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Come stanno riaprendo i locali #1: Ink Club e Edoné

Articolo. Ci siamo fatti raccontare dai diretti interessati la risposta al lungo lockdown dei luoghi di ritrovo del nostro territorio. Timori e voglia di reagire, progettualità e crowdfunding: l’obiettivo non è solo resistere, ma anche rigenerare gli spazi per vivere al meglio la stagione estiva

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L’estate ci vedrà diversi, a partire dai locali che frequentiamo. Anche se le apparenze non lo mostrano apertamente, infatti, nella sua essenza più intima la riapertura estiva vede questi luoghi diversi, in parte provati ma a tratti motivati, con consapevolezze nuove per tutti. Abbiamo provato a chiedere a Edoné e Ink Club quanto il periodo vissuto li abbia cambiati. Abbiamo scoperto che anche i locali, come le persone, possono stringere amicizie speciali nei momenti di difficoltà.

Con lentezza torna l’estate in città. Si vede dal rianimarsi delle pagine social che annunciano – con il ritardo dovuto all’emergenza appena passata – le riaperture estive, i tavoli esterni, le soluzioni per prenotare e le grafiche della nuova stagione.
Ci apprestiamo a ritrovare la cosa più simile alla quotidianità estiva, spezzata solo dalle mascherine, abbassata sul mento o appesa a un orecchio per bere e mangiare. Quei dpi che continuano a mantenere “diversa” e insolita questa stagione 2020.

Comincia un’estate in cui il profumo di igienizzante per le mani si sostituisce a quello dell’anti-zanzare. Mentre silenzio e chiacchiericcio occupano lo spazio solitamente riservato alla musica, che ancora non può ripartire con le performance live per le limitazioni imposte dalle norme.

Poco a poco però riaprono tutti: tra chi lo ha già fatto e chi attende le ultime autorizzazioni, riorganizzandosi intanto per rispettare il regolamento vigente. Ma se è cambiato il modo del cliente di rapportarsi con il locale – ormai sa che deve avere un posto a sedere e mantenere le distanze il più possibile – quello di cui forse ci accorgiamo meno è quanto siano cambiate le persone dietro al bancone. Quelle che rispondono al telefono e ai messaggi, quelle che uniscono la voglia di tornare al lavoro all’ansia del rispetto di comportamenti stringenti e al timore che tutto questo, il lockdown, potrebbe succedere di nuovo.

Per alcuni sarebbe il colpo di grazia finale. Tra loro c’è chi continua a lottare ancora adesso, fortemente azzoppato dalla situazione. Altri invece hanno avuto la forza e la capacità di saldare ancor più la loro amicizia e la voglia di collaborare. È il caso di Ink Club e Edoné che continueranno a creare eventi insieme per tutta l’estate, pur mantenendo ognuno il proprio stile.

Ink Club

Ink Club ha riaperto i battenti già lo scorso 5 giugno, con lo slogan del suo crowdfunding #nonsostaresenzaink, un tentativo concreto per risollevarsi dall’emergenza. Il locale, che durante tutto il fermo forzato è stato il presidio del volontariato e dell’assistenza dal basso garantita dal progetto SuperBergamo , non nasconde i suoi problemi con le spese fisse (affitto, manutenzione spazi, utenze). Per questo sul sito produzionidalbasso.com è attiva la campagna che chiede con una donazione minima di sostenere la resistenza di un Arci attivo sul territorio da 10 anni con concerti, mostre, incontri, web radio, scuole di musica e la recente esperienza della ciclofficina.

La filosofia che anima il club è di apertura verso tutte quelle sottoculture che animano l’ambiente musicale-artistico underground, con un’attenzione particolare rivolta ai temi dell’antirazzismo, antisessismo, antiomofobia e antifascismo – spiega Dimitri Sonzogni, mentre prova a mettere in fila tutti i pensieri dell’ultimo periodo – Durante l’emergenza Covid le associazioni che come la nostra si basano sui contributi liberi dei soci sono state tra le prime a chiudere e tra le ultime a ripartire e hanno perciò riscontrato (e tutt’ora lo fanno) molteplici difficoltà inerenti la loro stessa sopravvivenza”.

Difficoltà che si sono riversate sulla programmazione prevista: “Noi, come molti altri, siamo stati costretti a cancellare in toto la terza parte di stagione, che solitamente ci dava molte gioie in termini artistici e di partecipazione. Ma non ci siamo pianti addosso. Sin da principio abbiamo creato con gli amici di Edonè il progetto ’Bergamo Diffonde’, un format online che voleva continuare a dare voce al mondo della cultura malgrado il lockdown. Oggi, dopo tre mesi e mezzo, ancora lo portiamo avanti con incontri e DJ set in streaming, grazie all’infinita disponibilità di artiste ed artisti bergamaschi, che non smetteremo mai di ringraziare”.

Dicevamo prima di SuperBergamo: “Abbiamo pure abbracciato le istanze di questa rete solidale di associazioni e realtà del territorio che durante la fase 1 ha servito città e provincia in maniera volontaria e ne siamo diventati il magazzino operativo, anche in questo caso grazie all’aiuto di volontarie e volontari, che ugualmente ringraziamo moltissimo. Nel frattempo però non abbiamo mai smesso di pensare e ripensare al nostro progetto in ottica presente e futura, consapevoli che avremmo dovuto evolverci verso qualcosa di sostenibile e del tutto nuovo, anzitutto per noi”.

Da questi presupposti è nato “Holiday Ink”, “il nostro primo spazio estivo, con un cortile completamente trasformato in una piccola ma accogliente ’spiaggia urbana’, ottima musica diffusa e videoproiettata, e un servizio bar e cucina in costante evoluzione, aperto dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 2. Abbiamo anche un nuovo logo, dei nuovi progetti di utilizzo degli spazi e pure una raccolta fondi per chiunque volesse darci una mano e sostenerci”.

Edoné

Sabato 13 giugno ha invece riaperto, non senza difficoltà nella comunicazione, anche Edoné. I consueti tavoli all’aperto caratterizzeranno un’estate en plan air, come l’hanno ribattezzata gli organizzatori, con 300 posti totali, l’app Menu MySelf per prenotarsi e una nuovissima tessera per fidelizzare i clienti. Sono giorni frenetici al locale, in cui si inizia a lavorare al mattino presto e si finisce la sera tardi, per igienizzare, pulire, ordinare, gestire, migliorare, ma soprattutto capire cosa succederà di settimana in settimana.

Marco Bonomi, gestore di Edoné racconta queste giornate così: “Questa situazione ci ha spiazzato, ma siamo riusciti a renderci conto come sia importante non dar nulla per scontato. Quello che abbiamo fatto in questi giorni è stata una rilettura del progetto di Edoné che stiamo riuscendo ad arricchire senza snaturarlo nei suoi presupposti. Una delle immagini a cui più ci siamo legati in questo periodo è quella dell’acqua, per la sua capacità di adattarsi, di cambiare forma ma non sostanza, e così abbiamo rimodellato le difficoltà in occasioni”.

Ne è nato un progetto rinnovato, completamente all’aperto, con un menù di hamburger (anche veg), pizze e stuzzicherie, oltre agli immancabili cocktails e le birre: “Siamo riusciti a prenderci del tempo per noi, a lavorare sulla progettualità. Costretti alle riunioni virtuali in team, le abbiamo usate per comunicare e condividere di più le idee di ciascuno e la nostra parte digitale e innovativa è aumentata molto. Durante la chiusura totale il nostro progetto Pony Burger ha lavorato. Questo ci ha dato la possibilità di capire la situazione nel suo evolversi, ma anche di continuare a far vedere la nostra presenza, di mostrarci, di farci conoscere e riconoscere dalle persone”.

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato l’esperienza di delivery di Pony Burger, la cui eco non si è spenta fino ad oggi. “È stata un’esposizione personale particolarmente apprezzata, lo abbiamo visto nei messaggi inaspettati che ci hanno raggiunto e, perché no, nelle mance che sono arrivate. Anche per questo abbiamo deciso di non riaprire in tutta fretta, ma di prenderci del tempo per farlo bene e assumendoci le nostre responsabilità ”.

Tirate le somme “ne siamo usciti molto rafforzati. Abbiamo creato un rapporto molto più saldo con tutti i nostri partner e ne abbiamo scoperti di nuovi. Siamo stati mediatori e facilitatori e abbiamo permesso alle persone di conoscerci. Allo stesso tempo siamo riusciti a far nascere il progetto di Pony Drink a cui pensavamo da tanto tempo senza trovare la spinta per realizzarlo”.

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Pagina Facebook Edoné

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