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Festival Orlando e la forza liberatoria del piacere

Articolo. Dal 4 all’8 agosto in diversi luoghi della città, fra danza, performances e laboratori. Silvia Gribaudi e Alessandro Sciarroni fra gli ospiti. Seconda parte a novembre

Lettura 2 min.
Valentina Pagliarani in “F - Performance partecipata di danza dedicata a bambin* e adulti, insieme”, il 7 agosto presso il Cortile Teatro San Giorgio

Tre versi di Patti Smith (“If you feel good about / who you are inside, / it will radiate”) raccontano lo spirito di Festival Orlando 2020, in una versione riadattata alla situazione presente e divisa in due parti: un atto primo dal 4 al 8 agosto dal carattere performativo; e un atto secondo, più cinematografico, dal 5 all’8 novembre.

Nuove date di un festival queer che di solito si svolge a maggio e che quest’anno individua come tema il piacere della mente e del corpo, “dove la sensorialità è intesa come strumento fondamentale di conoscenza del mondo” secondo il comunicato stampa. Una scelta che risale a quella che doveva essere l’edizione originaria di Orlando, riqualificata con un significato più esteso dopo mesi di distanziamento sociale, che inevitabilmente hanno indotto una visione del corpo altrui come qualcosa da temere e gestire.

Al pari della centralità del corpo e del gesto nello spazio di Festival Danza Estate, anche mettere al centro il piacere è un’azione quantomai “politica”, se è vero che piacere significa spesso liberazione dalle costrizioni sociali: “il tema del piacere – sempre dal comunicato – è rimasto quindi centrale, acquisendo un nuovo senso, quello connesso al riabituarsi all’incontro, alla vicinanza tra i corpi, al creare una necessaria comunità solidale nell’intreccio di età, sessi, generi, provenienze, abilità e ceti sociali”.

“Save the last dance for me” di Alessandro Sciarroni, il 5 e 6 agosto all’Accademia Carrara
(Foto Claudia Borgia e Claudia Bruschini)

L’imprinting di Orlando riguarda difatti la molteplicità, di identità in primis, ciascuna meritevole di esistere e di avere le tutele e la salvaguardia del caso. Ci riferiamo ovviamente a tutta l’omofobia e transfobia ancora strisciante nel corpo sociale italiano, ma anche alla dignità di tutte le individualità possibili: dagli anziani ai disabili, passando per le donne e i bambini e via dicendo.

Orlando, a fronte di ciò e dei mesi difficili che abbiamo attraversato, ha deciso di esserci “come atto di responsabilità nei confronti degli artisti e operatori culturali che stanno pagando duramente le conseguenze economiche della pandemia e, al contempo, come segno di una forte volontà di ripartenza e ritorno alla vita della città di Bergamo”.

Anche questa edizione presenta il solito programma interessante e pieno di spunti, a partire dalla presenza di Silvia Gribaudi con due progetti, “OverTour” e “Graces”, vincitore del premio Danza&Danza come miglior Produzione italiana dell’anno 2019. In calendario anche Alessandro Sciarroni con la performance “Save the last dance for me” dedicata all’antico ballo tutto maschile della polka chinata, e Cristina Donà con Daniele Ninarello in “Perpendicolare” (incontro fra le canzoni della cantautrice di Songavazzo con la danza), una coproduzione anche di Orlando – tutti e tre gli spettacoli sono condivisi con Festival Danza Estate.

“Casi Umani” di Toilet Club, il 7 agosto a Edoné

Saranno inoltre presenti Valentina Pagliarani, con una performance e un progetto laboratoriale, Giovanna Garzotto, Sophie Hames con una mostra, i “Casi Umani” di Toilet Club, Sara Luraschi e Lucio Guarinoni. Tante le collaborazioni di questa edizione, “per valorizzare anche l’idea di un disegno comune di ripartenza culturale e artistica della città”, prima fra tutte quella con il già citato Festival Danza Estate con 5 eventi costruiti in collaborazione dalle due manifestazioni. E poi Esterno Notte e Lazzaretto on stage.

Abbiamo investito grande energia per mantenere lo spazio plurale di rappresentazione ed incontro che il Festival Orlando propone alla città: uno spazio che desideriamo sia di respiro ed ossigeno per tutti/e. In questo tempo complesso serviranno strumenti nuovi e la Cultura è l’occasione più preziosa per allenarsi all’incontro, per immaginare e costruire il futuro. Ripartiamo da qui, insieme a voi”. Così il direttore artistico del festival Mauro Danesi, individuando uno spirito diffuso fra le varie kermesse di queste settimane.

Al via dunque il 4 agosto all’interno di Esterno Notte con “OverTour” della coreografa Silvia Gribaudi, il film maker Andrea Zanoli e le donne del progetto Over60 che lavora sulla liberazione della bellezza e della grande forza racchiuse al di là dei tabù e dei canoni imposti rispetto alle regole dell’età. “Attraverso un incontro performativo verranno raccontate le 3 tappe residenziali che hanno visto coinvolte le protagoniste e verrà mostrata anche una prima clip del film che si sta realizzando sul progetto”. A seguire sarà proiettato il film “Happy Ending” di Hella Joof (Danimarca 2018), una commedia con protagonista la settantenne Helle, che si trova inaspettatamente sola dopo aver aspettato per una vita che il marito si ritirasse in pensione.

“OverTour” di Silvia Gribaudi, il 4 agosto a Esterno Notte
(Foto Andrea Zanoli)

Orlando ha il patrocinio della Provincia di Bergamo, del Tavolo Permanente contro l’Omofobia e dell’Università degli Studi di Bergamo. La maggior parte degli eventi richiedono la prenotazione obbligatoria, con modalità di accesso e costi differenti a seconda della location in cui sono inseriti. Di seguito tutto il programma:

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