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«Brusa Easter Slam», una dodici ore di basket e di solidarietà per Slums Dunk

Articolo. Sabato 4 aprile a Brusaporto ci sarà l’evento benefico no-stop che raccoglierà scarpe da basket per le accademie nel mondo. L’ospite d’onore sarà Tommaso Marino

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Un’attività di Slums Dunk (Foto Sinedita-Eco)

«B rusa Easter Slam», quando la passione va a canestro. Ed il fine ha il valore di una palla a spicchi che s’infila nella retina a fil di sirena. Rigorosamente senza toccare il fatidico ferro. Perché sabato 4 aprile a Brusaporto non saranno “solamente” 12 ore no-stop di pallacanestro bensì un’iniziativa benefica il cui ricavato sarà devoluto a Slums Dunk , la famosa organizzazione di volontariato creata da Tommaso Marino e Bruno Cerella nel 2011. L’amicizia tra i due – passati entrambi durante le rispettive carriere sportive dal nostro territorio, da Treviglio nello specifico – non è nata solo in nome dell’amore per lo sport, ma anche per la voglia di fare del bene contribuendo ad alleviare le sofferenze nelle zone economicamente e socialmente degradate del mondo.

Non è un caso se, a proposito di connubi, il nome dell’associazione richiami un abilissimo gioco di parole tra Slam Dunk (la «schiacciata» in gergo) e Slums (baraccopoli). Ma il progetto – oltre 25 mila i follower su Instagram – non crea solamente accademie di basket nel globo, opera anche sul territorio italiano mirando alla riqualificazione di spazi urbani confluiti, in primis, nel «PlayGround Project», capace di coinvolgere aree di Milano spingendosi a Legnano e dintorni. Ma questo è solo un assaggio di ciò che la community ha saputo creare e continua ad operare nella direzione di «fare del bene».

Con lo stesso intento, i ragazzi di Brusaporto hanno deciso di mettersi in gioco, abbinando un evento cucito su misura per i propri ragazzi a una solidarietà che possa altresì lanciare messaggi dalla forte valenza sociale ai protagonisti che saranno sul rettangolo della palestra comunale di via Tognoli 2. E nello specifico: gli under 12 dalle 10 alle 12.30, gli juniores dalle 12.30 alle 17.30 e la categoria Open dalle 17.30 alle 22. L’opportunità dunque, estesa a tutte le società sportive fuori e dentro la Bergamasca, non è mirata solamente a corroborare un movimento che necessita sempre di nuova linfa, ma di vivere un’esperienza significativa: contribuire, pur in minima parte, a diventare un tassello di un mosaico internazionale dato che l’invito è quello di donare scarpe che poi saranno parte del materiale da utilizzare nelle accademie cestistiche attive in Kenya, Zambia, Cambogia e Argentina.

«L’idea è nata da tre ragazzi appassionati di sport a Brusaporto – spiega Marco Stella poiché con il direttore sportivo della sezione, Luca Quadri, e con il suo alter ego della parte pallavolo, Chiara Tribbia, si voleva creare qualcosa in grado di dare impulso alla realtà, abbinando un appuntamento ad un fine benefico. Ho conosciuto qualche anno fa Tommaso Marino, quando giocava a Scafati e ne ho sempre apprezzato la voglia di mettersi in gioco per questi scopi. Siccome, nel nostro piccolo, l’idea era quella di fare altrettanto dando un contributo alla Odv creata da lui e da Bruno Cerella, l’ho contattato ed il suo entusiasmo è ciò che ci ha immediatamente coinvolto. Organizzare una kermesse simile significa tantissimo lavoro, impegno e sacrifici ma sapere che l’operato potrà regalare un sorriso a chi è meno fortunato, riempie decisamente il cuore. Ragion per cui il mio invito a tutti gli appassionati e non solo è di venire a trovarci ed essere presenti il più possibile perché ci si divertirà anche attraverso un nobile gesto».

Sarà la classica goccia nel mare? Perché no? Ciò che conta è esserci e abbinare due mondi che, attraverso connessioni simili, possono guardare anche stavolta nella stessa direzione. Alle 12 sarà presente proprio Tommaso Marino, per raccontare il progetto e l’impatto sociale della sua realtà, che utilizza lo sport come strumento di crescita e inclusione per migliaia di giovani. L’ex cestista senese di nascita – oggi uno dei principali creator a tema basket sui social – ha chiuso la carriera due anni fa a Legnano dopo aver indossato la maglia di Treviglio in tre “tornate” (2010-11, per qualche mese nel 2012 e dal 2013 al 2018). Insieme a Tommaso a Brusaporto ci sarà anche Javan, ragazzo nato a Masaba in Kenya che sogna di diventare professionista proprio grazie all’incontro con Slums Dunk.

A proposito di sforzi, da applaudire anche quello dei ragazzi orobici: «Nessuno di noi – sorride Stella – aveva mai organizzato qualcosa di simile prima d’ora. In due mesi abbiamo abbassato la testa e adesso siamo veramente orgogliosi di quanto si potrà vivere e far vivere la vigilia di Pasqua. Non è stato facile trovare gli incastri giusti e la speranza è vedere i risultati nel medio-lungo termine, in ambito sociale ma anche in quello meramente sportivo. Per garantire alla nostra società il futuro che merita, incrementando contestualmente il numero di categorie».

Nel 2014, Slums Dunk ha realizzato il primo campo da basket nella baraccopoli di Mathare, a Nairobi, in Kenya. Dodici anni dopo, il progetto continua a crescere con forza, portando avanti una missione chiara: promuovere uguaglianza, dialogo tra culture e nuove opportunità di sviluppo. Un percorso che passa dal recupero di spazi abbandonati o trascurati, trasformati in campi aperti alla comunità, dove lo sport diventa strumento educativo, inclusivo e aggregativo. Gli stessi valori che animano anche il movimento cestistico di Brusaporto, sostenuto dall’impegno di giovani determinati: ragazzi che non si limitano a giocare, ma scelgono di andare oltre il campo. Perché sì, resta un gioco. Ma quando lo si prende sul serio, può dare vita a iniziative capaci di avvicinare realtà solo apparentemente lontane, unite da qualcosa di più forte dei chilometri. Un’energia che crea connessioni, che genera opportunità, che sa diventare, a tratti, persino magia. È una questione di cuore: di giovani che tendono la mano ad altri giovani. Succede nella nostra provincia come dall’altra parte del mondo. E non soltanto per dodici ore: ciò che non si ferma mai è la dedizione, è la passione, è quel battito continuo che accompagna un pallone sempre in movimento.

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