, presidentessa e co-fondatrice dell’associazione.

La Via Mercatorum

La Via Mercatorum è una delle vie antiche del territorio bergamasco. Storicamente percorsa dai mercanti durante il Medioevo, da Bergamo risale la Val Seriana fino ad Alzano Lombardo e Nembro, per addentrarsi a Selvino e proseguire verso la Val Brembana. Da Selvino, infatti, si divide in un duplice percorso: uno, più antico, che da Algua, Pagliaro e Frerola raggiunge Serina, e uno più recente, che percorre Aviatico, Trafficanti e Nespello di Costa Serina, Cornalba e poi Serina. Il percorso continua attraverso Dossena, Cornello dei Tasso, San Giovanni Bianco e Oneta, fino al Passo del Verrobbio e Passo San Marco.

L’idea dell’associazione è nata in seguito alla pubblicazione della “Guida alla Via Mercatorum”, edita nel settembre 2018 dalla casa editrice Grafica e Arte, con il patrocinio del CAI di Bergamo e scritta da Silvia Bonomi, con le fotografie di Dimitri Salvi. “In seguito al successo editoriale della pubblicazione, e all’interesse che ha suscitato sul territorio – spiega Silvia – è nata l’idea di proseguire sul lavoro di valorizzazione con la nascita di questa associazione.” I soci fondatori sono Silvia Bonomi, l’autrice del libro, con Giuliana Carrara e Paolo Ratti. “Per trovare una sede alla neonata associazione, mi sono rivolta al sindaco di Costa Serina. Gli ho chiesto la possibilità di avere sede all’interno della casa natale del venerabile Fra Cecilio Maria, un personaggio illustre del territorio. Presso la casa, che oggi è anche un museo, c’è stato concesso l’utilizzo di una stanza per l’associazione; in cambio, teniamo aperto il museo per due domeniche al mese”.

La Carta del Mercante

Per partecipare basta ritirare gratuitamente la carta presso pro loco, bar, infopoint e biblioteche dei 18 comuni che hanno aderito, preparare le gambe e partire. Ai partecipanti, infatti, è richiesto di ripercorrere “a piedi, a cavallo, in bicicletta o a dorso di mulo” le strade della storica Via Mercatorum. La Carta funge da credenziale: completata con i propri dati, infatti, l’obiettivo è quello di riempirla con almeno 11 timbri, uno per ognuna delle 11 tappe in cui è stato diviso il percorso. All’atto del ritiro della Carta, verrà consegnato anche un opuscolo con l’elenco di tutte le strutture sul territorio in cui ottenere un timbro, più di 80. Solo con 11 timbri (almeno) si può ottenere il Testimonium, una carta pergamena che attesta il compimento del viaggio. “Il progetto doveva prendere vita già un anno fa, poi c’è stata la pandemia e ha rallentato tutto. Finalmente però siamo pronti e, anche se per il momento non si può ancora percorrere la via storica, aspettiamo il momento speranzosi” spiega Silvia. “Il regolamento è stato tradotto anche in inglese grazie alla collaborazione professionale di una nostra socia, Marilena Prandi”.

Questo è solo il punto di partenza

Silvia Bonomi, però, spiega che questo è solo l’inizio: “Speriamo nel tempo di poter crescere e coinvolgere ancora più strutture ricettive, persone e camminatori sia della Valle ma anche al di fuori del territorio bergamasco.” Non ci sono limiti di tempo, né a breve né a lungo termine: il percorso si può fare quando si vuole, anche in più tappe; è solo l’inizio.

Il Borgo di Oneta
(Foto tusoperator.it)

“Per quanto riguarda la promozione del progetto, avremmo voluto realizzare delle presentazioni in ognuno dei 18 comuni coinvolti ma non è stato possibile. Con il videomaker Alessandro Grazioso abbiamo quindi realizzato il video, che attualmente si trova sul nostro canale Youtube. Alla sua realizzazione hanno collaborato Giulia Gherardi, Luca Gherardi e Damiano Valoti. Non posso non citare, poi, l’accademia d’arte di Pisa Alma Artis, la grafica Monti e la Comunità Montana Valle Brembana, che ha contribuito economicamente alla realizzazione del progetto.”

La Via Mercatorum: un territorio accogliente

“Il territorio ci ha accolto” spiega la presidentessa dell’associazione. “Le amministrazioni a cui ci siamo rivolti sono state tutte molto aperte nei confronti di questa iniziativa. Di conseguenza questo è stato l’approccio di tutte le strutture ricettive con cui ci siamo confrontati… l’idea è piaciuta a tutti.” Questo legame, però, non nasce da zero: “Durante la stesura della ‘Guida alla Via Mercatorum’, infatti, avevamo già coinvolto le associazioni del territorio per quando riguarda la ricostruzione dei percorsi. Questo, secondo me, è stato un passo molto importante per il successo di questo nuovo progetto, perché ogni cosa va calata in un contesto ben preciso. Tutto ciò ha creato dei buoni rapporti di collaborazione con il territorio, che ha mille sfaccettature, perché ogni comune ha le sue particolarità.”

“Quello che mi piace di questo progetto è l’anima che ci stiamo mettendo” spiega Silvia. “Lo facciamo davvero per valorizzare l’ambiente in cui viviamo. È un gesto di puro amore verso la nostra terra e la gente che lo abita. Questo è ciò che ci spinge a fare le cose: quello che sarà lo dirà il futuro, lo diranno le persone. Di solito, però, le cose fatte con il cuore portano buoni frutti”.

Sito Via Mercatorum

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