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Dal Merlot al Cabernet, dove assaggiare i vini premiati a Bergamo

Articolo. A Villa Carrara, il 17 ottobre, si potranno assaggiare i vini vincitori del concorso internazionale e incontrare i produttori bergamaschi. L’occasione è anche quella dei cinquant’anni della DOC Valcalepio

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Per tre giorni, dal 15 al 17 ottobre, Merlot e Cabernet tornano a incontrarsi sotto il cielo bergamasco. Giunto alla ventiduesima edizione, il Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme» rinnova un appuntamento che, ogni autunno, mette a confronto campioni di diverse provenienze e tradizioni enologiche. L’evento, organizzato da Vignaioli Bergamaschi con il sostegno di Consorzio Tutela Valcalepio, Good Senses e Camera di Commercio di Bergamo, porterà quest’anno le giurie internazionali di tecnici e giornalisti a giudicare i campioni presso le officine OMCN. La sede ufficiale dell’edizione 2026 sarà invece il Comune di Villa di Serio, con Villa Carrara al centro degli appuntamenti aperti al pubblico.

Gran parte del palinsesto delle tre giornate resterà riservata agli addetti ai lavori: tecnici, giornalisti di settore, produttori, chiamati a valutare i campioni in concorso e a confrontarsi sulle evoluzioni del settore. Però sabato 17 ottobre il programma aprirà le porte anche al grande pubblico, con un pomeriggio pensato per tutti coloro che amano il vino. Dalle 15 alle 18, nella Tinaia di Villa Carrara, sarà possibile accedere gratuitamente al banco d’assaggio dei vini vincitori del 22° Concorso Enologico Internazionale. I risultati saranno proclamati nella stessa mattinata, al termine della tavola rotonda «Vendesi Vino Disperatamente», in programma dalle 9 alle 12 nella Sala delle Carrozze dello stesso edificio.

Una mattinata di costruttivo confronto, seguita da un pomeriggio di sapori, cultura, profumi e assaggi incrociati: calici arrivati da lontano, selezionati da una giuria internazionale tra centinaia di campioni iscritti, saranno affiancati da un secondo banco, tutto bergamasco, allestito sotto l’insegna di «Emozioni di Valcalepio». Il pubblico potrà incontrare i produttori del Consorzio Tutela Valcalepio, degustare le etichette Valcalepio DOC e Terre del Colleoni DOC e ascoltare il racconto della vendemmia appena conclusa, dalla voce di chi l’ha vissuta in prima persona. Un’occasione preziosa per congiungersi, in un solo pomeriggio, con prestigiose etichette internazionali e con il vino d’eccellenza del nostro territorio.

A rendere questa edizione diversa dalle precedenti contribuiranno alcuni accorgimenti tecnici pensati ad hoc per la degustazione in concorso, a partire dal servizio dei campioni: grazie al supporto di Nevada, le giurie internazionali potranno infatti contare su cantinette refrigeranti capaci di regolare con precisione la temperatura delle bottiglie; un dettaglio tutt’altro che marginale per chi deve valutare e confrontare vini provenienti da territori e condizioni climatiche differenti tra loro. Non mancherà, come da tradizione, il coinvolgimento dei più giovani: saranno gli studenti dell’IS San Pellegrino Terme ad affiancare l’organizzazione in diverse fasi della manifestazione, a partire dal delicato compito di servire i campioni alle giurie; al contempo, all’associazione Traiettorie Itineranti, nata per formare al turismo i ragazzi del territorio, sarà affidata la visita guidata di Villa di Serio, in programma venerdì pomeriggio.

Cinquant’anni di Valcalepio, una storia più antica di quanto sembri

Dietro «Emozioni di Valcalepio» si cela un traguardo storico. Il Valcalepio, denominazione che porta il nome del territorio bergamasco, compie cinquant’anni; una delle DOC più antiche d’Italia, fondata dagli stessi produttori con l’intento di proteggere e promuovere il vino, restituendo centralità alla viticoltura collinare bergamasca. A distinguerlo, l’effigie del condottiero Bartolomeo Colleoni. A tracciare il bilancio di mezzo secolo è il presidente del Consorzio, Marco Locatelli, alla guida dell’ente dal 2023, confermato quest’anno per un nuovo mandato, e produttore con la famiglia, a Pontida, nell’azienda agricola Tosca: «Quest’anno celebriamo il cinquantesimo del nostro Valcalepio, taglio bordolese per eccellenza. Non è un uvaggio di moda: è un prodotto di pura tradizione, nato su vitigni già presenti in Bergamasca e condotti nel nostro territorio durante l’epoca della dominazione francese».

Il riferimento al “taglio bordolese” non rappresenta un mero dettaglio da addetti ai lavori: è la chiave stessa del concorso che ospita i festeggiamenti. «Emozioni dal Mondo» è infatti, come ricorda Locatelli, l’unico concorso enologico al mondo riconosciuto ufficialmente dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), con sede a Parigi – dedicato esclusivamente ai tagli bordolesi, ossia agli uvaggi di Merlot e Cabernet Sauvignon di cui il Valcalepio è, in terra bergamasca, l’espressione più compiuta. Marchi che hanno conosciuto fortuna crescente ben oltre i confini della loro culla originaria, quella Bordeaux da cui prendono il nome: dai Supertuscan toscani alle etichette californiane e sudafricane. Il Valcalepio rappresenta, in questo panorama, un caso di assoluta particolarità: un vino che ha contribuito a definire il percorso della denominazione e che continua a legare la produzione locale a una cultura enologica di respiro internazionale.

Meno bottiglie, più qualità: che cosa racconta oggi il mercato

Se il pomeriggio di Villa Carrara guarda al territorio e alla sua storia, la mattinata della stessa giornata, con la tavola rotonda «Vendesi Vino Disperatamente», guarderà invece al presente. Il tema è la crisi del comparto vinicolo, una difficoltà di vendita che da tempo attraversa il settore. L’incontro, moderato da Sergio Cantoni, enologo e Presidente di Vignaioli Bergamaschi, metterà a confronto professionisti della filiera su una delle questioni più urgenti per il comparto: la vendita del vino in un mercato che cambia pelle. «Per trovare soluzioni, bisogna prima riconoscere che il problema esiste», commenta il Presidente Cantoni, «solo prendendone davvero coscienza si può affrontarlo. Per questo, abbiamo voluto riunire voci ed esperienze diverse, dalla formazione commerciale alla ristorazione, dal mercato italiano a quello estero, per confrontarci senza reticenze sulle difficoltà che attraversano la filiera. Dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione abitudini e modelli consolidati, senza rifugiarci in formule consolatorie o pensare che basti reinventarsi. Se per vendere vino bisogna cambiare mestiere, allora è il momento di interrogarsi seriamente sul futuro del settore e cercare risposte concrete, soprattutto per le aziende più piccole, che oggi faticano maggiormente a sostenere questa congiuntura». Relativamente a questo punto, il Presidente del Consorzio Valcalepio Marco Locatelli offre un’ulteriore chiave di lettura: «Come è stato evidenziato da una statistica presentata da Federdoc, l’organizzazione italiana di tutte le denominazioni d’origine, i vini DOC non hanno praticamente sofferto significativi cali di vendita. Il consumatore, infatti, sta migrando consistentemente su vini a denominazione d’origine, su prodotti certificati: si beve meno, ricercando una qualità maggiore». Un quadro ribaltato per i vini da tavola, privi di denominazione, che secondo la stessa rilevazione avrebbero invece accusato un contraccolpo ben più severo, indice, per il presidente del Consorzio, di come il pubblico non abbia smesso di bere, ma abbia iniziato a scegliere con più cura, trasformando il vino, sempre più spesso, in un elemento imprescindibile per le preziose occasioni.

Una lettura che, per Locatelli, restituisce al vino un significato che va oltre la bottiglia. «Non si tratta solo di un alimento o di una bevanda: parliamo di un prodotto che dentro di sé racchiude storia, geografia, tradizioni, terroir. Un elemento legato indissolubilmente alla storia e alla cultura italiana, bergamasca in particolare: per i nostri conterranei il vino è sempre stato fondamentale, anche dal punto di vista del sostentamento delle persone. Nella nostra anima agricola, la vite ha sempre ricoperto un ruolo primario». Una riflessione che, più di qualsiasi statistica, aiuta a comprendere perché il pomeriggio di degustazione aperto al pubblico, tra etichette giunte da ogni continente e vini nati sulle colline bergamasche, assuma quest’anno il valore di una vera celebrazione. Non soltanto la festa per i cinquant’anni del Valcalepio, ma il riconoscimento di una storia che continua a rinnovarsi senza smarrire le proprie radici: quella di una denominazione che ha saputo custodire un’identità, di un paesaggio modellato dalla vite e di una comunità che nel vino non ha mai visto soltanto un prodotto, bensì uno dei linguaggi più autentici della propria memoria e della propria appartenenza.

Il programma completo della tre giorni e le modalità di partecipazione al pomeriggio di degustazioni sono disponibili sui canali del Consorzio Tutela Valcalepio e di Vignaioli Bergamaschi.

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