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Il tema della concordia nello spettacolo in Cattedrale

Articolo. Sabato 29 agosto andrà in scena lo spettacolo «Messaggeri» della compagnia Areara a cura di FDE, con il pubblico chiamato a condividere lo stesso spazio dell’azione scenica

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(Foto Alice Durigatto)

C’è un antico proverbio latino che Bergamo conosce bene, e che quest’anno ha scelto di porre al centro della propria festa più importante: Concordia civium murus urbium: la concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città. Non le mura, non le torri, non i baluardi: il legame tra le persone, la capacità di riconoscersi parte di una storia comune. È da questo motto che prende forma il tema della Festa di Sant’Alessandro 2026, «Custodire la comunità nella», la rassegna che dal 21 agosto al 6 settembre animerà Bergamo con mostre, concerti, visite guidate, incontri nei quartieri e celebrazioni religiose, intrecciando come ogni anno la dimensione civile con quella spirituale. Al centro di tutto, il 26 agosto, la ricorrenza del patrono: la Messa solenne in Cattedrale, i Vespri, il Cammino orante che risale dalla Basilica di Sant’Alessandro in Colonna verso la Città Alta. Ma il momento che quest’anno si preannuncia del tutto nuovo è la serata di sabato 29 agosto (alle 21) quando l’aula liturgica della Cattedrale di Sant’Alessandro, in Piazza Duomo, assumerà una connotazione inedita: uno spazio di danza contemporanea.

Con lo spettacolo – dal titolo «Messaggeri» – per la prima volta la danza contemporanea varca la soglia della Cattedrale. La decisione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e della Diocesi di utilizzare il linguaggio del corpo al centro della festa patronale racchiude un significato ben preciso: non si tratta di un concerto, né di una lectio magistralis e nemmeno di uno spettacolo teatrale nel senso tradizionale del termine, ma di un’opera che vuole abbattere le distinzioni tra le arti, tra chi esegue e chi assiste, tra il sacro e il contemporaneo. È una scommessa, e come tutte le scommesse merita attenzione.

Un’orazione sospesa

«Messaggeri» è un progetto di Maria Elisabetta Novello, realizzato in collaborazione con Roberto Cocconi e Luca Zampar della Compagnia Arearea, e con Fabiana Noro, direttrice del Coro Polifonico di Ruda. Lo spettacolo di danza contemporanea – della durata di 45 minuti – porterà in scena i danzatori Luca Di Giusto, Fabio Pronesti, Andrea Rizzo, Luca Zampar e Roberto Cocconi affiancati dal Coro Polifonico di Ruda e dalle percussioni di Gabriele Rampogna. L’ingresso è gratuito con prenotazione consigliata sul sito eventbrite.it. La Compagnia Arearea è uno dei soggetti più riconoscibili della danza contemporanea italiana: nata a Udine nel 1993 per volontà di Roberto Cocconi, da oltre trent’anni porta il corpo e il movimento dove nessuno se lo aspetta, nei teatri e nelle piazze, nei musei e negli spazi urbani, con una ricerca che ha sempre privilegiato il dialogo tra le arti e il coinvolgimento attivo del pubblico. Il Coro Polifonico di Ruda – che prende il nome dal piccolo centro del Basso Friuli dove nacque nel 1945 – è una delle formazioni corali virili più celebrate d’Italia: riconosciuto dalla regione Friuli Venezia Giulia come ente di particolare rilevanza artistico-musicale, ha vinto oltre quaranta primi premi nei più importanti concorsi corali internazionali – da Vienna a Londra, da Barcellona a Shaoxing – e dal 2003 è diretto da Fabiana Noro, premiata come miglior direttore in diverse di queste competizioni. L’incontro tra queste due realtà, entrambe radicate in Friuli-Venezia Giulia e approdate a Bergamo per la Festa del patrono, non è casuale: «Messaggeri» è un’opera che nasce dal dialogo tra discipline diverse e che nella Cattedrale trova il suo spazio naturale, o forse il suo spazio più improbabile e proprio per questo più necessario.

L’impianto sonoro si regge su tre composizioni corali, ciascuna delle quali porta con sé un’intenzione precisa. La prima è Stetit Angelus di Giovanni Bonato, su un testo in latino e in tedesco: alterna declamazioni e bisbigli, evoca immagini di ascesa e di mistero, fa della voce un soffio e della parola una materia che si dissolve nel suono. La seconda è Lux Aurumque di Eric Whitacre, compositore americano tra i più eseguiti al mondo nel repertorio corale contemporaneo. Composizione in cui la luce si manifesta quasi fisicamente, come un dono che scende dall’alto per avvolgere i corpi in un abbraccio dorato. La terza è Northern Lights di Ola Gjeilo, compositore norvegese trapiantato negli Stati Uniti. Si tratta di un canto di luce e silenzio ispirato alla magia dell’aurora boreale, dove le voci si intrecciano in un flusso ondulante che evoca bagliori sospesi e ombre profonde. A scandire e tenere tutto insieme, le risonanze di grancassa e gong di Gabriele Rampogna: un’ambientazione percussiva che apre e chiude lo spazio sonoro come un respiro.

Su tale architettura musicale, che si dispiega nello spazio come un’orazione sospesa, i danzatori costruiranno la loro grammatica di gesti. I movimenti saranno misurati e lenti, guidati da una geometria invisibile: gli occhi rivolti al cielo, il corpo che segue un disegno ancestrale, una processione che attraversa la scena come se obbedisse a una legge più antica. L’aula liturgica della Cattedrale si trasformerà in un luogo sospeso: non un teatro, non una chiesa nel senso consueto, ma uno spazio intermedio dove le categorie ordinarie smettono di funzionare. Il pubblico sarà disposto in cerchio attorno all’azione: non di fronte, non come chi guarda qualcosa che accade altrove, ma parte della composizione stessa. Testimone e protagonista insieme.

L’arte che custodisce la comunità

È qui che «Messaggeri» “tocca” il cuore del tema scelto per quest’anno. La concordia non è un’astrazione: è una pratica, qualcosa che si costruisce nel momento in cui persone diverse condividono uno spazio, un respiro, un’attenzione comune. Lo spettacolo prova a farlo accadere nel senso più diretto, abbattendo la distinzione tra danzatori, coristi e spettatori: mettendoli tutti dentro lo stesso flusso, facendo di molte presenze un unico corpo. È un gesto artistico, ma anche un gesto civile, e forse in questo momento storico è difficile separare le due cose. Pensiero che emerge anche dalle parole dell’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi: «La Festa di Sant’Alessandro si riconferma un momento fondamentale per l’identità cittadina: quest’anno mette al centro il tema della concordia come legame che custodisce la comunità, in quanto espressione del valore dell’incontro e del riconoscimento delle differenze. In questo contesto la cultura gioca un ruolo determinante: è lo spazio privilegiato in cui persone diverse possono incontrarsi, riconoscersi e generare significati condivisi, trasformando la pluralità in ricchezza ».

E sull’opera in particolare: «“Messaggeri” segna un passaggio inedito per la festa del Patrono: per la prima volta la danza contemporanea fa il suo ingresso nella cornice solenne della Cattedrale. Con la disposizione del pubblico in cerchio attorno all’azione scenica, lo spettacolo abbatte ogni barriera tra artisti e spettatori: chi partecipa non si limita ad assistere. “Messaggeri” ci invita a fare esattamente ciò che la festa di Sant’Alessandro ci chiede: diventare, tutti insieme, portatori di luce e di senso in un’epoca complessa come quella che stiamo vivendo, segnata da conflitti, disorientamento e profonde incertezze».

Lo spettacolo è a cura di Festival Danza Estate (FDE) la rassegna bergamasca che da anni lavora sulla cornice tra danza contemporanea e contesti urbani e istituzionali. La direttrice artistica Flavia Vecchiarelli ha scelto di portare «Messaggeri» in questo contesto con una consapevolezza che emerge chiara nelle sue parole: «La festa di Sant’Alessandro è ormai diventata un appuntamento atteso dalla città, un’importante occasione di incontro e una consuetudine culturale che offre un programma di iniziative ogni anno più ricco. Con questa consapevolezza, Festival Danza Estate ha accolto con entusiasmo e orgoglio l’opportunità di partecipare a questa ricorrenza con una proposta pensata per il momento centrale della festa, lo spettacolo in Cattedrale, portando per la prima volta la danza contemporanea in questa cornice. “Messaggeri” della compagnia Arearea è in realtà molto più che uno spettacolo di danza: è una fusione di linguaggi. Arti visive, musica e danza sono parte di un unico flusso che abbatte le barriere tra coristi, danzatori e pubblico. Tutto questo è possibile solo grazie a responsabilità condivisa, connessione, cura e presenza. Ogni rappresentazione dà vita a una comunità, dimostrandoci ogni volta il valore e il potere della concordia».

La concordia di cui parla il motto latino non è armonia, non è assenza di conflitto, non è uniformità. È la capacità di stare insieme pur venendo da posti diversi, di condividere uno spazio e un tempo senza che questo richieda a nessuno di rinunciare a sé stesso. Che un’opera d’arte riesca a farlo accadere, anche solo per quarantacinque minuti, tra le mura di una cattedrale un sabato sera di agosto, è già una risposta. Non teorica, non retorica: concreta come il peso di una voce che riempie una navata.

Al termine dello spettacolo, sotto i portici del Palazzo della Ragione, in Piazza Vecchia, avverrà il tradizionale taglio della torta di Sant’Alessandro che sarà offerta a tutti i presenti, accompagnata da una selezione di vini del Consorzio Tutela Valcalepio.

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