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«Bergamo 900» festeggia cinque anni con un nuovo allestimento

Articolo. In occasione del quinto anniversario dall’apertura del percorso, il Museo delle storie espone al pubblico nuovi pezzi per continuare a raccontare la storia del Novecento bergamasco. In programma anche un convegno, il 6 novembre, a Bergamo

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Un bozzetto teatrale per un’opera donizettiana con musica di Gianandrea Gavazzeni, un capolavoro dello scultore Giacomo Manzù, una componente meccanica di Brembo N.V., uno scooter Rumi, un diario della Prima guerra mondiale e piccoli manufatti di detenute italiane in un campo di prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale. In occasione del quinto anno dall’apertura del percorso «Bergamo 900» il Museo delle storie di Bergamo espone al pubblico nuovi pezzi per continuare a raccontare la storia del Novecento bergamasco attraverso fonti materiali, documentarie, orali e audio-visive.

Allestito negli spazi del convento di San Francesco in Città Alta, «Bergamo 900» offre uno sguardo originale sul secolo scorso attraversando la grande Storia a partire dal territorio seguendo quattro coordinate,quattro modi per entrare nel Novecento, quattro sezioni: «I fatti», «I luoghi», «La vita», «Le voci».

Una grande sala cinema con otto clip per conoscere «i fatti» del secolo, una mappa alta più di cinque metri da esplorare come in un videogame per scoprire le trasformazioni di 87 «luoghi» della città, un’imponente linea del tempo lunga 22 metri per entrare nella «vita» dei bergamaschi dal 1901 al 1999 e una Wunderkammer (camera delle meraviglie) con 23 box di oggetti raccontati da altrettante «voci»: è così che «Bergamo 900» racconta quasi un secolo di trasformazioni. Ed è proprio nella “camera delle meraviglie” che trovano spazio i nuovi pezzi esposti, arricchendo un percorso nato nel 2021 con l’ambizione di essere un vero e proprio “cantiere” di storie, aperto a continui sviluppi, dialoghi e approfondimenti.

Come spiega Lia Corna, curatrice museale del Museo delle storie «la storia del secolo breve a Bergamo è ancora per molti aspetti da scoprire ed approfondire: esporre nuovi pezzi in “Bergamo 900” va nella direzione di rendere il museo un luogo vivo e vitale, dove tornare per scoprire novità e vivere esperienze di visita sempre diverse».

Tra capolavori   d’artista   e   icone   tecnologiche del Novecento

Tanti i nuovi oggetti da scoprire: si parte da un’importante opera dello scultore Giacomo Manzù, proveniente dalle collezioni di Fondazione Banca Popolare di Bergamo Ente Filantropico, che ha sostenuto la nascita del percorso museale nel 2021. Il bronzo «Busto di giapponese», datato 1980 «è parte dei bronzi realizzati dall’artista tra gli anni Settanta e Ottanta dopo esser stato folgorato dal mondo nipponico e dai volti di donna che l’artista definì capaci di “sfidare il tempo” – continua Lia Corna – Una fascinazione reciproca, dato che Manzù ebbe grande seguito in Giappone, tanto che il Museo d’Arte Moderna di Tokyo e Osaka gli dedicò una personale negli anni ’70 e nel 1984 l’Open Air Museum di Hakone gli riservò una sala permanente».

Rinnovato anche il box dedicato a Gianandrea Gavazzeni, nel 30° anniversario dalla scomparsa del Maestro, e al Teatro delle Novità. Grazie a Fondazione Teatro Donizetti, il pubblico potrà godere di uno dei bozzetti scenici realizzati da Sandro Angelini nel 1940 per Il furioso all’Isola di Santo Domingo. Balletto con musica di Gianandrea Gavazzeni ispirata all’opera di Donizetti. Dalle testimonianze artistiche frutto della creatività, si passa poi ai prodotti industriali che hanno segnato le innovazioni del territorio nella seconda metà del secolo: dalla pinza freno fissa per auto del 1986 di Brembo N.V alla Rumi Formichino III serie del 1956, proveniente dalla Collezione Bruno Finardi.

Uno spazio particolare è dedicato alla Grande Storia e ai due conflitti mondiali con testimonianze dalle collezioni del Museo delle storie di Bergamo.Alcune pagine superstiti del diario del fante Pasquale Mastrogiacomodaranno voce alla fame, ai maltrattamenti e alle durissime condizioni di lavoro dei prigionieri italiani durante la Prima guerra mondiale. Accanto alle sue parole saranno esposti una gavetta, un gavettino e un cucchiaio appartenuti a un soldato bergamasco rimasto anonimo.Nel box dedicato alla Seconda guerra mondiale verranno esposti carte da gioco e piccoli oggetti in lana, legati alla vita delle detenute italiane nel carcere di Aichach, in Baviera, luogo di detenzione di Elisabetta “Betty” Ambiveri, figura celebrata quest’anno, in occasione degli 80 anni della Repubblica, come donna eletta nel 1°Consiglio Comunale del 3 aprile 1946.

Queste dieci nuove testimonianze arricchiscono il racconto della «camera delle meraviglie» ampliando una sezione che custodisce già oggetti iconici: dai bozzetti pubblicitari dell’Acqua Sanpellegrino degli anni Dieci e Cinquanta, alla maglia da calcio della squadra Atalanta della prima metà degli anni ‘60, per poi passare all’action figure del Signor Rossi, storico personaggio disegnato da Bruno Bozzetto o, ancora, la bicicletta da corsa Bianchi Folgore del 1947 e tanti altri ancora.

Un     convegno     tra     Bergamo     e      Trento     per     valorizzare     i          patrimoni

In occasione dell’anniversario di «Bergamo 900» si terrà anche il convegno «Patrimoni di città. Nuove strategie di valorizzazione di archivi e collezioni dei musei di storia» in programma a Bergamo il 6 novembre e a Trento l’11 dicembre. Due giornate organizzate dal Il Museo delle storie e la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con il Gruppo di lavoro «Musei storici» di ICOM Italia. Il convegno affiancherà riflessioni teoriche ed esperienze museali per approfondire le strategie di valorizzazione delle collezioni e il rapporto con le comunità.

Tra i protagonisti dell’appuntamento bergamasco sarà François Mairesse, museologo dell’Université Sorbonne Nouvelle di Parigi e titolare della cattedra UNESCO per lo studio della diversità museale e della sua evoluzione. Il confronto spazierà dagli archivi digitali ai podcast, dall’educazione al patrimonio alla partecipazione civica, esplorando strumenti e linguaggi per rendere le raccolte accessibili a pubblici diversi. La giornata di Trento amplierà la riflessione al dialogo tra musei, archivi e biblioteche e alle diverse forme di racconto del Novecento.

«In queste giornate di convegno ragioneremo su come si restituisce alla collettività quello che è un patrimonio di un intero territorio, non solo di un museo – conclude Lia Corna – Saranno con noi direttori e conservatori di alcuni importanti musei nazionali come il Museo Galileo di Firenze e il MA*GA – Museo d’Arte Gallarate ».

Per il programma completo e i dettagli visitare questa sezione del sito ufficiale.

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