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I Giochi Olimpici nella Grecia Antica: la tregua sacra

Articolo. Con gli occhi puntati sui Giochi della XXXII Olimpiade che si sono aperti a Parigi, concludiamo il nostro excursus storico dedicato alle Olimpiadi della Grecia antica parlando dellโ€™ekecheirรฌa

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La drammatica scena della resa di un atleta (Boston Museum)

Mai come in questo periodo si รจ sentito parlare di tregua olimpica, come strumento evocato per fermare le ostilitร  tra i paesi coinvolti nei conflitti bellici dei giorni nostri. Vediamo di comprendere in cosa consisteva esattamente la tregua olimpica ai tempi della Grecia antica.

Nei mesi precedenti lโ€™inizio delle gare veniva proclamata lโ€™ekecheirรฌa , la tregua olimpica. Era unโ€™istituzione che prevedeva la sospensione delle ostilitร  per un periodo di tempo determinato. Secondo la tradizione venne sancita per la prima volta nel 776 a.C. con il trattato sacro tra tre re: Ifito di Elide, Licurgo di Sparta e Cleostene di Pisa. Non รจ noto con certezza che durata avesse la tregua sacra: inizialmente un mese, poi tre mesi. Alcuni parlano addirittura di dieci mesi.

Letteralmente ekecheirรฌa significa ยซtrattenere le maniยป e, in effetti, si trattava di una sospensione delle attivitร  belliche introdotta per consentire ad atleti, allenatori e spettatori di raggiungere Olimpia in sicurezza anche attraversando territori ostili. Senza la tregua ben pochi si sarebbero azzardati a raggiungere Olimpia. Lโ€™ekecheirรฌa era un simbolo di rispetto per lo spirito sportivo e per il culto religioso associato ai Giochi. Lโ€™annuncio dei Giochi avveniva attraverso gli spondophรฒroi, degli araldi cittadini dellโ€™Elide che, coronati con un ramo di ulivo e tenendo in mano il bastone del messaggero, portavano di cittร  in cittร , in tutto il mondo greco, il messaggio della tregua sacra, di cui erano anche garanti.

La data dei Giochi non era mai la stessa e variava in base a precisi calcoli astrologici, andando a cadere grossomodo in corrispondenza del primo plenilunio dopo il solstizio dโ€™estate. รˆ curioso quanto riporta Erodoto relativamente al profondo significato che la tregua olimpica rappresentava per i greci. Nelle sue ยซStorieยป ricorda che i greci, per rispettare lโ€™ekecheirรฌa, avrebbero addirittura interrotto la battaglia delle Termopili, lasciando increduli i soldati persiani!

Gli elementi base della ekecheirรฌa erano tre:

La sacralitร  e lโ€™inviolabilitร  del territorio di Olimpia. Polibio racconta che lโ€™Elide (la regione di Olimpia), grazie alla neutralitร  di cui godeva, non fu obbligata a fortificare le sue cittร , non dovette tenere un esercito, non fu coinvolta nei conflitti cosรฌ frequenti tra le pรฒleis e non partecipรฒ alla difesa del territorio quando lโ€™intera Grecia dovette impegnarsi contro in nemico esterno.

Il diritto di asilo per coloro che si recavano a Olimpia. Atleti, allenatori, membri delle delegazioni ufficiali e spettatori, nel corso della permanenza a Olimpia per i Giochi e durante il viaggio di andata e ritorno, godevano di una sorta di immunitร  anche se attraversavano il territorio di una cittร  in guerra con la loro.

Le sanzioni previste e concordate contro tutti i violatori di Olimpia o dellโ€™integritร  fisica dei partecipanti ai Giochi. Durante la tregua sacra era vietata lโ€™esecuzione di qualsiasi pena capitale.

Concorreva a garantire lโ€™ekecheirรฌa anche il fatto che fosse ritenuta una disposizione divina, in quanto originata da una sentenza dellโ€™oracolo delfico. รˆ tuttavia difficile pensare che il concetto sacrale della ekecheirรฌa fosse cosรฌ sentito da imporsi dโ€™incanto a popoli notoriamente bellicosi tra loro. Tantโ€™รจ che sono numerose le testimonianze di violazione della stessa: nel 480 a.C. nel corso della LXXV Olimpiade si svolsero le battaglie di Salamina e delle Termopili; nel 412 a.C. il re di Sparta, nel corso della XCII Olimpiade, attaccรฒ Chio, alleata di Atene, e lโ€™esercito ateniese, per vendicarsi, invase Corinto.

Senofonte riferisce di una sensazionale violazione della ekecheirรฌa verificatasi nel IV secolo a.C. Il racconto รจ un poโ€™ lungo ma rende pienamente lโ€™idea della bellicositร  delle cittร  greche: nel 399 a.C. Agide di Sparta attaccรฒ lโ€™Elide per obbligarla a riconoscere lโ€™indipendenza della Trifilia e dellโ€™Arcadia, ma anche per punirla della sua alleanza con Atene durante la Guerra del Peloponneso. Gli elei furono presto sottomessi e dovettero concedere lโ€™autonomia alle due regioni con le quali erano in conflitto, ma gli spartani, nonostante le pressioni dei pisati, non li privarono della direzione dei Giochi Olimpici per non aumentare lโ€™autoritร  politica dellโ€™Arcadia e della Trifilia. Dopo alcuni anni, nel 365 a.C., gli elei cercarono una rivincita attaccando Lasione, una cittร  fortificata ai confini dellโ€™Arcadia, ma furono respinti. Gli arcadi si vendicarono e invasero lโ€™Elide, occupando Olimpia in armi. I pisati, protetti dallโ€™esercito arcadico, diressero lโ€™Olimpiade del 364 a.C.

Ecco quindi che si perpetrรฒ la piรน grave violazione della tregua olimpica, con la riscossa degli elei e dei loro alleati achei che penetrarono in Olimpia attaccando lโ€™esercito arcadico. Lo scontro, entrato nella storia come la battaglia dellโ€™Altis, costrinse gli ellanodici (i giudici) a sospendere lโ€™ultima gara in programma, il pentathlon. Gli elei, che non riuscirono a scacciare il nemico dalla cittร  sacra e si ritirarono, non subirono nessun provvedimento e i pisati, la cui presidenza sarebbe stata di breve durata, si preoccuparono solo di completare le gare di quella Olimpiade. Due anni dopo gli arcadi, non volendo essere considerati sacrileghi profanatori dei luoghi sacri, riconsegnarono agli elei la direzione delle gare olimpiche.

In effetti va ricordato che i greci hanno sempre utilizzato la parola ekecheirรฌa (che, come detto prima, significa ยซsospensione delle ostilitร ยป) e mai usato la parola eirรจne, che invece significa ยซpaceยป, quella che invece tutti auspicheremmo oggi.

Il declino dei Giochi Olimpici

La conquista romana, che produsse il disgregamento definitivo delle pรฒleis greche, ebbe anche notevoli e decisive ripercussioni sul destino olimpico. Ciรฒ che piรน influenzรฒ il declino fu la loro trasformazione in manifestazioni che non avevano piรน nulla in comune con le originarie feste di Olimpia. I romani non amavano lโ€™agonismo greco, lโ€™agรฒn era estraneo alla loro cultura, e non deve trarre in inganno il fatto che Roma ospitasse i ludi maximi . Infatti i protagonisti di queste competizioni erano schiavi o persone reclutate nelle campagne tra i ceti piรน modesti, o addirittura gladiatori assoldati per gareggiare e combattere con il solo fine di divertire gli spettatori. Il famoso concetto di panem et circenses soppiantรฒ definitivamente lโ€™agรฒn greco.

Nel IV secolo d.C. il Cristianesimo, sopravvissuto a un lunghissimo periodo di persecuzioni a cui pose fine nel 313 lโ€™Editto di Milano promulgato da Costantino il grande, trionfรฒ e si avviรฒ a diventare religione di Stato.

Con la diffusione del Cristianesimo, i Giochi andarono incontro a un ulteriore progressivo declino: la religione cristiana contrastava fortemente ogni tipo di manifestazione di culto pagano. I Giochi Olimpici scomparvero nel 393 d.c. dopo 293 edizioni e dopo 1169 anni dalla loro istituzione. La loro fine fu decretata da Teodosio I, imperatore romano dโ€™Oriente e dโ€™Occidente, su invito di Ambrogio, vescovo di Milano.

Qualche ultima curiositร โ€ฆ

Mi preme fare una precisazione: la parola Olimpiade letteralmente non indica lโ€™evento sportivo in sรฉ ma identifica solamente lโ€™arco di tempo di quattro anni che intercorre tra unโ€™edizione dei Giochi e lโ€™altra. Pertanto non sarebbe corretto dire: ยซ...ha vinto alle Olimpiadiยป bensรฌ ยซโ€ฆha vinto ai Giochi Olimpiciยป.

A sottolineare questo concetto รจ la celeberrima frase che pronuncia il Presidente della nazione che ospita i Giochi in occasione della cerimonia inaugurale: ยซDichiaro aperti i Giochi di ... (nome della cittร  ospitante) celebranti la ... (numero dellโ€™edizione) Olimpiade dellโ€™era modernaยป. Nel caso di Parigi 2024 siamo alla XXXIII edizione dellโ€™era moderna. Vero รจ perรฒ che giร  gli antichi greci, come noi del resto, per comoditร  utilizzavano entrambe le diciture.

Per concludere mi piace riportare le parole di Luciano di Samosata (II sec. d.c.) che, nel dialogo ยซAnacarsi o degli esercizi ginniciยป, presenta un vivace ritratto del mondo agonistico greco, soffermandosi sulla perplessitร  che il filosofo scita espresse a Solone sulla esagerata attenzione rivolta dai Greci verso lโ€™attivitร  ginnica. Solone si rivolge ad Anacarsi descrivendo la preparazione atletica dei giovani greci:

ยซโ€ฆ e scogitiamo esercizi ginnici di vario genere, e stabilendo dei maestri per ciascuno di essi insegniamo a chi il pugilato, a chi il pancrazio, affinchรฉ si abituino a resistere alle fatiche e insieme ad affrontare i colpi e non voltino le spalle per paura delle ferite. Questo nostro sistema ottiene in loro due risultati molto utili, perchรฉ li rende animosi di fronte ai pericoli e li prepara a non aver riguardo del corpo e inoltre a mantenersi sani e gagliardi. [โ€ฆ] Inoltre li addestriamo a correre, abituandoli alla resistenza su lunghe distanze e a diventare in breve leggeri e velocissimi: e la corsa non รจ sul suolo duro e consistente, ma nella sabbia profonda, dove non รจ facile muoversi o stare appoggiati saldamente, dato che il piede si infossa nel suolo cedevole. E a tale scopo li esercitiamo anche a saltare un fosso o un altro ostacolo, se occorre, in piรน tenendo in mano grosse palle di piomboยป.

E, riguardo alla cultura spartana, Solone ammonisce Anacarsi:

ยซDal momento che, Anacarsi, dici che visiterai il resto della Grecia, ricordati, se per caso giungerai anche a Sparta, di non farti beffe di loro e di non credere che si affatichino invano quando si ammassano in teatro e si picchiano tra loro per il gioco della palla, o quando, entrati in un luogo circondato dโ€™acqua e divisi in due falangi, ingaggiano, nudi anchโ€™essi, uno scontro finchรฉ una schiera scaccia lโ€™altra dal recinto, la schiera di Licurgo quella di Eracle o viceversa, spingendola nellโ€™acqua (da allora in poi si fa pace e nessuno puรฒ piรน colpire); ma soprattutto se vedrai i ragazzi fustigati e sanguinanti presso lโ€™altare, mentre i padri e le madri presenti non solo si addolorano per il fatto, ma li minacciano se non stanno saldi ai colpi e li pregano di sostenere il tormento il piรน a lungo possibile e di resistere alle sofferenze. Molti sono persino morti in questa prova, non essendo voluti venir meno, ancora vivi, davanti agli occhi dei familiari nรฉ cedere al dolore fisico: vedrai le loro statue innalzate e onorate pubblicamente da Sparta. Quando dunque osserverai queste cose, non supporre che siano pazzi e non dire che soffrono senza un motivo necessario, non essendovi un tiranno che li costringa nรฉ un nemico che lโ€™abbia ordinato. Licurgo, il loro legislatore, potrebbe esporti molte buone ragioni sullโ€™argomento e con che intenzione li punisce: non lo fa per inimicizia nรฉ per odio nรฉ per distruggere fuor di proposito la gioventรน della cittร , ma perchรฉ crede che chi dovrร  salvaguardare la patria sarร  piรน forte e superiore a ogni sofferenza. E anche se non lo dicesse Licurgo, comprendi da te, credo, che se un uomo simile fosse catturato in guerra non rivelerebbe mai qualche segreto di Sparta, per quanto i nemici lo torturino, ma deridendo di chi lo fustiga lo sfiderebbe a chi si stanca per primoยป.

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