< Home

«Millegradini», è tempo di scegliere il proprio percorso

Articolo. Circa 70 luoghi da attraversare, conoscere e riscoprire. Scopriamo alcune delle tappe che aspettano i partecipanti durante il prossimo weekend

Lettura 7 min.
(Foto Marin Forcella)

Manca ormai pochissimo alla « Millegradini ». Sabato 19 e domenica 20 settembre Bergamo tornerà a riempirsi di maglie viola e di persone pronte a guardare la città da un’altra prospettiva. E questa è l’ultima settimana utile per iscriversi e prepararsi al grande weekend: chi vuole partecipare può ancora farlo online oppure di persona allo sportello abbonamenti de «L’Eco di Bergamo», all’Ufficio Turistico di Bergamo Città Bassa e nei punti vendita convenzionati.

Il tempo per decidere è poco, ma le possibilità sono moltissime. Sono circa 70 i luoghi culturali che quest’anno apriranno le loro porte ai partecipanti: chiese, musei, palazzi storici, spazi artistici e luoghi meno conosciuti del patrimonio bergamasco. La formula è quella ormai collaudata: due percorsi consigliati sulle mappe ufficiali, ma nessun itinerario obbligatorio. Ognuno può costruire la propria «Millegradini» scegliendo le tappe in base agli interessi, al tempo a disposizione e alla voglia di scoprire. Accanto ai grandi classici che ogni anno richiamano migliaia di visitatori, ci sono anche alcune novità. Sono luoghi che permettono di allargare lo sguardo sulla città e di aggiungere qualche sorpresa a un percorso già ricco di storia, arte e cultura.

Le novità

Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano

Largo Belotti 1A
Sabato e domenica, 9-17

È uno dei luoghi che segnano il passaggio tra il cuore della città bassa e il Sentierone. La chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano si affaccia tra via Torquato Tasso e largo Belotti e chiude idealmente la tradizionale passeggiata dei bergamaschi. Le sue origini sono antichissime, ma l’edificio attuale è frutto della ricostruzione avviata tra il 1603 e il 1642 su progetto dell’architetto comasco Anton Maria Caneva. La facciata, completata alla fine dell’Ottocento da Giovanni Cuminetti, è un esempio di architettura barocca e conserva statue e rilievi di importanti artisti bergamaschi.

All’interno, il viaggio nella storia dell’arte continua tra affreschi e opere di Mattia Bortoloni, Gaspare Diziani, Enea Talpino detto il Salmeggia, il Brena, il Coppella, il Ricchi detto il Lucchese, l’Orelli, il Salis e altri artisti. Tra i tesori da cercare c’è soprattutto la celebre «Pala del Martinengo» di Lorenzo Lotto, insieme agli intarsi lignei di fra’ Damiano Zimbelli.

Chiesa di Santa Maria e San Giuseppe – Tempio dei Caduti a Sudorno

Via Sudorno 32
Domenica, 9-17

Quasi 140 lapidi ricoprono le pareti di questo edificio e ne fanno uno dei luoghi più intensi della «Millegradini». Il Tempio dei Caduti di Sudorno, conosciuto anche come chiesa di Sudorno, racconta oltre un secolo di memoria cittadina attraverso le testimonianze dedicate ai Caduti delle guerre. La chiesa sorse tra il 1915 e il 1916 sui resti dell’antica Santa Maria di Sudorno. L’interno, rivestito di marmi scuri, conserva anche la pala proveniente dalla precedente chiesa medievale. Una tappa che esce dai percorsi più consueti ma che merita di non essere persa.

Casa dell’Arciprete – Università degli Studi di Bergamo

Via Gaetano Donizetti 3
Sabato e domenica, 9-17

Tra le vie di Città Alta, Casa Fogaccia o Casa dell’Arciprete porta con sé oltre cinque secoli di storia. L’edificio civile, risalente tra XV e XVI secolo, è oggi parte dell’Università degli Studi di Bergamo e ospita il dipartimento di Lingue e Letterature straniere. La sua storia è fatta di proprietari, trasformazioni e passaggi di proprietà. Fu il giurista Benedetto Ghislandi a commissionarne la costruzione, mentre nei secoli successivi il fabbricato passò attraverso diverse famiglie fino ad arrivare al conte Antonio di Gerolamo Fogaccia, da cui deriva uno dei nomi con cui è conosciuto. Nell’Ottocento divenne invece Casa dell’Arciprete, dopo essere stata lasciata in eredità agli arcipreti della Cattedrale.

Durante la «Millegradini» sarà un’occasione per entrare in uno degli edifici storici di Città Alta che normalmente si “sfiorano” senza poterne conoscere gli interni.

Museo Matris Domini

Via Antonio Locatelli 77
Sabato e domenica, 9-17

Tre delle sale più antiche del monastero, un tempo utilizzate come refettorio, ospitano oggi il museo Matris Domini. Qui sono conservati due importanti gruppi di affreschi, riscoperti, strappati e restaurati negli anni Settanta. Il primo risale alla seconda metà del XIII secolo e apparteneva alle stesse sale del monastero. Il secondo proviene invece dal sottotetto della chiesa e testimonia la decorazione dell’edificio trecentesco prima della trasformazione barocca del Seicento.

Dal 2004 il museo conserva anche cinque tondi della vetrata trecentesca che un tempo si trovava nell’abside. Una visita breve ma preziosa, per scoprire una pagina meno conosciuta della storia artistica e religiosa di Bergamo.

I grandi classici

Torre dei Caduti

Piazza Vittorio Veneto
Sabato e domenica, 9-13 e 15-18

È uno dei simboli della città bassa e uno dei punti di osservazione più riconoscibili della «Millegradini». La Torre dei Caduti domina piazza Vittorio Veneto, a pochi passi da Palazzo Frizzoni e da Porta Nuova, e ricorda i Caduti della Grande Guerra. Salendo verso la sommità si ripercorre la storia della nascita del Centro Piacentiniano e della trasformazione urbanistica della città. In cima, il percorso trova una delle sue ricompense più spettacolari: una vista aperta su Bergamo e sulla città che, poco prima, si è attraversata a piedi.

Museo del Burattino

Palazzo della Provincia di Bergamo, via Torquato Tasso 8
Sabato, 9.30-12.30 e 15-17; domenica, 9.30-12.30

La «Millegradini» passa anche attraverso una delle tradizioni più riconoscibili della cultura bergamasca. Aperto nel 2019, il Museo del Burattino valorizza il Teatro di Figura e custodisce preziosi pezzi provenienti da collezioni private. Il museo è nato anche per preservare il patrimonio artistico di Benedetto Ravasio, grande burattinaio bergamasco scomparso nel 1990.

Il percorso parte dai burattini per parlare anche del presente: figure e materiali diventano strumenti per riflettere su un mondo contemporaneo percepito come disgregato.

Palazzo Moroni

Via Porta Dipinta 12
Sabato e domenica, 10-17

A Palazzo Moroni la «Millegradini» aggiunge una tappa in cui storia, arte e natura convivono nello stesso spazio. Il palazzo conserva interni e arredi eccezionalmente ben preservati, insieme a una ricca collezione d’arte. Lo Scalone monumentale conduce al piano nobile, dove si susseguono sale e saloni affrescati e arredati tra Seicento e Ottocento. All’esterno, invece, si apre il giardino all’italiana, articolato in una balconata e tre terrazzamenti che risalgono verso il colle di Sant’Eufemia. È uno di quei luoghi che vale la pena non perdere: dopo la salita, ci sono un palazzo da esplorare e un giardino in cui fermarsi.

Museo Civico di Scienze Naturali «Enrico Caffi»

Piazza della Cittadella 10
Sabato e domenica, 9-17

Poco distante dal Museo Archeologico, il Museo Civico di Scienze Naturali «Enrico Caffi» custodisce numerosi reperti e racconta la storia dell’ambiente, delle specie viventi e di quelle ormai estinte. Fondato nel 1861, il museo conserva gran parte delle proprie collezioni negli archivi, dove vengono studiate e utilizzate dagli esperti. Per chi arriverà alla «Millegradini», però, c’è un incontro impossibile da dimenticare già all’ingresso: un enorme mammut accoglierà i visitatori. È grande, ma assolutamente amichevole.

Un tuffo nell’arte e nella storia

Basilica di Santa Maria Maggiore

Piazza Duomo
Sabato, 10.30-17; domenica, 9.30-10.30 e 13.30-17

Quasi nove secoli di storia racchiusi in uno dei monumenti più importanti di Bergamo. La costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore risale al 1137 e nasce da un voto che i bergamaschi rivolsero alla Madonna durante una terribile epidemia di peste. Nei secoli la basilica è stata arricchita con affreschi, stucchi e tarsie lignee, fino a diventare uno dei luoghi più preziosi di Città Alta. Tra le opere più celebri ci sono le tarsie realizzate da Capoferri su disegno di Lorenzo Lotto. Qui si trova anche il monumento funebre dedicato a Gaetano Donizetti.

Il Bernareggi – Antica Cattedrale

Piazza Duomo
Sabato e domenica, 10-17

Per capire davvero la storia della città bisogna anche guardare sotto la superficie. Il percorso dell’antica Cattedrale racconta le origini della Chiesa di Bergamo e le trasformazioni che hanno interessato questo luogo nel corso dei secoli. Gli scavi archeologici condotti tra il 2004 e il 2012 hanno riportato alla luce tracce di epoca romana, della Cattedrale paleocristiana di San Vincenzo e della successiva Cattedrale romanica, fino alla trasformazione rinascimentale legata all’architetto Filarete.

Al centro del percorso c’è il Tesoro del Duomo, con gli oggetti più preziosi sopravvissuti alla storia della Cattedrale. Una tappa perfetta per chi vuole scoprire non soltanto ciò che Bergamo mostra, ma anche quello che conserva sotto i suoi monumenti più conosciuti.

Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi Storici

Piazza Vecchia 15
Sabato e domenica, 9-17

In piazza Vecchia c’è un altro luogo che custodisce la memoria della città. La Biblioteca Civica Angelo Mai è ospitata nel Palazzo Nuovo, progettato da Vincenzo Scamozzi nel Seicento e un tempo sede del Municipio. Il patrimonio della biblioteca attraversa secoli e raccoglie libri, riviste, manoscritti, stampe antiche, carteggi, mappe, fotografie, archivi, musiche, monete e cimeli. Un patrimonio che continua a crescere e che viene messo a disposizione di cittadini e studiosi.

Durante la «Millegradini» sarà possibile entrare in questo luogo e ricordarsi che la storia di una città non è fatta soltanto di pietre e monumenti, ma anche delle pagine e dei documenti che ne hanno conservato la memoria.

Convento di San Francesco, Museo della Fotografia Sestini, Bergamo900

Piazza Mercato del Fieno 6
Sabato e domenica, 9-17

Poco distante dal cuore di Città Alta, il Convento di San Francesco offre uno dei percorsi più ricchi della «Millegradini». L’edificio trecentesco conserva cicli di affreschi, il chiostro delle arche, quello del pozzo, la sala capitolare e una terrazza panoramica con vista sulle valli Brembana e Seriana. Il convento ospita il percorso di Bergamo900, dedicato alla storia della città nel Novecento, e il Museo della Fotografia Sestini.

La manifestazione

A meno di una settimana dall’appuntamento, è il momento di scegliere come vivere la propria «Millegradini». Il segno distintivo di questa edizione sarà la nuova maglia ufficiale viola, destinata a colorare strade, scalinate e piazze della città durante il weekend. Nata nel 2011 dall’intuizione dell’Unione ex Alunni dell’Oratorio del Seminarino della Parrocchia della Cattedrale, la «Millegradini» è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti più attesi del calendario bergamasco ed è inserita nel programma della «Settimana Europea della Mobilità Sostenibile». A organizzarla sono ASD Steel Triathlon, CSI Bergamo, Runners Bergamo, Senzacca lavoro di comunità e Gruppo Sesaab, insieme alla collaborazione di numerose associazioni, realtà culturali e istituzioni.

La quota di partecipazione è di 9 euro e comprende la maglietta ufficiale e il cartellino personale che consente di accedere ai luoghi culturali convenzionati. Il pass permette inoltre di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici ATB, TEB ed E-Brt nelle due giornate della manifestazione, dalle 6 alle 19. Fino a esaurimento scorte saranno disponibili anche le sacchette con i loghi ufficiali. Chi preferisce iscriversi online potrà ritirare la maglia dal giorno successivo al pagamento allo Sportello Abbonamenti de «L’Eco di Bergamo». Per chi invece vuole iscriversi di persona, questa è l’ultima settimana utile per farlo nei punti dedicati.

Sabato 19 settembre saranno i luoghi culturali ad aprire le loro porte. La giornata non avrà un percorso obbligato: si potrà partire da una chiesa, fermarsi in un museo, entrare in un palazzo storico, attraversare il centro e poi affrontare la salita verso Città Alta. La «Millegradin»i lascia a ciascuno la libertà di costruire il proprio itinerario. Nel pomeriggio il Sentierone sarà protagonista con la «Millegradini for Kids», a partecipazione gratuita e pensata per i più piccoli. Quando arriverà il buio, invece, saranno i runner a prendere il via con le due competizioni organizzate da Runners Bergamo e CSI: il «Gran Premio Millegradini», gara individuale cronometrata, e la «Bergamo City Trail Millegradini», prova agonistica a coppie. Domenica 20 settembre sarà invece la giornata della camminata collettiva. Il ritrovo è alle 9 davanti alla sede de «L’Eco di Bergamo», in piazzetta Don Andrea Spada, da dove partirà il lungo serpentone viola diretto verso Città Alta. Saranno due i percorsi consigliati nelle mappe ufficiali della manifestazione e sull’app Orobie Active.

Torna anche la «Zerogradini», il percorso senza barriere pensato per permettere la partecipazione alle persone con disabilità motoria, temporanea o permanente, agli anziani, alle donne in gravidanza e alle famiglie con bambini piccoli. L’itinerario potrà essere affrontato in autonomia oppure con il supporto del servizio di mobilità assistita, attraverso navette a chiamata e fermate dedicate.

Approfondimenti