Dodicimila chilometri attraverso 60 città, oltre 300 Comuni e 20 regioni: è il percorso fatto dalla Fiamma Olimpica negli ultimi due mesi. Quattrocentodieci chilometri sono invece la distanza tra Milano e Cortina d’Ampezzo, le due “capitali” delle Olimpiadi Invernali 2026. Sono gli stessi chilometri che potete percorrere – figurativamente – con un menù speciale pensato proprio per celebrare l’evento sportivo mondiale che si svolgerà, a partire dai prossimi giorni, a pochi passi da casa nostra. Pronti, partenza, via!
L’antipasto di Milano: mondeghili con salsa verde
Il menù-viaggio dedicato alle Olimpiadi invernali 2026 parte da Milano e lo fa con uno dei suoi piatti più autentici: i mondeghili. Si tratta di un piatto di polpette nate per recuperare la carne avanzata, arricchite con pane, uova e formaggio. Possono essere serviti come antipasto oppure come secondo piatto. Nel primo caso, proprio come nel nostro menù, vengono accompagnati da una salsa acidula, un ketchup oppure una salsina verde a base di prezzemolo.
Con i suoi ingredienti e il gusto semplice ma completo, i mondeghili sono il perfetto starter (per usare un altro termine sportivo) di un menù ispirato al percorso della Fiamma Olimpica.
Ingredienti
Per i mondeghili
- 400 g di carne di manzo già cotta (arrosto o bollito)
- 1 uovo medio
- 80 g di pane raffermo
- 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 1 spicchio d’aglio
- prezzemolo tritato
- sale e pepe
- pangrattato
- burro chiarificato o olio per friggere
Per la salsa verde
- 1 mazzetto di prezzemolo
- 1 cucchiaio di capperi dissalati
- 1 filetto di acciuga sott’olio
- 1 cucchiaino di senape
- succo di mezzo limone
- 80 ml di olio extravergine d’oliva
- sale
Preparazione
Tritate finemente la carne cotta. Ammollate il pane nel latte, strizzatelo bene e unitelo alla carne. Aggiungete l’uovo, il Parmigiano, il prezzemolo, l’aglio (se gradite), sale e pepe. Tritate il tutto in un mixer fino a ottenere un composto morbido ma compatto. Con le mani, formate delle polpette leggermente schiacciate, passatele nel pangrattato e fatele riposare in frigo per 20 minuti. Friggete i mondeghili in burro chiarificato o olio caldo finché risultano dorati su entrambi i lati.
Se gradite un accompagnamento di salsa verde, procedete frullando tutti gli ingredienti fino a ottenere una consistenza abbastanza liscia e cremosa. Servite i mondeghili caldi, accompagnati dalla salsa.
Il lago di Garda e i ravioli di zucca
Dal ritmo urbano di Milano, il viaggio per Cortina prosegue lungo la autostrada A4. Superando le «due sorelle» Bergamo e Brescia, si arriva al lago di Garda. Un territorio che racconta una cucina autentica, con piatti di terra e d’acqua dolce, e un ottimo calice di vino sempre a tavola.
I ravioli di zucca del nostro menù si fanno inoltre portavoce di un territorio agricolo, di ingredienti di stagione e di abbinamenti semplici ma ragionati. È una cucina che non ha bisogno di stupire: proprio come una tappa di passaggio, che prepara alla meta successiva del viaggio.
Ingredienti
Per la pasta
- 400 g di farina 00
- 4 uova medie
Per il ripieno
- 600 g di zucca mantovana già pulita
- 80 g di amaretti secchi
- 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- noce moscata
- sale
Per il condimento
- 80 g di burro
- qualche foglia di salvia
- Parmigiano Reggiano grattugiato.
Preparazione
Cuocete la zucca, privata della pelle, in forno a 180°C per circa 40 minuti, finché risulta morbida. Schiacciatela con una forchetta e fatela raffreddare. Unite in una ciotola la polpa della zucca con amaretti sbriciolati, Parmigiano, sale e noce moscata, mescolando bene.
Impastate farina e uova fino a ottenere una pasta fresca liscia. Dopo averla fatta riposare per circa 30 minuti, stendetela sottile con un mattarello e tagliate la pasta per ricavare dei quadrati. Farcite ogni quadrato di pasta con un cucchiaino di ripieno e chiudete i tortelli adagiando un quadrato sopra l’altro, chiudendo i lembi con una forchetta. Cuocete la pasta ripiena in abbondante acqua salata. Nel frattempo fate sciogliere il burro con la salvia per il condimento. Dopo aver scolato i tortelli, fate rosolare nella padella con burro e salvia per qualche minuto e completate con Parmigiano.
Arriviamo a Bolzano per il gulash con polenta
Salendo verso Nord, il menù cambia passo e diventa più deciso. Più si sale e più i piatti diventano consistenti e ricchi. Servono a scaldarci nelle temperature più fredde e a darci energia. Quell’energia che serve in viaggio, ma anche sul terreno di gioco.
Il gulash con polenta è un piatto che rappresenta la montagna in inverno, le tavole imbandite e le famiglie riunite. Rappresenta anche una cultura «di confine», dove le tradizioni di diverse regioni e Paesi si mescolano in un mix unico. Il gulash è un piatto concreto che mette insieme tradizioni diverse e le fa convivere nello stesso piatto.
Ingredienti
Per il gulash
- 800 g di manzo (spalla o cappello del prete)
- 2 cipolle grandi
- 2 carote
- 2 cucchiai di paprika dolce
- 1 cucchiaino di paprika affumicata (facoltativa)
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- 500 ml di brodo di carne
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- sale e pepe
Per la polenta
- 400 g di farina di mais bramata
- 1.6 l di acqua
- sale grosso
Preparazione
Affettate finemente le cipolle e le carote e fatele appassire in una casseruola con dell’olio. Aggiungete la carne tagliata a cubotti e fatela rosolare per bene. A questo punto unite la paprika, il concentrato di pomodoro, sale e pepe. Mescolate e coprite con il brodo di carne caldo, lasciando cuocere a fuoco basso per circa 2 ore, finché la carne risulta tenera e il fondo (il sughetto) bello denso e saporito.
Preparate la polenta portando a bollore l’acqua salata, versando la farina di mais a pioggia e mescolando continuamente (oppure attivando l’apposito braccio meccanico, se disponete di un paiolo automatico per polenta). Cuocete per 40 minuti, girando spesso. Servite il gulash ben caldo con la polenta.
Nella dolce Cortina d’Ampezzo, i Kaiserschmarren
L’arrivo a Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, è una festa, anzi, un traguardo. Il Kaiserschmarren è il modo giusto per celebrare l’impresa. Questo dolce della tradizione alpina – una frittata dolce spezzettata, soffice e irregolare, servita con zucchero a velo e confettura – è pensato per essere condiviso.
Si mangia caldo, magari dopo una giornata all’aperto, ed è uno di quei piatti che mettono subito di buon umore. Rustico ma goloso, semplice solo in apparenza, chiude il menù con leggerezza e con quell’idea di convivialità che ben si sposa con l’atmosfera olimpica dove, soprattutto negli sport di squadra ma anche in quelli individuali, è il gruppo che conta!
Ingredienti
- 4 uova medie
- 80 g di zucchero
- 50 g di farina 00
- 250 ml di latte
- 50 g di burro
- zucchero a velo
- confettura di mirtilli o lamponi
Procedimento
Separate i tuorli dagli albumi e montate gli albumi a neve ferma. In una ciotola mescolate i tuorli con lo zucchero, unite la farina setacciata e il latte fino a ottenere una pastella liscia. Incorporate delicatamente gli albumi montati, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Fate sciogliere metà del burro in una padella larga, versate il composto di uova e zucchero (come fareste con una frittata). Tenete il fornello ad un fuoco medio e, quando la base della vostra frittata dolce sarà leggermente dorata, spezzettate tutto l’impasto con una spatola per ottenere rettangoli irregolari. Aggiungete altro burro e completate la cottura sempre a fuoco lento. Spolverizzate con zucchero a velo e servite caldo con confettura di mirtilli, lamponi o ribes
- Milano Cortina 2026, il percorso olimpico diventa un menù tutto da gustare
- L’antipasto di Milano: mondeghili con salsa verde
- Ingredienti
- Preparazione
- Il lago di Garda e i ravioli di zucca
- Ingredienti
- Preparazione
- Arriviamo a Bolzano per il gulash con polenta
- Ingredienti
- Preparazione
- Nella dolce Cortina d’Ampezzo, i Kaiserschmarren
- Ingredienti
- Procedimento
