Per adattarci dobbiamo aprirci a un nuovo modo di concepire, vivere e trasformare i nostri edifici. A fare la differenza sono alcune certezze di un’epoca in cui i cambiamenti climatici toccano la nostra quotidianità: alti costi dell’energia e bisogno di trovare il giusto comfort, che tanto incide sulla nostra qualità della vita e sulla nostra salute. Queste necessità possono trovare ausilio negli incentivi già disponibili come il Conto Termico 3.0 o possibili, come l’ipotesi che si sta formando di tornare a disporre delle detrazioni fiscali al 65% per interventi di efficienza e risparmio energetico.
Climatizzazione estiva e invernale, cresce l’uso delle pompe di calore
Il Curit registra una crescita costante di questi impianti, capaci di gestire caldo e freddo con configurazioni diverse. Per ottenere risultati efficienti ci si deve affidare a un tecnico che valuti l’edificio e le modalità di utilizzo
Lettura 2 min.Comfort e benessere
Nella ricerca di soluzioni efficienti, in un tempo in cui riscaldare e raffrescare adeguatamente le nostre abitazioni fa la differenza sul nostro benessere, le pompe di calore, anche quando inserite in un più ampio progetto di riqualificazione, rappresentano una soluzione che combina convenienza ed efficienza. Una tecnologia che anche nel nostro territorio si sta progressivamente diffondendo. Come dimostra la fotografia che ci offre il Catasto unico
regionale impianti termici (Curit) di Regione Lombardia. «Ancora nei primi anni duemila – spiega Emanuele De Vincenzis di Aria Spa, responsabile del Curit – parlare di climatizzazione negli edifici significava parlare quasi esclusivamente di caldaie, mentre il raffrescamento estivo sembrava un privilegio per pochi. L’evoluzione culturale del benessere abitativo, trainata da edifici di classe energetica sempre più elevata e dal progresso tecnologico, non poteva che orientarsi verso la ricerca del comfort nelle diverse stagioni. Da qui l’attenzione crescente per una temperatura giusta – né troppo alta né troppo bassa – per il livello di umidità e per i ricambi d’aria, condizioni necessarie a un ambiente salubre e confortevole tutto l’anno».
Sistemi versatili
Le pompe di calore sono una delle risposte migliori in questa direzione, ma non l’unica e non sempre la più adatta. Conta però sfatare alcuni pregiudizi sulla tecnologia. Non si tratta di impianti che funzionano efficacemente solo scegliendo il riscaldamento a pavimento. Le soluzioni oggi disponibili possono essere efficaci ed efficienti anche con i tradizionali radiatori, perché si tratta di pompe di calore ad alta temperatura, in grado di lavorare in efficienza fino a 55-60 °C. Diventa cruciale dimensionare correttamente i corpi scaldanti e riuscire a garantire il bilanciamento idraulico dell’impianto. Quando i radiatori già esistenti risultassero sottodimensionati, con alcuni interventi mirati – ad esempio la sostituzione di pochi elementi o il migliore isolamento dell’abitazione – si possono raggiungere buoni livelli di comfort e risparmio. «I dati del Curit mostrano una crescita costante degli impianti a pompa di calore. La maturità tecnologica raggiunta ne consente ormai l’uso sia per la climatizzazione invernale sia per quella estiva. Si tratta di sistemi versatili: possono servire l’edificio in via esclusiva oppure inserirsi in configurazioni ibride, calibrate sulle necessità effettive. Anche i limiti legati alle condizioni climatiche più rigide sono in buona parte superati. Il che non significa aver trovato la soluzione per ogni situazione».
L’importanza dell’esperto
Quando si decide di rivedere la configurazione impiantistica con sistemi a pompa di calore – che si tratti di una piccola abitazione o di un intero edificio – l’approccio corretto è uno solo: coinvolgere un tecnico preparato, capace di tenere insieme tutti gli aspetti in gioco, dal contesto climatico esterno alla dimensione e alla coibentazione dell’edificio, fino alle abitudini di chi ci vive. «Un elemento che raramente riceve l’attenzione che merita è la regolazione dell’impianto: impostarne correttamente il funzionamento evita sprechi, in un’epoca in cui l’energia ha costi particolarmente elevati. Il progettista deve essere esperto e consapevole, perché alcune regole apparentemente di buon senso vanno superate: tenere spento l’impianto non significa automaticamente risparmiare, dal momento che riportare l’ambiente in condizioni di comfort può risultare oneroso e sollecitare gli impianti, con picchi di attività che rischiano di far crescere i consumi. Una progettazione poco attenta o una regolazione sbagliata possono vanificare i buoni propositi e gli investimenti».
Le pompe di calore si fondano su un principio termodinamico tutt’altro che recente: da questo punto di vista, non c’è alcuna innovazione ma rimane un grande bisogno di qualificare il mondo degli operatori della installazione e della manutenzione. «La diffusione che stanno conoscendo le rende, di fatto, una novità per il mondo della termoidraulica. E come ogni novità richiedono formazione, per chi si occupa di installazione e per chi si occupa di manutenzione. Regione Lombardia si sta muovendo anche su questo fronte, con un corso gratuito rivolto ai tecnici che vogliono aggiornare la propria preparazione, al via il prossimo 13 ottobre». Maggiori informazioni su www.curit.it.
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