L’universo è come un grande puzzle dove ogni costellazione rappresenta una tessera indispensabile. A prima vista ogni elemento può sembrare diverso dagli altri, ma è proprio questa diversità a rendere possibile l’armonia dell’insieme.
Tutto ciò si riflette sulla Terra dove - nonostante i timori e le paure che frenano alcune persone - ogni piccolo frammento va a incastrarsi con l’altro e diventa necessario per far funzionare tutto il sistema alla perfezione. Ciascuno, con le proprie caratteristiche, contribuisce a dare forma all’insieme e acquista pieno significato solo in relazione agli altri. È da questo equilibrio, fondato sulla diversità e sulla collaborazione, che nasce un sistema capace di funzionare in armonia, andando oltre le divisioni e i conflitti.
In un pianeta dove i conflitti stanno diventando all’ordine del giorno, la concordia diventa un tema fondamentale e sarà al centro anche dell’edizione 2026 di ATN - Art Together Now - il progetto culturale creato dalla Fondazione Adriano Bernareggi nato nel 2021 in collaborazione con il Comune di Bergamo destinato a coinvolgere i più giovani in un percorso artistico partecipato in vista della Festa Patronale di Sant’Alessandro il prossimo 26 agosto.
Il tema delle celebrazioni sarà proprio la concordia, quella virtù che regola l’universo da sempre e proprio a causa dell’uomo rischia di essere messa in pericolo. Attraverso la concordia si può notare come tutto sia in realtà connesso e come la pluralità non sia un problema, ma piuttosto un valore aggiunto. Un concetto che l’artista bresciano Maurizio Donzelli ha voluto approfondire nella sua mostra intitolata «Atlante».
«Ci siamo interrogati su come tradurre il valore della concordia in un’esperienza artistica contemporanea. L’opera di Donzelli offre un’interpretazione molto originale del tema della comunità: nelle sue opere convivono immagini, forme, colori, materiali e tecniche differenti che riescono a trovare armonia proprio attraverso le loro peculiarità. La sua ricerca racconta la molteplicità e la complessità della realtà, così come accade all’interno di una comunità - spiega Anna Bertulini, curatrice della mostra insieme a Giovanni Berera -. Per questo abbiamo scelto il titolo «Atlante». Non un atlante geografico tradizionale, ma un insieme di mappe fatte di relazioni, frammenti e prospettive diverse. L’atlante diventa quindi un esercizio dello sguardo, un invito a riconoscere nella varietà delle forme, dei segni e delle relazioni il principio generativo di una comunità. È anche un modo per osservare Bergamo attraverso le connessioni che uniscono luoghi, storie e persone».
Questa riflessione prenderà forma attraverso un percorso diffuso che coinvolgerà alcuni luoghi simbolici della città. All’Ex Ateneo il pubblico è invitato a esplorare un universo eclettico di segni, colori e forme, aperto a molteplici interpretazioni. Nell’Antica Cattedrale, le opere si sovrappongono come strati archeologici, instaurando un dialogo con la storia del luogo e suggerendo come identità, memorie e culture differenti si sedimentino nel tempo dando vita a nuove possibilità di lettura del presente. L’intervento di Donzelli al palazzo vescovile si confronta con la scultura medievale reinterpretando il linguaggio del fondo oro e riflettendo sulla persistenza dell’immagine sacra e della dimensione spirituale nel mondo contemporaneo. Infine, nell’ex chiesa di San Michele all’Arco, migliaia di fili intrecciati sospesi nello spazio evocano una grande trama collettiva: un’immagine della società come rete di relazioni. Quattro tappe diverse, unite da un unico filo conduttore: la ricerca di un’armonia capace di valorizzare le differenze senza annullarle.
«Un atlante non serve a semplificare il mondo – prosegue Giovanni Berera - ma a orientarsi nella sua complessità. Come ogni atlante, la mostra raccoglie mappe, frammenti e prospettive differenti. Nessuna visione unica, ma molteplici sguardi che si intrecciano. Nella varietà dei segni emerge una domanda: come costruire concordia senza cancellare le differenze? La risposta passa attraverso la comunità. Durante l’estate, ragazze e ragazzi degli oratori di Città Alta e Boccaleone realizzeranno un nuovo Atlante insieme ai nostri educatori museali coordinati da Laura Salvi, che da anni si occupa di pedagogia dell’arte».
Contestualmente all’inaugurazione della mostra in città sarà visibile l’Atlante Urbano, una serie di affissioni con alcune opere di Donzelli. La suggestione che accompagna questo intervento è quella di decine di tavole di un unico atlante sparse per la città che invitano a ricomporre un’unità, attraversando la città. Oltre ad Atlante Urbano, la mostra vivrà una serie di tappe che prenderanno il via il 2 luglio alle 18 alla Biblioteca Civica Angelo Mai con l’incontro inaugurale «Custodire la comunità. Nella concordia». Un incontro introdotto dall’assessore alla Cultura Sergio Gandi e moderato dalla giornalista Susanna Pesenti che vedrà dialogare il presidente di IPSOS Italia, Nando Pagnoncelli, e il fondatore di CGM, nonché numero uno di Fondazione Communia e di È.one Abitare Generativo Johnny Dotti.
Un appuntamento teso a ragionare su quali siano gli aspetti che tengono unita una comunità e su come si possa coltivare una convivenza armoniosa in una società sempre più attraversata da trasformazioni profonde. Un confronto tra due punti di vista complementari, che possano essere analizzati attraverso analisi statistiche approfondite sulla società così come sulla possibilità di azioni concrete a livello civile.
La mostra è a ingresso libero e sarà visitabile da venerdì 3 luglio fino al 2 agosto; a seguire dal 21 agosto al 6 settembre nei seguenti giorni e orari: venerdì e sabato (15-19/20-22), domenica (10-13/15-19)
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della Fondazione.
