La grande musica intreccia l’arte e i luoghi della bellezza artistica: a farla da padrone è, questa volta, il Duomo di Bergamo che, con all’approssimarsi dell’estate, ritorna ancora una volta protagonista nell’ultimo appuntamento dell’edizione 2026-2025 di «Musica Cathedralis», la rassegna - divenuta un’istituzione in città - dedicata ai percorsi della musica sacra e gli intrecci liturgici nel contesto della Cattedrale orobica. L’ultimo appuntamento si unisce alle iniziative di un’altra rassegna, ovvero «Note raccontate», organizzata dall’Accademia Musicale Santa Cecilia di Bergamo, dove i docenti diventano interpreti e portatori di un viaggio di bellezza.
Il concerto in programma si terrà sabato 13 giugno alle 21 nel Duomo di Bergamo, con protagonista un programma di grande impatto: fulcro della serata sarà il compositore Franz Schubert, emblema del Romanticismo austro-tedesco e tra i più grandi protagonisti della liederistica dell’Ottocento europeo. Dell’autore saranno proposti dei pezzi che hanno segnato la storia della musica, a partire dalla splendida «Messa no. 7 in Fa maggiore - Deutsche Messe D.872», la «Fuga in mi minore per pianoforte a 4 mani D.952», oltre ad alcuni lieder spirituali («Hymne an den Unendlichen D. 232», «Gott im Ungewitter D. 985», «Des Tages Weihe D.763»), molti dei quali poco conosciuti a livello esecutivo in Italia.
A rendere vive le pagine sarà il quartetto vocale dei Solisti della Cattedrale (gruppo vocale costituito da Chiharu Kubo, soprano; Marta Fumagalli, mezzosoprano; Mariano Sanfilippo, tenore; Piermarco Viñas, baritono), accompagnati dai Maestri Luigi Panzeri all’organo e da Matteo Corio al pianoforte. «Da diverso tempo c’era la volontà di proporre questo repertorio – afferma Piermarco Viñas, baritono nonché docente di canto lirico presso l’Accademia Musicale Santa Cecilia – anche grazie alla durevole attività del nostro coro: nato nel 2009, il nostro gruppo vocale ha da subito partecipato alle funzioni dei vespri solenni assieme alla Cappella della Cattedrale, con diversi appuntamenti fissi nel corso dell’anno. Il Romanticismo tedesco è sempre stato al centro del nostro interesse e dopo Brahms, affrontato qualche anno fa, abbiamo deciso di proporre un programma interamente dedicato a Franz Schubert attraverso il repertorio sacro e spirituale del grande compositore».
Il sacro nella musica di Schubert
Il programma proposto per la serata è, di per sé, un invito alla scoperta: la musica di Schubert, caratterizzata da una semplice ma potente espressività, parla e dialoga ancora oggi con i nostri sentimenti più profondi. Attraverso l’universo del sacro, Schubert dà vita ad attimi di profonda bellezza espressiva: «Le composizioni di Franz Schubert che presenteremo all’ascolto – spiega Piermarco Viñas – rappresentano un attaccamento, da parte del compositore, al testo. Da buon autore di Lieder, infatti, concepisce le sue pagine partendo proprio dall’espressività della parola e modulando su di essa la melodia. Il testo letterario, che conserva in sé l’anima spirituale di ascendenza romantica, diventa una guida e un testimone di ascesa profonda verso una visione metafisica».
Già a partire dalla grandiosa «Messa», la liturgia si intreccia con la dimensione spirituale: ogni numero, infatti, è costituito da inni liturgici ancora oggi cantati tra la Svizzera e l’Austria, segno di una continuità di tradizione ininterrotta da secoli che rivive pienamente nella pratica. La trascendenza tipica del Romanticismo schubertiano emerge ancora di più approfondendo gli splendidi «Lieder» polifonici che, il 13 giugno, saranno proposti in Cattedrale: il primo di questi, «Hymne an den Unendlichen» («Inno all’Infinito») è stato scritto dal compositore su testo del celebre poeta Friedrich Schiller, attraverso le cui parole la trascendenza e il legame con il divino diventa centrale; oppure in «Gott im Ungewitter» («Dio della tempesta») la potenza divina, attraverso l’evocazione di fuoco e i tumulti della natura, diventa il nodo centrale nel canto e nella comunicazione di un messaggio potente: «Ogni testo – sottolinea Piermarco – trasmette all’ascoltatore un messaggio ancestrale, una sorta di religiosità primitiva, nella quale gli elementi naturali diventano metafora della potenza di Dio in ogni loro aspetto».
«Note Raccontate»
L’appuntamento di sabato 13 giugno, oltre ad essere l’ultimo appuntamento nel programma di quest’anno di «Musica Cathedrali», è anche parte della rassegna «Note Raccontate», organizzata annualmente dall’Accademia Musicale S. Cecilia di Bergamo nella quale i docenti diventano protagonisti dei concerti proposti. «La rassegna “Note Raccontate” – afferma Matteo Corio, coordinatore didattico dell’Accademia, oltre ad essere tra i musicisti che prenderanno parte al concerto – nasce all’interno l’Accademia Musicale S. Cecilia, una delle otto realtà didattiche che fanno parte della Fondazione Opera Sant’Alessandro. Il fine primo della Fondazione, e quindi anche dell’Accademia, è educare alla cultura, al sapere e alla conoscenza. L’Accademia tiene alto questo obiettivo attraverso la musica. Tutto nasce con l’idea di creare una proposta culturale capace di avvicinare il pubblico alla musica classica in modo più diretto, vivo e coinvolgente. Da qui il titolo “Note Raccontate”, il quale mette al centro non soltanto l’esecuzione musicale, ma anche il racconto, la condivisione e il dialogo con il pubblico».
Per l’edizione di quest’anno sono stati scelti, come temi, il viaggio e il rapporto tra musica ed immagine, proponendo un dialogo efficace tra epoche, stili e linguaggi artistici differenti, avvicinando il concerto ad un pubblico sempre più curioso: «Fin dall’inizio abbiamo voluto superare l’idea del concerto come esperienza distante: nei nostri appuntamenti la musica viene raccontata dagli stessi musicisti in dialogo con il pubblico e condividendo con loro immagini, idee e suggestioni. È un modo per entrare nella musica non soltanto attraverso l’ascolto, ma anche attraverso la comprensione e l’emozione», afferma Corio. Schubert diventa così anche insegnante nel racconto del 13 giugno: capace di educare alla bellezza, il compositore rappresenta uno stimolo per i giovani musicisti: « I compositori classici – confida Piermarco Vinas – regalano cose belle . La loro arte ci aiuta nell’interpretazione di testi ricchissimi di significati importanti e la musica, allo stesso tempo, ci consente di trovare strade e soluzioni per le difficoltà incontrate durante lo studio».
La vocazione didattica è un aspetto fondamentale, in tutta la rassegna di «Note Raccontate»: «Il nostro percorso di narrazione musicale nasce all’interno dell’Accademia. Essa è innanzitutto una scuola: un luogo in cui si studia musica a diversi livelli, dalla propedeutica per i bambini più piccoli fino ai corsi di alto perfezionamento, frequentati da giovani musicisti professionisti internazionali. In mezzo ci sono i corsi di strumento, il coro di voci bianche, l’orchestra e tutte le attività formative che accompagnano la crescita musicale e umana degli studenti. L’Accademia non vuole essere semplicemente un ente che organizza concerti: ogni evento della stagione è pensato come occasione di apprendimento e condivisione. Sono momenti nei quali il pubblico conosce, approfondisce in modo consapevole e vive la musica come esperienza culturale completa», conclude Matteo Corio.
In programma all’interno della rassegna ci saranno ancora tre appuntamenti: venerdì 19 giugno alle 21 (presso l’Auditorium S. Alessandro) si terrà il concerto dei migliori allievi del corso internazionale di alto perfezionamento di violino tenuto dai Maestri Vernikov, Makarova e Volochine; sabato 20 giugno alle 17 ci sarà una lezione aperta da parte dei docenti del corso di violino, una possibilità per “vedere” da vicino il lavoro svolto dai professionisti. Concluderà la rassegna l’evento di sabato 27 giugno, sempre all’Auditorium S. Alessandro alle 18, un connubio tra arte e suono con la partecipazione dello storico dell’arte Enrico De Pascale e i musicisti Gloria Maffioletti (clarinetto), Olivier Piguet (violino) e Matteo Corio (pianoforte).
