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Torna il «Donizetti Guitar Festival», una dichiarazione d’amore a sei corde

Articolo. Dal 6 al 26 maggio a Bergamo ci saranno concerti, masterclass e ospiti internazionali per un viaggio nella chitarra classica tra epoche, generi e culture musicali

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Un classico della musica contemporanea come «Suzanne» del cantautore canadese Leonard Cohen e un antico brano di un trovatore francese del dodicesimo secolo come Bernart de Ventadorn. Mozart, Schubert e Paganini riletti riproposti con la chitarra classica. E ancora proposte dal centro e dal sud delle Americhe, musica barocca e poesia sonora, per un viaggio attorno al mondo e nei secoli condensato nel programma del «Donizetti Guitar Festival» 2026.

Affermata a livello internazionale per l’alta qualità del cartellone e per gli ospiti di grande talento con formazioni ed età differenti, la manifestazione diretta dal Maestro Giulio Tampalini torna per la sua terza edizione in città dal 6 al 26 maggio con esibizioni soliste, concerti da camera, conferenze e masterclass a ingresso libero, organizzate dal Politecnico delle Arti di Bergamo, in modo particolare dalla sua «anima musicale», il Conservatorio di Musica «Gaetano Donizetti».

«La chitarra classica è uno strumento non conosciuto da tutti, che ha bisogno di essere raccontata e portata alla gente – spiega il Maestro Giulio Tampalini – La forza di uno strumento è il suo repertorio e con questo festival lo esploreremo, partendo dalla musica rinascimentale e arriva ai giorni nostri, attraverso il periodo classico, romantico e moderno. E lo faremo attraverso delle interpretazioni di altissimo livello, grazie a ospiti internazionali e dando spazio anche ai giovani, proseguendo un lavoro avviato da ormai tre anni, che dona grande vitalità alla cultura di questo strumento».

Ospite speciale del festival sarà Omar Kaminsky, chitarrista messicano di fama internazionale, docente al Conservatorio di Anversa, che per la prima volta sarà in città. Con lui a Bergamo ci sarà anche Andrea Dieci , uno degli interpreti più colti e raffinati del panorama italiano, che chiuderà la manifestazione il 26 maggio, e Carlotta Dalia , giovane musicista già impegnata nell’insegnamento in Conservatorio. Sarà proprio lei, insieme a Tampalini, a inaugurare il festival il 6 maggio alle 20.30 nella suggestiva Chiesa della Madonna del Bosco: due generazioni a confronto e un percorso comune dove la pratica artistica si fonde con il suo insegnamento. Il programma della serata abbraccerà oltre un secolo di tradizione musicale: dalla metà dell’Ottocento di Albéniz alla fine del Novecento di Joaquín Rodrigo, con la sua «Sonata Giocosa».

Sempre nella chiesa a pochi passi da Astino, il 12 maggio alle 20.30 il festival proseguirà con il Duo Melis Ranieri , una serata per chitarra e violoncello che proporrà al pubblico le danze rumene di Béla Bartók e la musica del compositore francese Camille Saint-Saëns, insieme ai repertori di de Falla e Bellafronte. Seguirà poi il duo Dicusară – Monzio Compagnoni, con un concerto per soprano e chitarra, dove Mozart e Schubert incontreranno Leonard Cohen e Chico Buarque.

Da segnare in agenda il concerto del grande chitarrista di fama mondiale Omar Kaminsky, che il 20 maggio alle 20.30 si esibirà sempre alla Madonna del Bosco, con un programma che sarà un ponte tra Europa e Americhe. «Da dove provengo l’influenza della Spagna è fortissima nella penisola e la chitarra è molto importante nella nostra cultura, sia nella folk music sia nella chitarra classica, che è molto viva e popolare», ha spiegato il musicista vincitore di oltre 30 premi nazionali e internazionali, che si è esibito su palchi prestigiosi come quelli del Concertgebouw di Amsterdam, della Carnegie Hall di New York e del Palacio de Bellas di Città del Messico. Secondo Kaminsky, la conoscenza di questo strumento e delle sue potenzialità è fondamentale: «la chitarra è versatile, la troviamo nella musica pop e rock. La chitarra è oggi quello che era per Paganini il violino: famosissima. La trovi in molte varianti, in differenti Paesi e quella classica può essere molto complicata da imparare sotto il lato tecnico, poi però se cominci a conoscere la musica dei grandi è come aprire una porta: è tutto così grande, bello e affascinante. La prima volta che l’ho sentita sono rimasto intrigato».

Questa fascinazione Kaminsky la porta anche nelle aule del Conservatorio di Anversa dove insegna e la condividerà anche con gli studenti del Politecnico delle Arti durante la masterclass che precederà il suo concerto. «Come musicisti siamo sempre connessi all’insegnamento ed è parte di quello che facciamo – spiega il musicista – Penso sia molto importante condividere questa nostra conoscenza accumulata negli anni, si impara infatti tantissimo dalle generazioni precedenti. Vivo questa parte del mio lavoro come una responsabilità e sono molto felice di poterlo fare anche in Italia. Esibirsi su un palco è solo uno dei tanti modi per essere musicista, è una cosa che amo fare anche con altre persone, è la mia passione, come lo è insegnare».

Accanto alla musica, nel calendario del «Donizetti Guitar Festival» ci saranno anche masterclass come quella di Kaminsky, in cui gli ospiti della manifestazione incontreranno studenti e studentesse dell’istituto bergamasco. Una conferenza, inoltre, ha permesso agli studenti di “assaggiare” la bellezza della rassegna: Piero Viti ha tenuto ieri, mercoledì 29 aprile, un focus su «Ferdinando Carulli e l’età d’oro della chitarra napoletana». «Per chi non conosce la chitarra classica, la sua forza non è solo essere in grado di stare da sola – conclude il Maestro Tampalini – raccontando vicende ed emozioni, ma anche la sua polifonia, ossia la capacità di produrre delle melodie che aprono a giochi interni di pienezza di suono».

Tutti i concerti si terranno alle ore 20.30 presso la Chiesa della Madonna del Bosco di Bergamo. L’ingresso sarà libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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