Da qualche settimana chi risponde al telefono per un’offerta di luce o gas ha una tutela in più. Dal 19 giugno sono in vigore le nuove regole sul telemarketing energetico del decreto «Bollette»: i call center non possono più concludere contratti per telefono, salvo che sia il consumatore a chiamare o a chiedere esplicitamente di essere ricontattato. Dietro molte di queste telefonate si nasconde lo switch non richiesto, ossia il cambio di fornitore attivato senza un consenso reale e consapevole, che colpisce soprattutto chi vive solo e ha meno familiarità con gli strumenti digitali. Proteggere le fasce più fragili è un tema di sostenibilità sociale: significa un mercato dell’energia dove la fiducia non venga erosa da chi opera ai margini della legalità. Ecco alcuni consigli su come proteggersi, e cosa cambia con le nuove regole.
La stretta blocca gli switch abusivi
Le nuove norme per il mercato energetico rafforzano e promuovono la tutela di anziani e persone fragili contro gli abusi commerciali.
Lettura 1 min.La nuova stretta
Gli operatori di luce e gas possono contattare un cliente solo con consenso esplicito, o su sua richiesta. I contratti conclusi in violazione sono nulli, e sarà l’azienda a dover dimostrare la regolarità del contatto. Le chiamate dovranno arrivare da numerazioni identificabili, in modo da segnalare eventuali violazioni al Garante privacy e all’Agcom, che può sospendere le linee scorrette. Al momento la norma si applica solamente all’ambito energetico.
I segnali d’allarme
Chi telefona si presenta spesso come «autorità dell’energia» o «gestore delle bollette», senza indicare una società di vendita reale. È il primo campanello d’allarme: Arera non contatta mai i clienti finali, e non esiste alcun generico «gestore delle bollette». Ogni operatore deve dichiarare subito quale società rappresenta, un dettaglio spesso trascurato ma che si rivela fondamentale per riconoscere tempestivamente le truffe. Inoltre, nessun operatore necessita del codice Pod o Pdr, né di altri dati, per verificare una tariffa o un errore in bolletta: è lo stratagemma più comune per attivare lo switch senza consenso. Se al telefono viene chiesto un dato della bolletta, la chiamata va chiusa immediatamente.
Come intervenire
Si può intervenire, ma occorre muoversi in tempo e per iscritto: entro 14 giorni si può esercitare il diritto al ripensamento, inviando un reclamo formale al fornitore e contestando l’attivazione non autorizzata. Con le nuove regole, il contratto attivato senza consenso è comunque nullo, ma se la procedura si complica, sarà meglio rivolgersi a uno studio legale che indicherà in che maniera procedere.
Le persone sole e anziane sono il bersaglio più esposto. Fornitori come Metano Nord dichiarano di non ricorrere a telemarketing aggressivo né ad acquisizioni porta a porta non richieste, privilegiando piuttosto i punti vendita fisici, dislocati su tutta la Bergamasca e in alcune province lombarde: un modello che riporta al centro il rapporto diretto con il cliente e che scommette sulla fiducia costruita di persona, non su una telefonata di pochi minuti.
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