Il passaggio di consegne alla guida del Politecnico delle Arti si apre con una dichiarazione di familiarità da parte di Giacomo Fornari: «Non sono una meteora che cade a Bergamo», richiamando un legame con la città che precede il nuovo incarico e che ora si prepara a vivere in una nuova responsabilità. Musicologo, già direttore del Conservatorio di Bolzano, dal 1° novembre Fornari guiderà il Politecnico delle Arti per il triennio 2026-2029. La conferenza stampa di ieri, 29 ottobre, segna il passaggio di consegne e apre nuove prospettive per un’istituzione giovane, erede di due tradizioni secolari. In sala, la presenza del tessuto culturale bergamasco testimonia relazioni praticate e sentite durante il triennio di Daniela Giordano.
«Bergamo è pioniera di un progetto AFAM nuovo», osserva la sindaca Elena Carnevali, ringraziando il presidente, il consiglio di amministrazione, i docenti e il personale. Un riconoscimento particolare va poi a Daniela Giordano, che «ha condotto il processo di unificazione» e accompagnato la crescita del Politecnico, aprendolo al dialogo con la città. Carnevali ricorda la «grande innovazione» rappresentata da nuovi format che hanno messo in relazione cultura, formazione, impresa e istituzioni cittadine. A Fornari dà il benvenuto richiamando il motto del suo programma, «Condividere per crescere», un’espressione «in piena sintonia con lo spirito della città». La fase di ascolto già avviata, aggiunge, «porterà a ottimi risultati».
Nato nel 2023 dall’unione dell’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara e del Conservatorio Gaetano Donizetti, il Politecnico costituisce un’esperienza peculiare nell’alta formazione artistica italiana. «È un giorno importante», osserva il Presidente Giorgio Berta, ricordando due realtà «diverse ma complementari» impegnate in un progetto formativo e culturale comune. Il percorso è stato impegnativo, «non tutto è stato facile», ma offre «grandi soddisfazioni». Berta ringrazia Giordano per la professionalità con cui ha attraversato le difficoltà e valorizza il personale didattico e amministrativo. Le iscrizioni in aumento confermano, osserva, la qualità dei docenti. «Accolgo Fornari con entusiasmo», aggiunge. Poi, con un sorriso, affida a un’immagine familiare e affettuosa il senso di un percorso tanto impegnativo quanto promettente: «Per me il Politecnico è come un figlio, un po’ discolo ma quello più promettente». Una battuta che restituisce l’attaccamento personale a un’istituzione ancora giovane, alle prese con le inevitabili complessità della propria crescita.
È nelle parole di Giordano che il triennio 2024-2026 assume il volto dei progetti e delle persone. La direttrice parla di «un’esperienza molto intensa», dedicata a consolidare una realtà nuova «pur mantenendo e rispettando le identità delle due istituzioni che la compongono». Fra i risultati ricordati figurano «Tono Festival», «Donizetti Festival Fiati», «Guitar Festival», dottorati di ricerca, borse di studio e nuove collaborazioni culturali. Gli iscritti sono aumentati del 24% nel triennio: cifre che descrivono «un’istituzione in crescita e in salute». Una crescita che trova un significato ancora più profondo se ricondotta alle ragioni storiche delle due istituzioni. Oggi il Politecnico raccoglie infatti l’eredità di due esperienze educative nate da una comune vocazione civile: l’Accademia di Belle Arti, fondata nel 1794 per volontà del conte Giacomo Carrara, e le Lezioni Caritatevoli di Musica, avviate nel 1806 da Giovanni Simone Mayr con il sostegno della Misericordia Maggiore. Due istituzioni sorte dalla convinzione che la conoscenza artistica non dovesse esaurirsi nella formazione individuale, ma contribuire alla crescita culturale e sociale della comunità. Un principio che conserva intatta la propria attualità: il Politecnico, infatti, non intende formare soltanto i futuri artisti e professionisti delle arti, ma educarli a osservare, ascoltare e interrogare il presente, a sviluppare sensibilità e pensiero critico.
È proprio questa eredità a rendere l’unificazione di Conservatorio e Accademia di Belle Arti una sfida culturale, prima ancora che amministrativa. Condividere strutture e servizi non basta: occorre trasformare l’incontro fra musica e arti visive in una possibilità di crescita, nella quale le specificità delle due tradizioni non vengano attenuate, ma diventino risorse per elaborare nuovi linguaggi, percorsi di ricerca e forme di produzione artistica. Non soltanto, dunque, due istituzioni riunite sotto un’unica direzione, ma una comunità formativa capace, pur tra le difficoltà tecnico-organizzative dell’unificazione, di generare opportunità difficilmente immaginabili in percorsi separati. Una prospettiva tanto più necessaria in un mondo complesso, che per essere compreso e affrontato richiede di superare i confini delle singole specializzazioni, facendo dialogare competenze, linguaggi e sensibilità differenti.
È su questo orizzonte che si innestano le prospettive più concrete del prossimo mandato. Berta individua , così, due obiettivi prioritari. Il primo è la «piena e totale unificazione» di Accademia e Conservatorio: un processo che, oltre gli aspetti amministrativi e organizzativi, dovrà tradursi in occasioni sempre più strette di incontro fra due realtà oggi ospitate in sedi distinte, affinché l’identità comune trovi piena espressione nella didattica, nella ricerca e nella produzione artistica. Il secondo riguarda il trasferimento del Conservatorio nell’ex convento dei Celestini. «Due sfide che possono contare, come è stato fino ad ora, su tutta Bergamo», sottolinea il presidente, riconoscendo il sostegno della città nel percorso fin qui compiuto. Anche Carnevali richiama il valore del trasferimento ai Celestini, previsto entro la fine del 2028: un’operazione «particolarmente complessa, ma di pregio», destinata a rispondere alle esigenze del Conservatorio e, insieme, a valorizzare un complesso storico cittadino.
Accanto al bilancio dei progetti e alle prospettive istituzionali, nelle parole di Giordano emerge anche la dimensione umana dell’esperienza. Nel suo congedo la soddisfazione convive con la franchezza e con l’emozione di chi conclude un percorso «molto intenso», al quale ha dedicato «tanto tempo e tante energie». Un’esperienza che, racconta, è stata anche occasione di crescita e apprendimento personale. Non nasconde le «difficoltà e tensioni, anche personali», ma rivendica la responsabilità assunta: «Dirigere un’istituzione vuol dire assumersi delle responsabilità e me le sono assunte tutte». È soprattutto la fiducia, tuttavia, a segnare il saluto. «Io ci ho creduto e ci credo tanto al progetto del Politecnico, che richiede tempo e impegno: ma se vissuto e interpretato insieme è possibile», afferma. Un ringraziamento sentito va a studenti e studentesse, docenti, colleghi, personale amministrativo, presidente e istituzioni culturali: «Avete dato un senso più grande al mio essere qui, a Bergamo», riconoscendo nella fiducia, nella collaborazione e nel valore umano ricevuto il significato più profondo del proprio mandato. A Fornari augura buon lavoro, al Politecnico di crescere «con ambizione e coraggio».
«Inizio con grande rispetto e con tanta voglia di imparare». Con queste parole Fornari raccoglie il testimone, esprimendo stima per Giordano, definita una donna «colta e umana», e richiamando un legame con Bergamo che precede di molto il nuovo incarico. Negli anni Novanta, infatti, collaborò all’edizione integrale e critica delle opere del compositore bergamasco Pietro Antonio Locatelli; da tempo, inoltre, fa parte del consiglio direttivo del «Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo». Una familiarità con la città che si accompagna alla conoscenza del Politecnico, del quale segue il progetto sin dalle origini e che considera un’esperienza virtuosa, anche alla luce del percorso intrapreso a Bolzano, dove un’analoga ipotesi di integrazione fra Conservatorio e Libera Università non giunse, nel 2018, a pieno compimento.
Per conoscere più nel dettaglio le progettualità del nuovo mandato occorrerà attendere la conclusione della fase di ascolto avviata in questi giorni. Fornari indica tuttavia una prima direttrice di sviluppo nell’internazionalizzazione dei progetti e dell’istituzione, muovendo da una profonda attenzione alla storia e all’identità culturale bergamasca. «Sono appassionato della vostra storia e della vostra città», afferma, riconoscendo a Bergamo «un posto centrale nella storia della musica». Un legame che accompagna la volontà di aprire il Politecnico a nuovi orizzonti: la posizione strategica della città, un aeroporto collegato all’Europa, un tessuto imprenditoriale di rilievo e la forza economica della regione costituiscono, secondo Fornari, condizioni favorevoli per rafforzarne la dimensione internazionale. Restano tuttavia alcune necessità strutturali, a cominciare dall’incremento delle cattedre, la cui assegnazione dipende da scelte nazionali e non dal Politecnico. L’ambizione dovrà dunque misurarsi con i vincoli del sistema, senza rinunciare a una visione di crescita. Fornari conclude il proprio intervento con quella che definisce una «dichiarazione di amore» per Bergamo e per l’istituzione che si appresta a guidare. Una dichiarazione che, oltre all’affetto per la città, esprime la volontà di conoscerne e valorizzarne le potenzialità.
La mattinata restituisce dunque l’immagine di un Politecnico che, dopo i primi anni dedicati alla costruzione di un’identità comune, è chiamato a dare piena espressione alle proprie potenzialità culturali e formative. Una sfida che riguarda e coinvolge anche Bergamo, non soltanto città che ospita l’istituzione, ma comunità con la quale condividere progetti e nuove opportunità. È un legame che affonda le proprie radici nelle intenzioni dei suoi padri nobili, Giacomo Carrara e Giovanni Simone Mayr, convinti che l’educazione artistica potesse contribuire non soltanto alla formazione individuale, ma anche alla crescita collettiva. Un’eredità che il Politecnico è chiamato a custodire e reinterpretare, nel segno della continuità fra il lavoro svolto sotto la direzione di Giordano e le prospettive aperte dal nuovo mandato di Fornari.
Autore: Luca Loglio
Tipologia: Articolo
Categoria: Altro
