C’è un esperimento mentale che vale la pena tentare, ed Enzo Ferrari lo conosceva bene: chiedete a un bambino di disegnare un’auto sportiva. Qualunque bambino, in qualunque angolo del mondo. Con ogni probabilità impugnerà un pastello rosso, e la sagoma che ne verrà fuori evocherà in modo inequivocabile una vettura di Maranello. Non è un caso, non è pubblicità subliminale, non è questione di marketing. È qualcosa di istintivo e viscerale: il rosso, abbinato alla velocità, si è impresso nell’immaginario collettivo con la stessa naturalezza con cui certi miti si trasmettono di generazione in generazione senza bisogno di essere spiegati. Un mito alimentato dalle «Rosse di Maranello», sentimento collettivo capace di unire un’intera nazione.
Da questa eredità culturale – viva e capace di parlare ancora oggi tanto ai bambini quanto agli adulti – nasce « Le Rosse sfilano a Osio Sotto », la manifestazione in programma domenica 3 maggio promossa dalla Scuderia del Cavallino Club Caprino Bergamasco in collaborazione con l’amministrazione comunale. Una giornata di rombi e passione condivisa, pensata come festa collettiva, aperta all’intero paese, alle famiglie che si affacceranno dalle finestre durante la sfilata, ai curiosi che si avvicineranno alle vetture esposte in piazza, ai bambini che, chissà, scopriranno quel pomeriggio un sentimento popolare che li accompagnerà per il resto della loro esistenza.
Il sodalizio che ha promosso l’iniziativa porta il nome di un paese che molti bergamaschi stenterebbero a indicare sulla cartina con esattezza: Caprino Bergamasco, qualche migliaio di abitanti sulle colline tra la Valle Imagna e il lago di Como, eppure sede di uno dei più importanti club del Cavallino al mondo, per molti anni riconosciuto come il più grande per numero di iscritti. È un primato che dice qualcosa di preciso sull’identità del territorio, sul modo bergamasco di fare comunità attorno a ciò che si ama, sulla capacità tutta provinciale di generare un club straordinario, partendo da radici apparentemente ordinarie. Iscriversi al Club non vuol dire soltanto condividere una passione per le vetture: significa scegliere un’appartenenza, riconoscersi in una comunità con una propria storia, imparare un linguaggio comune che va ben al di là di motori, cilindrate e carrozzerie.
Una giornata da vivere
Il programma della domenica è costruito come una narrazione lunga un intero giorno. Il ritrovo è fissato per le 10 al piazzale del Mercato in via delle Industrie: un momento con le vetture già schierate e i motori ancora silenziosi, con i driver che si scambieranno qualche parola prima della partenza. Alle 10.30 partirà la sfilata: il corteo delle Rosse attraverserà le vie di Osio Sotto, generando uno spettacolo di forme, colori e suoni capace di coinvolgere anche chi di motori è tutt’altro che appassionato. Il corteo si concluderà alle 11.30 in Piazza Papa Giovanni XXIII, dove le vetture verranno esposte al pubblico in quello che gli organizzatori hanno definito con felice intuizione un «Museo rosso a cielo aperto» È un’espressione che dice bene l’intenzione di fondo: togliere queste macchine dai piedistalli, dai garage climatizzati, e restituirle alla strada, alla piazza, alla gente. Seguirà, alle 12.30, il pranzo dei driver presso il ristorante Papa di Corso Vittorio Veneto 57, momento conviviale riservato ai partecipanti e ai loro accompagnatori.
Il pomeriggio si aprirà, a partire dalle 15, con «Accendete i motori!» che darà il via alla fase più popolare della giornata: stand e gazebo di tifosi locali animeranno il centro paese, mentre alcune delle vetture presenti saranno disponibili per brevi giri nel territorio. È una delle forme più dirette di condivisione di una passione: non limitarsi a mostrare, ma permettere a chi non ne abbia mai avuto l’occasione di sedersi al posto del passeggero e capire, almeno per qualche minuto, che emozioni sappiano generare le auto del Cavallino. La giornata si unirà al programma pensato per la «Festa della Mamma», e la coincidenza è felice più che casuale. Il mercatino, che animerà le vie del centro con le bancarelle delle associazioni osiensi, degli hobbisti e del food truck dell’associazione Party in Piazza, trasformerà la manifestazione motoristica in una festa di paese a tutto tondo, in cui il mito del Cavallino Rampante conviverà con l’odore delle salamelle del bar Portici in via Matteotti e con le bancarelle di fiori e artigianato. A chiudere il pomeriggio, alle 16.30, una seconda sfilata lungo Corso Vittorio Veneto, organizzata in collaborazione con la boutique del Borgo: le linee delle carrozzerie rosse da un lato, la creatività della moda locale dall’altro. Due mondi apparentemente distanti che condividono la stessa fissazione per la forma.
Storie di uomini, non solo di macchine
Dietro ogni evento di questo genere si celano sempre delle storie personali, e quella di William Biava – tra i principali organizzatori della manifestazione e figura di riferimento nel mondo motoristico bergamasco – è davvero speciale: non tanto per il suo contenuto biografico, quanto perché rappresenta qualcosa di più di una semplice carriera di appassionato. Biava non è cresciuto in un ambiente in cui le vetture di Maranello fossero di casa: sua madre lavorava come collaboratrice domestica, suo padre era muratore. Non c’era nulla, nell’orizzonte della sua infanzia, che lasciasse presagire che un giorno avrebbe posseduto cinque esemplari del Cavallino nel corso della sua vita. Eppure – o forse proprio per questo – il mito del rosso ha messo radici profonde, nutrito da quella forma di devozione che solo certi simboli sanno generare. Tanto radicata è questa fedeltà che, di fronte alla possibilità concreta di acquistare una vettura di un marchio concorrente di grande prestigio – l’ordine era già firmato – Biava ha fatto marcia indietro all’ultimo momento, «con la sensazione netta di stare per commettere un torto alla mia fede profonda», ha precisato l’esperto.
L’anno scorso, al volante dell’F8 Spyder che ha preceduto l’attuale SF90, Biava ha preso parte alla «Mille Miglia» insieme al figlio diciottenne: la brezza primaverile, la folla che saluta lungo i borghi attraversati, il valore incalcolabile di dividere quell’esperienza con un figlio. Sono dettagli che non appartengono alla cronaca motoristica: è il motivo per cui certi appassionati non si accontentano di seguire le gare sullo schermo, ma sentono il bisogno di portare le macchine dentro la propria vita. È in questa logica che Biava ha aderito al Ferrari Club di Caprino: «Non solo la possibilità di frequentare altri appassionati, ma la scelta consapevole di far parte di una comunità con una storia, un’identità, un modo di stare insieme che travalica il semplice interesse per le vetture». E, da quella comunità, la volontà di portare qualcosa al territorio in cui si vive: di trasformare una passione privata in una giornata in cui Osio Sotto diventa, per qualche ora, un posto in cui vale la pena esserci.
Accanto a Biava, nella costruzione dell’evento, c’è Luciano Invernici, assessore di Osio Sotto, la cui presenza nella cabina di regia dice qualcosa di preciso sull’identità che gli organizzatori hanno voluto dare alla manifestazione. Invernici è presidente dell’Unitalsi locale, l’associazione che accompagna anziani e persone con disabilità nei pellegrinaggi a Lourdes e in altre mete, e la sua figura connette la festa motoristica a una dimensione di solidarietà. È in questa sovrapposizione di mondi - il mito del Cavallino e le radici di un paese della Bassa bergamasca, il rombo di un motore da centinaia di cavalli e la semplicità di un mercatino di paese, la passione di una vita e l’impegno verso il prossimo - che «Le Rosse sfilano a Osio Sotto» trova la sua cifra più autentica. Quando la passione di persone comuni trasforma un sogno d’infanzia in una festa per tutta la comunità.
