Brescia, Arese, Maranello, Torino e Villafranca sono le prime tappe di un suggestivo viaggio alla scoperta di alcuni dei più importanti musei italiani dell’automobile, alcuni veramente a quattro passi – o meglio a quattro ruote – da Bergamo. Sono spazi che celebrano la velocità, la bellezza e la tecnologia, mettendo al centro le automobili e le persone che le hanno sognate e costruite. È un percorso che rende omaggio ai miti sportivi e ai loro eroici piloti, facendosi specchio delle profonde trasformazioni sociali e culturali che hanno segnato la storia del nostro Paese.
Museo Mille Miglia, Brescia
La «Mille Miglia» storica, che si corse dal 1927 al 1957, non passò mai per Bergamo. Tuttavia, in una caldissima giornata di giugno 2023, la carovana della 41esima rievocazione storica ha fatto sosta nella nostra città per celebrare Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura. Un evento memorabile che, seppur preceduto da alcuni passaggi sul nostro territorio nelle edizioni passate, ha stretto ulteriormente il legame tra Bergamo a quella che Enzo Ferrari ha definito «la corsa più bella del mondo».
Il nostro itinerario parte dunque dal Museo Mille Miglia che, a seguito della rivendicazione del marchio da parte di ACI Brescia, si prepara a un imminente cambio di identità. Il museo, inaugurato nel 2004, ha sede nel millenario complesso monastico di Sant’Eufemia della Fonte, alle porte di Brescia. Pannelli descrittivi, impianti audiovisivi multimediali, proiezioni di filmati d’epoca raccontano la leggenda della «Freccia Rossa». Le automobili d’epoca, distribuite lungo un percorso diviso in nove sezioni, appartengono a privati o musei di tutta Europa e vengono periodicamente sostituite per partecipare a manifestazioni motoristiche. Le Alfa Romeo, affidate ai migliori piloti dell’epoca, sono state le protagoniste assolute della «Mille Miglia» storica con un palmarès senza uguali, con undici vittorie assolute e sette successi consecutivi dal 1932 al 1938.
Museo storico Alfa Romeo, Arese
Il museo storico Alfa Romeo di Arese, conosciuto come «La Macchina del Tempo», è stato rinnovato nel 2015. Lo spazio espositivo si sviluppa su sei livelli organizzati in tre aree tematiche, che prendono il nome di «Timeline, Bellezza e Velocità».
«Timeline» ripercorre la storia della casa automobilistica milanese attraverso diciannove vetture a partire dalla 24 HP del 1910, la prima automobile costruita al Portello. Negli anni Trenta le Alfa Romeo furono protagoniste nei «Concorsi di Eleganza» e ottennero successi nelle competizioni come la «Mille Miglia», la «Targa Florio» e la «24 Ore di Le Mans». «Bellezza e velocità», dunque, ci portano alle successive aree tematiche che celebrano la scuola italiana del design e i maestri dello stile (Giorgetto Giugiaro e Marcello Gandini), l’epoca eroica dell’automobilismo e la nascita della leggenda del Quadrifoglio (simbolo portafortuna delle auto da corsa Alfa Romeo). Una sezione del museo è dedicata alle «Alfa in divisa», sei modelli che hanno prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri. Il percorso espositivo comprende filmati a realtà virtuale a 360 gradi, videogiochi da competizione e una sala Cinema 4D con poltrone interattive e proiezione di filmati dedicati ai successi sportivi delle Alfa Romeo.
Museo Ferrari, Maranello
Il Museo Ferrari di Maranello è una tappa obbligata per tutti i tifosi delle Rosse. Se siete tra gli appassionati che hanno seguito con entusiasmo il debutto della nuova Ferrari SF-26 sulla pista di Fiorano, avrete notato che la livrea rosso acceso con inserti bianchi ricorda molto da vicino la 312 T di Niki Lauda che, nel 1975, riportò a Maranello i titoli mondiali Costruttori e Piloti. Perché allora non programmare una visita al Museo Ferrari di Maranello per rivivere la storia e trionfi che hanno consacrato il mito della Scuderia del Cavallino? Con trentuno titoli mondiali, di cui quindici Piloti e sedici Costruttori, è la squadra che ha vinto di più nella storia della Formula 1. Nella «Sala delle Vittorie», conformata come un anfiteatro, sono esposte a ventaglio le monoposto di Formula 1 Campioni del Mondo dal 1999 a oggi e oltre centodieci trofei.
Ampio spazio è dedicato alle monoposto, alle vetture da competizione, alle granturismo del passato e alle più recenti supercar a tiratura limitata come la 288 GTO, la F40, la «Enzo» e la «LaFerrari». È inoltre possibile immaginarsi piloti con i simulatori semiprofessionali di Formula 1 e effettuare un tour panoramico in navetta all’interno della pista di Fiorano. Il Museo Ferrari di Maranello è stato inaugurato il 18 febbraio 1990, il giorno del compleanno di Enzo Ferrari (nato il 18 febbraio 1898) a meno di due anni della sua scomparsa (14 agosto 1988). All’interno del museo, a breve distanza dagli storici stabilimenti e dalla pista di Fiorano, è stato ricostruito lo studio di Enzo Ferrari, dove nel 1947 ebbe inizio la leggenda.
Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO)
Torino è stata la culla dell’industria automobilistica italiana: è la città dove sono nate Fiat e Lancia, e dove si sono affermati i più grandi carrozzieri, come Bertone, Giugiaro e Pininfarina. Non sorprende quindi che il MAUTO, intitolato a Giovanni Agnelli e rinnovato nel 2011, sia oggi uno dei poli espositivi più prestigiosi al mondo. Il quotidiano britannico The Times lo ha inserito nella classifica dei cinquanta musei più belli al mondo, per la qualità della sua collezione e per l’allestimento scenografico curato da Francois Confino. Nella visione di Confino, il museo moderno deve essere immersivo, usare luci, suoni, proiezioni e installazioni multimediali per stimolare i sensi del visitatore.
Il percorso espositivo si articola su tre piani: «L’Automobile e il Novecento», dove la narrazione parte dalla carrozza a vapore di Virginio Bordino (1854) per arrivare alle icone del boom economico, «L’Uomo e l’Automobile», dove si analizza il rapporto emotivo dell’uomo con l’auto, e «Il Design». In questa sezione, dedicata alla bellezza, si celebrano i grandi carrozzieri italiani che hanno reso l’Italia leader mondiale del design automobilistico. Il MAUTO merita di essere visitato almeno una volta all’anno, poiché ogni sei mesi viene allestita una mostra tematica temporanea. Fino all’8 marzo è in programma «Ferrari Design. Creative Journeys 2010-2025», realizzata in collaborazione con il Centro Stile Ferrari e i Musei Ferrari. Undici le vetture esposte, che rappresentano la sintesi della ricerca stilistica del team diretto da Flavio Manzoni. Un’occasione unica per ammirare due splendide one-off, la Ferrari SP38 del 2018 e la Ferrari P80/C del 2019. Dal prossimo 1° aprile e fino all’11 ottobre è in calendario la mostra «I nemici del Drake».
Museo Nicolis, Villafranca
Il nostro viaggio si conclude a Villafranca di Verona, dove il Museo Nicolis si rivela ricco di sorprese. Inaugurato nel 2000 da Luciano Nicolis, il museo è oggi guidato con passione e competenza dalla figlia Silvia, che ne ha raccolto l’eredità trasformandolo in un polo culturale dinamico e di respiro internazionale. Dalla lungimirante visione del fondatore, espressa dalle parole «noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro» è scaturito il prestigioso riconoscimento dalla FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens) per la dedizione alla tutela, valorizzazione e divulgazione della cultura motoristica.
Il museo si presenta come un luogo di rara suggestione, dove lo sguardo vaga tra migliaia di cimeli e testimonianze che fanno da contorno alle oltre duecento vetture esposte. Le collezioni si articolano in dieci sezioni tematiche, che comprendono centoquattro motociclette, centoquattordici biciclette, centosei volanti, cinquecento macchine fotografiche, cineprese e cinematografiche, cento strumenti musicali e jukebox, centodue macchine per scrivere, tre aeromobili, un’area militare con cimeli delle due guerre mondiali, motori a vapore e motori d’aviazione. La collezione di automobili vanta pezzi unici come la «Motrice Pia», costruita nel 1882 del veronese Enrico Bernardi, che è ritenuto essere uno dei primi motori a scoppio al mondo funzionanti a benzina, insieme a quelli di Karl Benz e Gottlieb Daimler. Unica al mondo è anche la Lancia Astura Mille Miglia del 1938 di Luigi Villoresi, mentre tra i modelli più celebri segnaliamo la Bugatti Type 49 del 1931, apparsa nel film Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, e la regale Isotta Fraschini «Tipo 8AS» del 1929, un gioiello di eleganza che ha richiesto un restauro lungo dodici anni.
