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Xavier Rudd, «Canto ciò che mi appassiona, il mondo naturale»

Articolo. Il cantante e polistrumentista australiano sale sul palco del Lazzaretto stasera, 28 luglio. La sua musica racconterà di un ambiente da vivere, proteggere e con cui riconnettersi, tra radici aborigene e uno sguardo aperto al mondo

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Chitarra, didjeridoo, banjo, armonica e la sua voce che porta in tutto il mondo tracce dell’eredità aborigena australiana, insieme a influenze musicali che arrivano da Hawaii, Africa e ovunque i viaggi l’abbiano portato. Xavier Rudd è un polistrumentista e songwriter che sul palco spesso si presenta da solo, circondato dai suoi strumenti musicali, per cantare di sole, onde e di una natura da vivere e proteggere e spiriti sacri che abitano il pianeta su tessuti sonori blues, folk e reggae.

« Follow the sun », « Come let go » e « Let me be » sono alcuni dei singoli che hanno reso Xavier Rudd noto in tutto il mondo e che proporrà anche questa sera sul palco del Lazzaretto in versione solo insieme a nuovi brani estratti dai due recenti EP raccolti in un solo vinile uscito a primavera: «Mi piace la sfida di produrre più musica possibile con diversi strumenti eclettici. – spiega - Mi sono esibito in varie fasi della mia carriera sia da solo, sia con una band e probabilmente lo rifarò prima o poi. In questo momento sono felice di suonare da solo».

Quello che conta per lui è portare la propria musica alla gente: «Suono in luoghi di tutte le dimensioni, l’energia delle persone è sempre positiva, qualunque cosa accada, e lo apprezzo». E il pubblico apprezza la sua energia all’insegna delle “good vibes”, le buone vibrazioni di artisti come Jack Johnson, Matt Costa e Ben Harper e che ritornano nei suoi ultimi lavori come « Freedom Sessions » e « Where to Now », raccolti in un solo vinile questa primavera: «entrambi gli EP erano una raccolta di canzoni registrate in casa nel corso di un lungo periodo di tempo – racconta Xavier Rudd - Quando li abbiamo messi insieme è stato piuttosto interessante, perché si sono uniti come una sorta di album, ed è per questo che abbiamo deciso di pubblicarli insieme in vinile».

Jane Goodall, una voce saggia racchiusa in una canzone

Tra i brani del vinile di Xavier Rudd c’è anche «Part of Life», dove si può sentire la voce di Jane Goodall, etologa scomparsa di recente, studiosa degli scimpanzé e figura di riferimento per il mondo ambientalista, che ha saputo ridefinire l’idea di conservazione, unendo alla sensibilità per i problemi ambientali anche i bisogni delle popolazioni che abitano i territori. «E sei qui per una ragione. Voglio che tu sappia che, a prescindere dal fatto che tu trovi o meno quel ruolo che sei destinato a ricoprire, la tua vita ha valore e che, ogni singolo giorno che vivi, fai la differenza». Queste sono le ultime parole di Goodall prima di morire. «Volevo che la voce di una donna anziana e forte concludesse la canzone – spiega Rudd - La sua famiglia ha gentilmente dato il permesso di usare la sua voce in questo brano, il che è un grande onore per me. Era una donna incredibile».

Il cantante australiano ha sempre parlato e cantato apertamente della sua attenzione per l’ambiente: «Canto semplicemente di ciò che mi appassiona. Amo il nostro mondo naturale, quindi nel corso degli anni si è creata una grande sinergia tra la mia musica e il sostegno alle cause ambientali, cosa di cui sono molto orgoglioso», tra queste anche il supporto alla causa aborigena, che sostiene e le cui storie e sonorità tornano spesso anche nella sua musica, «è un po’ difficile spiegarlo, ma lo spirito della mia terra viaggia insieme a noi».

Cory Henry, Vaughn Benjamin e le musica del mondo

Queste non sono le uniche influenze che si ritrovano nella musica di Rudd, ci sono sonorità che arrivano dall’Africa, dalle Hawaii e da altri luoghi: «ho realizzato un album con una sezione ritmica sudafricana e ho fatto tournée con loro per diversi anni – racconta l’artista - Nei miei viaggi ho scoperto musica straordinaria proveniente da tutto il mondo. Credo che, come musicisti, siamo in qualche modo influenzati da tutto ciò che vediamo».

Tra le influenze più recenti per Rudd c’è la musica dell’organista jazz e gospel americano Cory Henry, accanto a una passione di lunga data, Vaughn Benjamin, voce e pensiero della band roots reggae Midnite diventata poi Akae Beka: «era il mio poeta preferito; chiunque non lo conosca dovrebbe assolutamente scoprirlo».

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