< Home

A Trescore Balneario le tradizioni scendono in strada con la 67esima «Festa dell’Uva e dell’Agricoltura»

Articolo. Dall’11 al 13 settembre torna l’appuntamento con la storica manifestazione. Tra vendemmia, sapori locali e la grande sfilata tra le vie del centro non mancheranno novità come il «Gioco dell’Oca delle Contrade»

Lettura 5 min.

A Trescore Balneario, ogni anno, c’è una festa che sembra restituire il paese a sé stesso. Succede ogni anno a settembre, quando il centro si riempie di voci, musica, profumi, costumi e colori e la «Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca» torna a ricordare quanto una tradizione possa essere viva proprio perché continua a cambiare. Questo venerdì, si ricomincia: dall’11 al 13 settembre, la manifestazione raggiunge la sua 67esima edizione. Un traguardo importante, che racconta la capacità di una comunità di ritrovarsi nel tempo attorno a un appuntamento diventato parte della propria identità. La vendemmia, i giochi di una volta, le contrade, la cucina bergamasca e gli abiti tradizionali tornano dentro una festa contemporanea, fatta di spettacoli, incontri, associazioni e persone che arrivano anche da lontano.

Venerdì 11 settembre: una festa che comincia dalla terra

Il nome della manifestazione dice già molto del suo legame con il territorio. L’uva e l’agricoltura sono il punto di partenza di un racconto che mette insieme paesaggio, lavoro, cultura materiale e convivialità. Il primo appuntamento è venerdì 11 settembre. A partire dalla sera, il centro di Trescore si animerà fino a mezzanotte: le attività commerciali apriranno eccezionalmente le proprie vetrine, mentre hobbisti, aziende agricole e realtà artigianali porteranno nelle vie e nelle piazze produzioni, oggetti e saperi differenti. I punti ristoro accompagneranno il pubblico per tutta la serata, in un percorso che intreccia il gusto con l’intrattenimento. In Piazza Cavour ci sarà anche un workshop con degustazione guidata dei vini del territorio.

Poi, come in ogni festa che si rispetti, arriva la musica. Prima in Piazzale Lotto con i Point Break, poi in Piazza Cavour con lo spettacolo di 80Voglia di Italia, per chiudere la prima giornata tra canzoni e voglia di stare insieme.

Sabato 12 settembre: Piazza Cavour diventa un «Gioco dell’Oca»

Se il venerdì introduce il pubblico all’atmosfera della festa, il sabato porta direttamente dentro uno degli elementi più caratteristici della vita di Trescore: le contrade. Nel pomeriggio del 12 settembre, infatti, Piazza Cavour si trasformerà in un enorme tabellone a cielo aperto per il «Gioco dell’Oca delle Contrade», una delle grandi novità di questa edizione. A sfidarsi saranno quattro contrade storiche di Trescore Balneario: Fornaci, Riva, Torre e Canton. Le pedine saranno persone delle contrade: due figuranti per ciascuna contrada, accompagnati da squadre in abiti tradizionali. A stabilire quale contrada potrà muovere per prima sarà la pigiatura dell’uva: vincerà la prova chi riuscirà a pigiare più uva e a produrre più succo.

Poi arriveranno le caselle. E con loro prove, domande e piccoli frammenti di memoria locale: la corsa con i sacchi, il cucchiaio con l’uovo, il grappolo d’uva da mangiare senza usare le mani, il riconoscimento in bergamasco degli oggetti della vita contadina, una pannocchia da scartocciare e il travaso del vino.

A prima vista è un gioco. In realtà, dietro ogni prova c’è un pezzo di storia e, soprattutto, un lavoro collettivo. Le contrade hanno dedicato settimane alla progettazione, alla costruzione degli allestimenti e alla preparazione delle diverse sfide. La tradizione dimostra di essere ancora viva, perché non si limita a essere raccontata, ma viene vissuta in prima persona. Il sabato continuerà poi tra i «Giochi di un tempo» lungo via Locatelli e Piazzale Lotto, gli stand di hobbisti, aziende agricole e artigiani e le proposte gastronomiche delle contrade e dei ristoratori locali. In Piazza Cavour tornerà il workshop di degustazione dei vini del territorio, mentre la sera sarà scandita dalla danza di Dance Project, dalla musica di Go Dance ASD e dallo spettacolo comico di Sergio Sgrilli alle 21.30.

Domenica 13 settembre: la festa scende in strada

La domenica è la giornata più attesa e comincia al mattino con la 19esima «Camminata tra i Colli e i vigneti», organizzata in collaborazione con il CAI di Trescore Val Cavallina e il Gruppo Alpini di Trescore Balneario. Contemporaneamente apriranno gli stand della «Fiera dell’Uva e dell’Agricoltura », mentre via Locatelli ospiterà i Giochi della Tradizione dedicati soprattutto ai più piccoli e alle famiglie. Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà verso Piazza Cavour, dove continueranno giochi, musica e proposte gastronomiche. Nel pomeriggio, alle 14.30, Trescore accoglie la «Sfilata della Tradizione»: nove carri allegorici e oltre cinquecento partecipanti attraverseranno le vie del paese in un corteo fatto di musica, colori, costumi, personaggi e storie.

È il momento in cui la festa assume la sua dimensione più spettacolare, ma anche quello in cui diventa più evidente la sua capacità di mettere in relazione realtà diverse: le contrade storiche di Trescore sfileranno accanto ad associazioni, gruppi e comunità provenienti da altri Comuni, da altre regioni e da altri Paesi. È una parata che parte dalla tradizione e finisce per raccontare il presente.

Nove carri, tante storie

E poi ci sono le contrade di Trescore, cuore storico della manifestazione. Canton Vallesse Muradello sfilerà con un proprio carro allegorico, figuranti e un gruppo di sbandieratrici. Fornaci, Riva e Torre uniranno invece le proprie forze per due carri: uno dedicato alla coltivazione dell’uva e alla pigiatura, immerso nel paesaggio naturale, e uno ispirato a una divinità romana del vino, della vendemmia e della fertilità. La Contrada Novale-Macina parteciperà con i propri figuranti in abiti storici, mentre I Masser de Trescur porteranno il carro «Sotto l’Albero della Vita Contadina», dedicato alla tradizione. A completare il quadro ci sarà il Circolo Culturale Igea, con un carro e un gruppo di giovani ispirato alla serie animata Demon Slayer, insieme alla Kimetsu no Cosplay e alle Drexia Crew. I carri della Sfilata racconteranno i mondi diversi che si intersecano nel paese. Ci sarà il gruppo ET e i so’ amis di Caravaggio, nato dall’iniziativa di un gruppo di amici che da anni coltiva la passione per la costruzione dei carri allegorici e cerca di trasmetterla anche alle generazioni più giovani.

Da Cologno al Serio arriverà invece «All The World», con un carro dedicato ad Asterix e Obelix, mentre il gruppo #Followers46 di Casazza porterà in strada un omaggio al cinema degli anni Ottanta con «We Love Top Gun». Ci sarà spazio anche per la fiaba, con Cenerentola e la sua carrozza realizzata a mano dai volontari dell’Associazione Larsen insieme al gruppo di Albano Sant’Alessandro. Accanto ai carri e ai gruppi locali sfileranno numerose realtà legate al folklore italiano e internazionale, dai gruppi folkloristici boliviani a un’associazione ucraina, da una maschera tradizionale veronese alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP), partner dell’evento.

All’arrivo in Piazza Cavour, una giuria assegnerà i riconoscimenti ai carri e ai gruppi che si sono distinti. Poi sarà ancora il folklore a prendere la scena con le esibizioni curate dalla FITP.

Le cornici dell’evento: la tavola e l’arte

C’è un modo migliore di conoscere un territorio che sedersi a tavola? Per tutta la durata della festa, le aree ristoro gestite dalle contrade e dai ristoratori locali accompagneranno il pubblico con i grandi classici della cucina bergamasca. La polenta sarà una delle protagoniste, insieme allo stinco, alla salsiccia con cipolla, ai casoncelli, al risotto al Valcalepio e tanto altro.

È difficile immaginare una festa dedicata all’uva senza pensare a tutto ciò che succede dopo la raccolta: il vino da condividere, la tavola, le persone che si incontrano. La cultura agricola, del resto, non è fatta soltanto di lavoro e produzione, ma anche di occasioni per stare insieme. Nel fine settimana, inoltre, in collaborazione con la Pro Loco saranno organizzate visite guidate all’Oratorio Suardi, uno dei luoghi di maggior interesse storico e artistico del paese. Gli appuntamenti saranno distribuiti tra il sabato pomeriggio e la domenica, al mattino e al pomeriggio, con accesso a numero chiuso e prenotazione.

La tradizione non è una fotografia

Forse il modo migliore per capire la «Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca» è proprio questo: non pensare alla tradizione come a qualcosa di fermo. A Trescore la memoria contadina parte dalla pigiatura dell’uva che decide l’ordine di partenza del Gioco dell’Oca, passa dai giochi di una volta, dalle parole in bergamasco e dagli abiti storici, e arriva fino alla costruzione dei carri, alla musica e agli spettacoli.

È una tradizione che cambia forma senza perdere il proprio significato. Come sottolinea il sindaco di Trescore Balneario, Danny Benedetti: «La “Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca” è molto più di un evento: è il modo in cui Trescore Balneario racconta se stessa, la propria storia contadina e la propria identità di comunità – dichiara il primo cittadino – Anno dopo anno cresce la partecipazione delle contrade, delle associazioni e delle famiglie, e cresce l’apertura verso le tante realtà che oggi vivono il nostro paese, che portano in sfilata le proprie tradizioni accanto alle nostre. È un patrimonio che dobbiamo continuare a custodire e valorizzare. Un ringraziamento sincero va alla Pro Loco di Trescore Balneario, a tutte le contrade, le associazioni e i volontari che ogni anno rendono possibile questo appuntamento».

Perché una festa dell’uva, in fondo, parla sì di ciò che nasce dalla terra, ma soprattutto di quello che succede quando quella terra riesce ancora a mettere insieme le persone che la vivono.

L’evento è realizzato grazie al contributo del bando di Regione Lombardia «Lombardia Style».

Per informazioni e contatti visitare il sito del Comune e di inLombardia.

Approfondimenti