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«Food Film Fest», il linguaggio universale del cinema racconta il cibo del mondo

Articolo. Torna il festival in Città Alta, da mercoledì 19 al 22 agosto, con grandi nomi del cinema, della televisione e della cultura gastronomica italiana: da Enzo Iacchetti a Steve Della Casa fino a Gianni Fantoni con l’omaggio all’universo di Paolo Villaggio e alla figura di Fantozzi

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Uno scatto di una passata edizione del festival

Dalle vivande stregate, con cui Circe tramuta i compagni di Ulisse in bestie, agli appetiti di Gregor Samsa (che cambiano con l’evolversi del suo organismo), fino a giungere alle curiose pietanze del paese delle Meraviglie (in grado di accorciare o di allungare la statura di Alice) e senza dimenticare il cristianesimo e la cristologia del pane e del vino: insomma, da sempre «cibo» significa «metamorfosi». In questi caldi giorni d’agosto, a ricordarci, come direbbe Feuerbach, che noi «siamo quello che mangiamo», sarà la tredicesima edizione del « Food Film Fest » che, organizzato dalla Camera di commercio di Bergamo e dall’associazione culturale «Art Maiora», con la partecipazione di Coldiretti Bergamo e di Slow Food Bergamo Valli Orobiche Bassa Bergamasca, avrà come tema proprio quello della «metamorfosi» e si svolgerà dal 19 al 22 agosto in Città Alta, presso Piazza Mascheroni. «“Metamorfosi” è una parola che racchiude il moto infinito della vita – afferma Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di commercio di Bergamo –, e che narra il modo in cui il tempo agisce sulle cose, sulle persone e sulle culture. Il “Food Film Fest” rappresenta un’occasione preziosa di riflessione sullo sviluppo sostenibile: tema particolarmente rilevante per una realtà, come quella bergamasca, dove le produzioni agroalimentari di qualità costituiscono un patrimonio di grande spessore».

Incontri, approfondimenti e degustazioni

Le storie con cui, da tredici anni, il «Food Film Fest» accende il grande schermo, arrivano da ogni parte del mondo. Storie nate nelle cucine di famiglia e nei campi, tra le mani di chi custodisce antiche tradizioni e nello sguardo di chi immagina il futuro. Un viaggio cinematografico che attraversa continenti e culture diverse e che, tramite il cibo, legge il tempo presente e racconta ciò che unisce genti diverse e popoli lontani.

Dal 2014, anno della sua nascita, il festival ha raccolto oltre 6.500 opere provenienti da 103 nazioni, costruendo, edizione dopo edizione, una grande mappa di immagini, sapori e testimonianze. Una collezione preziosa e sempre più ampia che descrive il pianeta attraverso il linguaggio universale del cinema. «Nel cibo, la metamorfosi accade ogni giorno – spiega Zambonelli – Un ingrediente muta forma, consistenza e sapore attraverso conoscenza, gestualità, tecnica e creatività. Ma, dietro ogni trasformazione, si cela qualcosa di più profondo. Ogni piatto conserva infatti il segno dell’incontro fra territori e generazioni, diventando specchio del cambiamento delle società e delle comunità e facendosi ponte, attraverso la memoria, fra passato e futuro. In questo processo, il cinema entra con una forza unica: abbraccia il reale, lo trasforma in racconto e lo restituisce agli spettatori». Come sempre, al centro della tredicesima edizione del «Food Film Fest», il concorso cinematografico internazionale, con 41 film selezionati tra oltre 600 opere candidate provenienti da 90 nazioni e suddivisi nelle categorie «Doc», «Movie» e «Animation». Le opere in gara accompagneranno l’intero programma fino alla serata finale, quando si terranno le premiazioni e saranno proclamati i vincitori. Ricco il ventaglio di eventi offerto. Fra i più attesi, quello della prima serata con Enzo Iacchetti, uno dei volti più amati della televisione e dello spettacolo italiano, che sarà protagonista, insieme a Icio De Romedis, di un incontro dedicato al cortometraggio «Oggi offro io». Un momento che unirà cinema e memorie personali e che ripercorrerà la carriera del “battitore libero” della tv italiana, alla volta di un’immagine più intima e inedita. La giornata inaugurale, inoltre, renderà omaggio a Carlo Petrini, fondatore di «Slow Food» e voce tra le più visionarie della cultura gastronomica contemporanea, scomparso quest’anno. Raoul Tiraboschi, coordinatore di Food Policy Bergamo e Food Policy Advisor WFMC – Roma, ne ripercorrerà l’eredità: un pensiero pionieristico che ha restituito al cibo il suo profondo valore sociale, culturale e identitario. Nei giorni a seguire, lo sguardo internazionale del festival arriverà fino in Bolivia, con due appuntamenti dedicati a Cochabamba, «Città creativa UNESCO per la gastronomia» e partner di Bergamo in un percorso di scambio culturale.

Tra dialogo, cinema e degustazione a tema, il pubblico potrà entrare in contatto con tradizioni che raccontano il legame tra cibo e comunità. Il programma proseguirà con la presentazione di «Indomite in cucina», insieme alle scrittrici Silvia Casini e Raffaella Fenoglio, che porterà il pubblico nelle cucine di alcune grandi eroine del cinema e della letteratura. Da Hermione Granger a Katniss Everdeen e Lisbeth Salander: ricette e racconti saranno il punto di partenza per scoprire un lato nuovo di personaggi che hanno vissuto mondi fantastici, rivoluzioni e sfide personali, lasciando un segno nell’immaginario di generazioni diverse. Con Steve Della Casa il cinema tornerà a incontrare il cibo attraverso le scene più memorabili dei suoi film. Critico cinematografico, regista e divulgatore tra i più apprezzati in Italia, Della Casa accompagnerà il pubblico in una “grande abbuffata” di immagini, storie e personaggi: dal neorealismo alla commedia all’italiana.

L’omaggio a Veronelli e a Villaggio

La cultura gastronomica italiana troverà poi spazio in «Metamorfosi del gusto. L’eredità di Luigi Veronelli», con Gigi Brozzoni, curatore della «Guida Oro I Vini di Veronelli». Un omaggio a Veronelli che ha saputo rivoluzionare il modo di leggere il cibo e il vino, riconoscendone il valore culturale, sociale e civile, molto prima che diventassero fenomeno mediatico. Il suo lavoro ha dato voce ai produttori, ai territori e alle eccellenze italiane, contribuendo a costruire una nuova cultura della qualità e del gusto. La serata conclusiva porterà il pubblico nell’universo di Paolo Villaggio, con «Fantozzi solo contro tutti», spettacolo di Gianni Fantoni, per la regia di Massimo Navone. Un tributo al ragionier Ugo Fantozzi e agli altri indimenticabili personaggi creati dall’attore genovese, genio del teatro e della comicità italiana. Accanto agli ospiti principali, il programma offrirà proiezioni, laboratori e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra cinema e cibo. Non mancheranno le degustazioni e i convegni a tema.

«La metamorfosi non è un evento straordinario, è la condizione stessa della vita – afferma Luca Cavadini, direttore artistico di «Art Maiora» –. Accade nei campi e negli oceani, nelle cucine e nelle città, nelle mani di chi coltiva e di chi produce. Accade dentro ciascuno di noi: ogni alimento è una trasformazione e così lo è ogni ricetta e ogni civiltà. E anche ogni film. Questo perché il cinema possiede un potere unico: non trasforma soltanto una storia in immagini, trasforma chi la guarda. Entriamo in sala con una convinzione e ne usciamo con una domanda. Forse, quindi, la metamorfosi più importante è quella che avviene quando la curiosità introduce alla conoscenza e quando quest’ultima diventa consapevolezza. Ogni film selezionato, del resto, è una “soglia”. Un invito a guardare oltre ciò che appare, per coprire l’incessante movimento che anima persone, paesaggi e culture, spesso sospese fra tradizione e innovazione, fra fragilità e rinascita. Perché non esiste cambiamento più grande di quello che ci rende capaci di vedere il mondo con occhi nuovi». Per il programma completo: www.foodfilmfestbergamo.it

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