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A Scanzo esiste una «pannolinoteca» che aiuta i genitori a scoprire i pannolini lavabili

Articolo. Paola Casati è la fondatrice de I Germogli, uno spazio per aiutare i genitori a scegliere alternative più sostenibili, tra risparmio, ambiente e cura dei bambini

Lettura 6 min.
(Foto di Shutterstocks.com)

Chi ricorda i «ciripà», i «pannolini delle nonne»? Un triangolo lavabile in cotone, con lacci per legarlo in vita: lo standard per la cura dei neonati fino alla metà del Novecento, quando il lavaggio e l’asciugatura di questi pannolini tra le mura di casa erano la norma. Vi stupirà sapere che i pannolini lavabili non sono andati in pensione con la diffusione di quelli usa e getta, ma si sono evoluti e adattati ai tempi. Grazie anche alla dedizione di Paola Casati, originaria della bergamasca, impiegata amministrativa, moglie e mamma di due bambini e l’anima della pannolinoteca «I Germogli» di Scanzorosciate .

«L’incontro con i pannolini lavabili è arrivato con la nascita di Sole, la mia prima bambina – racconta Paola –: qualcosa in me è letteralmente germogliato. Insieme a mio marito abbiamo iniziato a mettere in discussione alcune abitudini della nostra quotidianità, non solo nell’approccio educativo, ma anche nelle scelte quotidiane che fin dal primo giorno in cui ho saputo di essere in cinta abbiamo adottato». Fino a quel momento Paola non aveva ancora scoperto a pieno il mondo dei pannolini lavabili, ma solo sentito parlarne da un’amica, che li utilizzava già per il suo bambino.

Dal Covid a una nuova consapevolezza

Paola diventa mamma per la prima volta durante il Covid e inizia a frequentare un consultorio, dove incontra altre madri, educatrici e ostetriche. Uno spazio fondamentale per trovare sostegno e confronto. È in questo contesto che scopre la pratica dei pannolini lavabili. «Mi ha colpito la lentezza che accompagnava il momento del cambio pannolino, in una cornice di cura e attenzione – racconta la mamma imprenditrice – Ho provato curiosità e ammirazione per questa pratica. Da lì ho iniziato a informarmi, ma mi sono presto imbattuta nella difficoltà di reperire nozioni sui pannolini lavabili trattandosi di un mondo ancora poco conosciuto, anche online, dove di solito si trova qualsiasi informazione».

Allo spazio allattamento del consultorio Paola incontra una mamma che le propone di fare una prova: «Te li presto, li provi, e vedi se ti piacciono!», le suggerisce. E così la neomamma ha fatto, e non è più tornata indietro. Anzi, anche altri aspetti della quotidianità hanno subito un cambio: dal modo di vestire, ai detersivi utilizzati fino al cibo messo in tavola. Tutta una serie di abitudini che descrive come una vera e propria «cascata di scelte e consapevolezza che ha cambiato il nostro stile di vita».

Lavabili contro usa e getta

Il confronto tra pannolini usa-e-getta e lavabili è lampante: i primi si usano una sola volta, mentre i secondi si possono lavare e riutilizzare per l’arco dei due o tre anni che separano la nascita dalla fase dello spannolinamento. «Per questo non serve acquistarne molti, e di nuovi, come con gli usa e getta – spiega Paola – Un bambino utilizza circa 6mila pannolini usa e getta durante la propria infanzia, al contrario il numero cala a venticinque, in media, con i lavabili ». Questo è possibile grazie alla versatilità dei lavabili: esiste la taglia newborn, pensata per i primissimi mesi (fino a 7 kg circa), e poi ci sono i pannolini a taglia unica che vestono fino ai 16 kg, adattabili grazie a dei bottoncini frontali che permettono di regolare la taglia.

«I pannolini lavabili sono a tutti gli effetti un capo di abbigliamento: tipologie diverse sono ideali per bambini diversi, ognuno con una propria fisicità e un proprio sviluppo – prosegue Paola con convinzione e sicurezza – Non era quindi scontato che i pannolini lavabili che ho usato con la mia prima figlia andassero bene anche per il secondo bambino. Anche io, con il passare del tempo, sono “maturata” come mamma, e posso dire che i pannolini strutturati lavabili, soprattutto i “Pocket”, sono molto semplici e ricordano la struttura del pannolino usa e getta: li consiglio per chi li userà anche al nido d’infanzia, oppure da lasciare ai nonni o alle tate. È spesso difficile fare un percorso con i pannolini lavabili usando la stessa tipologia di pannolino perché anche il bambino cresce e cambia», conclude Paola.

La nascita della pannolinoteca

La pannolinoteca nasce dalla necessità di Paola di ritrovare dentro di sé, dopo la nascita della sua prima bambina, quella scintilla che l’aveva sempre animata. «Era come se avessi una coperta sopra il cuore, che rendeva ovattate le mie emozioni – racconta ricordando il periodo che ha segnato tutti gli italiani e in particolare la sua prima esperienza in maternità – Questo ha fatto scaturire in me molte domande e un grande senso di responsabilità. Iniziavo a non sopportare più la frase “si è sempre fatto così”, pronunciata da chi mi circondava. Mi sono resa conto che era proprio quella fatica nel reperire le informazioni che aveva portato generazioni di mamme a desistere dalla scelta di cambiare e provare a fare come le madri delle generazioni precedenti».

Man mano che Paola si addentra nel mondo dei pannolini lavabili cresce in lei anche la voglia di divulgare e far conoscere agli altri questa alternativa sostenibile. È così che piano piano prende vita il progetto I Germogli, uno spazio dove si può chiedere, toccare, provare, confrontarsi e poi scegliere in modo sereno rispetto all’universo dei lavabili. Uno spazio che vuole essere una zona sicura per i neo-genitori, già sommersi da un enorme carico mentale, alla ricerca di un nuovo equilibrio familiare.

Foto4_Paola a uno stand in cui divulga le sue conoscenze sul mondo dei pannolini lavabili@Consuelo Algeri

È stato un percorso ricco di emozioni: dall’apertura dei canali social («una finestra sul mondo!»), alla progettazione del logo e alla scelta del nome, tutto realizzato a quattro mani con il marito. È arrivato il primo noleggio di pannolini lavabili da un’amica: «di fatto è stata la prima cliente e la persona che mi ha fatto capire che avrei potuto farcela» ricorda Paola. E poi gli eventi: «Avevo il mio stand, nella mia comunità – continua Paola riferendosi alla prima volta in cui partecipò a Scanzorosciate al «No Planet B Day», l’evento organizzato dall’associazione La Terza Piuma, dedicato all’economia circolare e a stili di vita più consapevole – Sono una persona riservata per cui ho fatto fatica a mettermi in gioco in prima persona e a intraprendere quest’avventura, ma grazie al supporto della mia famiglia e delle mie amiche accanto è stata un’esperienza emozionante e formativa».

Una “biblioteca” dei pannolini lavabili

L’attività di Paola si posiziona a metà strada tra i negozi dedicati ai pannolini lavabili, spesso e-commerce, e le famiglie. Qui le neomamme e i neo-papà possono conoscere la maggior parte dei pannolini lavabili disponibili nel mercato italiano, e provarli a casa attraverso un noleggio di circa un mese. Il progetto I Germogli mette a disposizione un kit di pannolini, di varie marche e modelli, accompagnando la famiglia in questo percorso.

Al termine del mese i pannolini tornano alla pannolinoteca e a quel punto la famiglia è libera di intraprendere un percorso con i lavabili in autonomia, o di riconoscere che quella strategia non è adatta al loro stile di vita. Oltre a questo, Paola è attiva sul territorio bergamasco con incontri formativi e consulenze per famiglie che vogliono approcciarsi ai lavabili ma non sanno da dove iniziare, o famiglie che hanno già iniziato ma che stanno avendo difficoltà.

Tre motivi per scegliere i lavabili

Dalla fondazione dell’attività Paola ha supportato svariate famiglie con esigenze e tempistiche differenti. Il fil rouge che unisce chi si avvicina all’universo dei pannolini lavabili è legato a una profonda attenzione verso il nostro impatto sul Pianeta. Questa necessità sta spingendo tante famiglie ad avvicinarsi ai lavabili oppure a optare per un utilizzo alternato: un po’ lavabili e un po’ usa e getta. Qualsiasi sia la scelta ogni pannolino usa e getta in meno può fare la differenza.

«Le motivazioni che incuriosiscono chi si approccia a questo mondo, talvolta respingente, sono secondo me tre – ribadisce Paola elencado i fattori che, di fatto sono gli stessi che hanno guidato lei anni fa -: la prima è il rispetto verso il bambino, perché scegliamo di mettere a contatto con la sua pelle tessuti naturali, traspiranti e non plastica; la seconda è un riguardo verso l’ambiente, perché si generano meno rifiuti e si inquina meno. La terza è il risparmio economico sul lungo periodo. Per acquistare un set di pannolini lavabili nuovi e di marca parliamo in media di 500-600 euro, mentre con gli usa e getta (per tre anni circa di utilizzo) ci si aggira sui 2mila euro».

Non solo mamme, ma anche papà

Se nell’immaginario comune i pannolini sembrano una prerogativa femminile, Paola Casati riporta con gioia che a molte consulenze si presentano anche i papà. « È bello vedere come alcuni papà, all’inizio scettici, siano poi i primi a mostrarsi entusiasti. In questa avventura il sostegno di un compagno, o marito, è fondamentale: spesso sono loro a interessarsi di temi come il lavaggio e l’asciugatura, perché con un nuovo nato in casa si occupano delle lavatrici». Le famiglie che si rivolgono a I Germogli arrivano principalmente dalla bergamasca, ma Paola constata che c’è tanto passaparola e a poco a poco si sta formando una grande rete: si tratta ancora di un argomento di nicchia, ma è molto fiduciosa.

Per il futuro la giovane imprenditrice si augura di riuscire a conciliare la propria vita da lavoratrice dipendente con quella della sua attività. «Vorrei avere il coraggio di osare di più, e spostare il mio ancora in evoluzione in un ambiente dedicato – si augura Paola per il futuro – Sarebbe fantastico insieme alle mie amiche avere uno spazio condiviso in cui le famiglie possano sentirsi accolte». La storia di Paola Casati e della sua famiglia, come quella di molte altre mamme e papà, è l’ennesima conferma che anche in bergamasca qualcosa sta germogliando: il senso di responsabilità verso le prossime generazioni, la volontà di provare a diffondere un atto di cura che esisteva già in passato, proprio come dei semi che prendono il volo per raggiungere altri luoghi.

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