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Con «Il Borgo della luce» Lovere incanta trasformandosi in una galleria d’arte a cielo aperto

Articolo. Fino al 13 settembre illustrazioni, videomapping e installazioni luminose firmate da tre artisti internazionali ridisegnano piazze e palazzi della cittadina che affaccia sul Lago d’Iseo

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(Foto A. Stella)

La luce è fonte e metafora di vita, da quando veniamo al mondo, è la prima esperienza che viviamo. Ci indica la strada nel buio della notte così come era indispensabile per tracciare la rotta ai naviganti dei secoli scorsi. Quando l’illuminazione viene a mancare, la sensazione è quella di spaesamento e incertezza. C’è un borgo che ha deciso di celebrarla: è Lovere, all’interno di uno dei Borghi più belli d’Italia.

La cittadina affacciata sul Sebino ha dato vita alla nuova edizione di «Lovere, il Borgo della luce», un progetto artistico che coinvolge lighting designer, illustratori e maestri della cultura che, attraverso le installazioni luminose hanno reinterpretato alcuni degli scorci più suggestivi di Lovere con uno sguardo inedito. L’evento ha preso il via lo scorso 20 giugno in occasione della «Notte Romantica» e proseguirà ogni sera sino al 13 settembre con le facciate del centro storico e del lungolago che si trasformeranno in una vera e propria tela luminosa dove, grazie alla collaborazione con tre artisti internazionali, sarà possibile raccontare storie incantate.

«Lovere, il Borgo della luce è ormai diventato un progetto identitario per la nostra comunità: un modo per raccontare il paese attraverso uno sguardo sempre nuovo, capace di unire la bellezza del nostro patrimonio storico e paesaggistico con il linguaggio universale dell’arte – spiega la sindaca di Lovere Claudia Taccolini –. Siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione con Keyframe e Bergamo Animation Days, che ci permette di portare a Lovere artisti di rilievo internazionale e di trasformare le nostre piazze in una galleria a cielo aperto accessibile a tutti. Le opere di Denise Shimabukuro rappresentano perfettamente lo spirito del progetto: creare emozione, stupore e occasioni di incontro».

La grande protagonista sarà appunto Denise Shimabukuro, illustratrice di fama internazionale per libri per bambini, nata e cresciuta alle Hawaii prima di spostarsi in California. Dopo il trasferimento in California ha lavorato come character designer per Hanna-Barbera e come freelance per DIC Enterprises entrando così a far parte di Disney Publishing prima come artista e poi come art manager. La sua fantasia ha accompagnato così l’infanzia di milioni di bambini che hanno potuto immaginare un mondo fatato che si è poi espanso nei settori dei fumetti e dei timbri oltre a diventare design di magliette e gioielli. In grado di costruire un team che potesse spingersi fino a Los Angeles, Parigi, Londra e Milano, Shimabukuro ha contribuito alla progettazione di personaggi per film prodotti da Disney Toon Studios come il celebre Stitch, il mostriciattolo azzurro tanto amato dai più piccoli, protagonista degli omonimi film d’animazione e compagno d’avventura della bambina Lilo Pelekai.

Questa atmosfera magica ha già cominciato ad animarsi in tutto il suo splendore sulle facciate dei palazzi di Piazza XIII Martiri in un universo poetico fatto di personaggi delicati, atmosfere sognanti e immagini capaci di parlare a tutte le generazioni. Al suo fianco, fra Palazzo Tadini e Piazza Garibaldi, ci saranno le illustrazioni di Stefano Grassi, un artista che conosce molto bene il territorio essendo originario dell’Alto Sebino. Il commercial illustrator camuno è specializzato nel raffigurare momenti di vita quotidiana, collaborando nel 2016 anche con Christo per la realizzazione di «The Floating Piers», la mastodontica passerella gialla che collegava la sponda bergamasca del Sebino con Montisola.

Da questa esperienza è nato il fumetto omonimo dove Grassi, grazie ai suoi colori accesi, ha ripercorso tutti i passi per portare un’opera di percezione internazionale nel bel mezzo del Lago d’Iseo. Trasferitosi in Francia, l’illustratore bresciano cercherà di portare sulle pareti degli edifici di Lovere un racconto del territorio attraverso le persone che lo abitano, trasformando gesti quotidiani, paesaggi e relazioni in immagini poetiche e contemporanee.

«L’idea che mi hanno proposto era quella di far sì che le opere proiettate sui palazzi raffigurino la vita attorno agli edifici stessi, come se fossero questi ultimi a osservare gli abitanti di Lovere, sia chi ci vive tutto l’anno, sia chi è soltanto di passaggio. Anche se il turista viene spesso visto in ottica di consumo, penso che quest’ultimo sia un abitante temporaneo, qualcuno da responsabilizzare e considerare parte del luogo - confessa Grassi -. Le opere mostrano una serie di scene ispirate alla vita quotidiana, rielaborate artisticamente, che raccontano il territorio attraverso ciò che è più importante per chi lo vive. Tranne che per una persona che mi è stata richiesta dagli organizzatori, gli abitanti non sono persone riconoscibili, ma figure che rappresentano la comunità. Essendo originario dell’Alto Sebino e avendo trascorso parecchio tempo a Lovere, ho sfruttato l’immaginazione e la memoria per raffigurare questi momenti».

A chiudere il cerchio sarà qualcuno che Lovere la vive e la respira tutti i giorni come Francesco Pegurri che, in Piazza Vittorio Emanuele II e sulla Torre Civica, metterà in mostra le proprie opere puntando in particolare sulla struttura dei caratteri e sulle diverse forme che le lettere possono ottenere. Avvicinatosi all’arte attraverso il mondo dei tatuaggi, il 29enne orobico ha trasportato le proprie idee su tela giocando molto con i contrasti fra i colori, fra luci e ombre che si addensano nelle sue opere.

Lo studio della calligrafia è stato trasportato anche sugli edifici come si vedrà a Lovere con motivi calligrafici che cambiano direzione, spessore e profondità a seconda dei soggetti raffigurati, creando volumi e contrasti di forme per un’impronta più contemporanea e d’avanguardia che gli ha permesso di collaborare con Keaps, uno dei più noti artisti calligrafici a livello mondiale. Ora la sua arte arriverà anche nel paese dov’è cresciuto, regalando un’unione tra forme artistiche diverse che avranno come comune denominatore proprio la luce.

«Essendo la mia tecnica piuttosto particolare, legata alla calligrafia e a gesti molto rigorosi, ho pensato inizialmente di proporre una serie di dipinti che avevo già realizzato nel 2024 riguardanti il tema dei riflessi delle barche sull’acqua. Abbiamo pensato di proporre la raffigurazione di un canneto, presente a Lovere, utilizzando tonalità molto vivaci a cui si è affiancato il dettaglio di un altro dipinto nel quale si intravedono le barche e le boe, un’immagine che si lega maggiormente al tema dei riflessi e che permette di creare una connessione continua fra il lago e l’abitato che gli sta di fronte» conclude l’artista.

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