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«Ritorno al futuro», mostre e conferenze per i 550 anni dell’Incoronata di Martinengo

Articolo. Nei primi due weekend di maggio ci saranno una serie di appuntamenti che spiegheranno l’importanza e la storia dello storico complesso

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Il complesso dell’Incoronata

La storia della Chiesa dell’Incoronata di Martinengo si lega indissolubilmente a Bartolomeo Colleoni e alla sua decisione di esaudire il voto della moglie Tisbe Martinengo, decisa a far costruire degli spazi sacri proprio lì dove il condottiero di Solza aveva realizzato il proprio quartier generale. Una vicenda che porta alla seconda metà del Quattrocento quando, mentre a Firenze scoppiava il Rinascimento, Venezia e Milano si scontravano per il predominio del Nord Italia.

Proprio in questo contesto a tutti gli effetti ancora medievale si inserisce la seconda serie di appuntamenti dedicata al 550esimo anniversario di dedicazione della Chiesa dell’Incoronata e denominata «Ritorno al futuro». Un passaggio fondamentale per capire com’è stato costruito l’intero complesso, oggi sede delle Congregazione della Sacra Famiglia, e che vedrà protagonista Martinengo nei prossimi fine settimana, il 2-3 maggio e il 9-10 maggio.

Gli eventi, con ingresso libero su prenotazione (per le iscrizioni trovate tutte le info sul sito) prevedono mostre e conferenze destinate a fare luce su alcuni aspetti di quel periodo, dalla vita quotidiana ai costumi passando per il processo stesso che ha portato alla creazione della chiesa. Il tutto accompagnato dalla consulenza di diversi esperti che prenderanno parte alla rassegna realizzata sotto l’egida della Congregazione Sacra Famiglia con il sostegno dei volontari di Prama Bergamo e dell’associazione Cardinal Peregrosso di Pozzuolo Martesana. Una rete molto solida che proporrà una serie di conferenze in programma alle 18 all’interno della Sala del Chiostro a partire dal 2 maggio con «Tecniche di stampa e di rilegatura del testo antico. Introduzione all’evoluzione delle incisioni» a cura di Francesco Testa, a cui farà seguito il giorno successivo la lectio da parte di Anna Panzeri intitolata «Venerdì 3 novembre 1476. Consacrazione della Chiesa». La settimana successiva si continuerà il 9 maggio con «Storia della monetazione italiana: dal periodo comunale di area lombarda alla signoria. Tecniche di conio», appuntamento tenuto da Livio Cazzamalli, mentre chiuderà la rassegna il 10 maggio «Capitani di ventura: intrecci tra dinamiche militari e religiosità» con Mirco Togni.

«Puntiamo a proporre delle conferenze che possano rendere questi argomenti accessibili a tutti attraverso discorsi didattici e informatici, non per una stretta nicchia, perché riteniamo che la cultura debba raggiungere tutti – spiega Silvana Pradella, referente di Prama Cultura Bergamo – Parlando dell’appuntamento del 9 maggio, posso aggiungere che non si tratterà dell’argomento che avevamo già proposto qualche settimana fa a Cavernago, dove ci eravamo concentrati sui Gonzaga e in particolare su Mantova e Sabbioneta, ma punteremo sul tardo periodo comunale di area lombarda e sulle signorie spiegando le tecniche di conio».

Concentrandosi sulle mostre, saranno invece previsti nei due weekend tour con guide alle 16, alle 16.30 e alle 17 con gruppi di massimo venti persone, a cui si aggiungerà la consueta visita guidata mensile al complesso prevista per domenica 3 maggio alle 16. Nell’antica sacrestia ci sarà l’esposizione «Veder antiche monete», un appuntamento a cura dello studioso medievalista e collezionista numismatico Livio Cazzamalli, del presidente onorario del Circolo numismatico di Bergamo Gianpietro Basetti e della stessa Pradella in qualità di ricercatrice storica sull’ Imago Civitatis Pergamum. «Per quanto la sacrestia sia un luogo piccolo, è probabilmente il migliore dove svolgere questa mostra – precisa Silvana Pradella – Verranno presentate monete antiche di importante valore provenienti da Brescia dalla collezione di Cazzamalli, mentre Basetti si concentrerà su quelle coniate nel tardo Medioevo presso la Zecca di Bergamo, dove nella parte frontale si vede la figura dell’imperatore Federico II di Svevia, mentre sul resto emerge una sorta di skyline di Bergamo dell’epoca».

Rimanendo sul tema delle immagini, nella Sala Capitolare si potrà osservare la mostra realizzata al miniaturista Simone Algisi intitolata «La bottega del calligrafo», dove si potrà ripercorrere la tecnica di scrittura antica fra bestiari e alcune raffigurazioni che riprendono narrazioni iconografiche realizzate alla mano dell’artista orobico. Nella Sala dei libri antichi si svolgerà invece l’esposizione «Sfogliar antichi testi», dove saranno presentati rari testi datati dal Cinquecento all’Ottocento, mappe e incisioni provenienti da una collezione privata oltre a libri sacri e volumi di studi francescani messi a disposizione dall’associazione Cardinal Peregrosso.

«Simone Algisi porterà anche un monumentale telero di quasi sette metri che dovremo trasportare con un camion e che avrà un grande impatto visivo, dedicato interamente alla “Passione” di Matteo e realizzato con scrittura gotica e barocca. Quest’opera nasce dal periodo del Covid dove, a causa delle varie chiusure, l’attività sociale si è ridotta e il miniaturista ha preferito ritirarsi per realizzare questo capolavoro che abbiamo già esposto al convento della Basella e al Castello Martinengo Colleoni Gonzaga a Cavernago – aggiunge la referente di Prama Cultura – Per creare quest’opera, il calligrafo ha utilizzato colori naturali, presi dal mondo minerale e naturale come il lapislazzulo o il rosso porpora, disegnando delle formule e dei capolettera in maniera veramente unica. Oltre al telero dedicato alla Passione di San Matteo, ce ne sarà uno anche dedicato al “Cantico delle Creature” con trascrizioni in stile gotico e barocco manu factum».

La rassegna dedicata alla Chiesa dell’Incoronata si concluderà a novembre quando domenica 8, dalle 14 alle 16, si svolgerà uno spettacolo itinerante con rievocazione storica ambientata all’interno degli spazi del convento. Attraverso un percorso tra chiesa, chiostri e parco, attori, cantori e figuranti in costume d’epoca accompagneranno il pubblico in una narrazione che ripercorrerà le origini del complesso e il suo rapporto storico con la comunità di Martinengo e con il condottiero Bartolomeo Colleoni.

Un appuntamento che permetterà al pubblico di ricostruire il contesto sociale, ecclesiale e culturale dell’epoca in cui il complesso venne realizzato, il tutto sotto la regia della compagnia La Gilda delle Arti con partecipazione del gruppo Bartolomeo Colleoni di Martinengo e del coro giovanile delle Nuove Armonie guidato, dalla maestra Cristina Belotti che riporteranno alla luce le melodie dell’epoca.

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