Bergamo รจ considerata la ยซcittร degli organiยป, una culla di patrimoni dove tradizione, artigianato e grande musica si intrecciano attraverso le mani di famiglie che hanno tramandato un mestiere prezioso che ha reso la terra orobica un punto di riferimento a livello italiano ed europeo. Famiglie secolari, come quelle maggiormente note dei Serassi e dei Bossi, hanno saputo realizzare gioielli che, ancora oggi, sono in grado di affascinarci e raccontarci la loro storia oltre ad emozionare generazioni di fedeli o semplici ascoltatori. Attraverso questo racconto avremo modo di immergerci in un percorso che parte da lontano (nel Cinquecento) fino ad arrivare al secolo scorso, andando alla ricerca di alcuni degli strumenti che si conservano nella nostra Provincia. Un viaggio va preparato e riflettuto a fondo: a tal proposito, ringrazio il caro amico e musicista Diego Ambrosioni per avermi aiutato nella scelta di strumenti da poter raccontare.
Il piรน antico
La nostra storia parte molto lontano, precisamente nel 1588. In quellโanno gli Agostiniani Eremitani presso il Convento di Santa Maria della Consolazione (oggi comunemente nota come Chiesa di San Nicola) ad Almenno San Salvatore decidono di dotare la loro chiesa di un organo, per permettere loro di accompagnare la liturgia e โdare la notaโ per lโintonazione del canto gregoriano. Ma chi coinvolgere per realizzare uno strumento cosรฌ importante? I religiosi si affidano ai piรน noti Il maestoso organo del Santuario di Caravaggio lombardi del tempo, la famiglia Antegnati di Brescia, in particolare Costanzo (tra i suoi piรน celebri rappresentanti) assieme al padre Graziadio.
Lo strumento viene realizzato sopra la quinta cappella di destra e contenuto in una cassa riccamente decorata: a custodire il bellissimo strumento, infatti, vengono realizzate delle ante dipinte dallโartista bresciano Pier Maria Bagnatore le quali raffigurano quando chiuse, lโAnnunciazione, mentre lโapertura non solo svela la bellezza delle canne di facciata dellโantico strumento, ma anche il retro delle ante, raffiguranti un concerto di angeli con strumenti musicali (si riconoscono il violino, lโarpa, oltre a un piccolo organo portativo). Il bellissimo organo, che a fine XX secolo, versava in condizioni di abbandono, nel 1990 fu al centro da unโimportante operazione di interesse e di restauro, realizzato attraverso la collaborazione della famiglia Lurani Cernuschi, la Parrocchia di Almenno San Salvatore e la Sezione di Bergamo di Italia Nostra, permettendo di poter, ancora oggi, ammirare ed ascoltare le note del piรน antico organo sopravvissuto in terra bergamasca.
Un โpiccoloโ gioiello incastonato nella pianura
A Brignano Gera dโAdda, nella profonda Bassa Bergamasca, รจ conservato un gioiello: il piccolo Santuario della Madonna dei Campi, poco fuori il centro abitato, custodisce un pregevole organo, risalente al 1772, realizzato dagli organari bergamaschi Bossi (tra le famiglie piรน note, assieme a quelle dei Serassi). Si tratta di un organo โpositivoโ, ovvero uno strumento nato per essere โposatoโ, quindi mobile (non certo adatto ad essere collocato stabilmente in una cantoria di una chiesa), ma qual รจ la sua storia? Ce la spiega con attenzione il Maestro Marco Ruggeri, recentemente coinvolto nellโinaugurazione dello strumento (dopo un attento restauro effettuato dallโorganaro Pietro Corna) lo scorso 8 aprile: ยซNellโarchivio parrocchiale รจ conservata una lettera del 1775 nella quale si attesta che lโorgano venne portato a Brignano da Borgo Canale, senza indicare il nome del costruttore (ma sappiamo che la sede dei Bossi era in quel quartiere della cittร ). Da ciรฒ possiamo dedurre che il positivo si trovava nel loro laboratorio come strumento di rappresentanza o destinato ad una famiglia signorile, vista la raffinatezza delle decorazioni. ร probabile, quindi, che di fronte alla richiesta della fabbriceria di Brignano di acquistare un piccolo organo per la chiesetta di campagna, la famiglia Bossi abbia proposto di cedere il positivo in loro possessoยป. Dopo lโacquisto da parte della fabbriceria, venne realizzata la cantoria dove poter collocare il piccolo strumento, nella quale possiamo vederla ancora oggi. Ritornato al suo originario splendore, il piccolo organo Bossi รจ ora pronto ad incantare e affascinare nuovamente i fedeli allโascolto.
A Calcinate: โorgano-orchestraโ
Nella chiesa parrocchiale di Calcinate, una splendida cantoria realizzata da Giovanni Battista Caniana custodisce uno tra i piรน interessanti esempi dellโarte organaria realizzata dalla famiglia Serassi di Bergamo. Lo splendido gioiello fu realizzato nel 1815, riutilizzando parzialmente alcuni materiali provenienti da alcuni organi precedenti: di grandi dimensioni, lโorgano di Calcinate rese profondamente orgogliosa la famiglia organaria, in particolare Giuseppe II Serassi il quale, nelle sue lettere Sugli Organi pubblicate nel 1816, elogiรฒ la bellezza dello strumento, bellezza che affascinรฒ anche Giovanni Simone Mayr (il celebre maestro di Donizetti) che ebbe modo di suonare in diverse occasioni nel borgo bergamasco.
Quello di Calcinate non รจ solo uno strumento pregevole, ma rappresenta la sintesi tra una tradizione barocca del Settecento con lo stile โteatraleโ che, nel XIX secolo, diventava fondamentale: a fianco ai registri melodici (il Principale, lโOttava, la Voce Umana, i Flauti, le Ance) lo strumento di Calcinate - come tanti suoi contemporanei โ รจ provvisto di numerosi strumenti a percussione, come la Grancassa, la Banda Turca o i Campanelli, oltre ad un notevole Contrabbasso sullโordine di 32 piedi, volti a spettacolarizzare ancora di piรน la resa sonora del maestoso organo, divenendo un vero e proprio โorgano-orchestraโ.
A Bergamo e Calusco
Il nostro viaggio prosegue, ritornando in cittร , nella Basilica di SantโAlessandro in Colonna in cittร bassa: qui รจ conservato uno degli strumenti piรน particolari (e geniali) realizzati dalla famiglia organaria Serassi. Ma andiamo con ordine: รจ il 1781 e la grandiosa Basilica, da poco costruita, attende con trepidazione un nuovo strumento. Lโinvenzione dei Serassi รจ unica in Italia e desta notevole curiositร nellโambiente musicale del tempo: lโobiettivo รจ quello realizzare due organi contrapposti (uno di fronte allโaltro) controllati entrambi da unโunica consolle (la tastiera dove siede lโorganista). La soluzione di collegamento รจ geniale: a partire dai tasti e dai pedali della prima delle due tastiere sono collegati infatti 80 fili dโottone i quali discendono sotto lo strumento, fin sotto il presbiterio, attraverso un lungo camminamento sotterraneo giungendo poi allโaltro organo, collegandoli entrambi e potendo, da un solo lato, suonare entrambi gli organi contemporaneamente.
Spostandoci nellโIsola Bergamasca (piรน precisamente a Calusco dโAdda) un altro strumento stupisce per le sue caratteristiche: nella chiesa parrocchiale di SS. Maria Immacolata lโorgano realizzato nel 1885 rappresenta un esempio costruttivo importante nel territorio bergamasco. Costruito dallโorganaro Adeodato Bossi-Urbani, lโorgano di Calusco rappresenta uno dei punti di arrivo definitivi dellโarte costruttiva degli strumenti in Bergamasca (sia per la grandezza, sia per la ricchezza di possibilitร espressive data dai variegati registri fonici), oltre a conservare una piccola โsorpresaโ: uno dei comandi azionabile tramite una leva specifica a fianco della pedaliera dello strumento รจ detta โVoce allo scuroloโ, ovvero tale meccanismo prevede lโapertura di un piccolo foro di un condotto che permette di portare il suono della seconda tastiera nella chiesetta (detta cripta o, per lโappunto, scurolo) collocata sotto il presbiterio della chiesa.
Santa Maria Maggiore e Caravaggio
A Bergamo, nel cuore di Cittร Alta, sorge uno dei piรน bei gioielli dellโarte bergamasca, un vero e proprio punto di riferimento per lโarte e la cultura: stiamo parlando della splendida Basilica di Santa Maria Maggiore, scrigno di bellezza tra i piรน rilevanti di tutta la provincia. Tra le importanti opere dโarte conservate fa anche capolino lo splendido organo, tra i piรน interessanti e rilevanti di tutta la provincia (nonchรฉ il piรน grande di tutta la Diocesi): lo strumento attuale fu costruito nel 1915 dallโorganaro Carlo Vegezzi Bossi, per un totale โ allโepoca - di 4688 canne e 61 registri sonori (tra questi, ricordiamo il grande Subbasso, un registro affidato al Pedale della misura di 32 piedi). Nel corso degli anni, lo strumento รจ stato oggetto di diversi interventi da parte di varie ditte organarie (Ruffatti e Piccinelli), essendo usato tutte le domeniche per le funzioni liturgiche e per le numerose attivitร concertistiche, una su tutte il Festival Organistico Internazionale โCittร di Bergamoโ il quale, ogni anno, riserva uno spazio concertistico proprio allo splendido gioiello.
Di grande rilievo e di altrettanta bellezza รจ invece lโultimo strumento che incontriamo nel nostro viaggio: siamo a Caravaggio, nel Santuario della Vergine della Fonte, nella quale fa bella mostra di sรฉ il bellissimo organo realizzato nel 1955 dalla ditta organaria Balbiani Vegezzi Bossi. Lโattuale strumento viene costruito e progettato sulla base dello strumento precedente - risalente al 1903 ad opera di Carlo Vegezzi Bossi โ ampliandone ulteriormente le dimensioni (dalle tre tastiere dello strumento precedente, diventano quattro) creando un vero e proprio โorgano sinfonicoโ monumentale, capace di mille sfumature dinamiche e coloristiche. Attualmente, il grandioso strumento รจ in restauro, ad opera della ditta Pietro Corna di Leffe, in attesa di una sua restituzione pronto a incantare e stupire nuovamente chiunque lo potrร ascoltare.
