Quando agosto si accinge a volgere al termine e l’estate si prepara a cedere il posto all’autunno, le strade di Vertova si colorano di tonalità variopinte, accompagnate da un crocevia di lingue e culture diverse. Si tratta dell’allegria portata dalla carovana del ciclismo che approda ogni anno in Val Seriana per la «2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores Vertova». La competizione, organizzata dall’Unione Ciclistica San Marco Vertova, è diventata un pilastro del calendario internazionale giovanile richiamando atleti provenienti da numerose nazioni del mondo, tutte con l’obiettivo di farsi notare e “scovare” il nuovo fenomeno che in futuro potrebbe guidare il settore delle due ruote. La gara in programma sabato 29 e domenica 30 agosto, vedrà al via trentasei squadre e centottanta corridori che si sfideranno per la conquista del 28° Trofeo «Comune di Vertova – Memorial Pietro e Giovanni Merelli» e del 54° Trofeo «Emilio Paganessi».
Nel primo caso si tratterà di una corsa adatta maggiormente agli atleti con un buono sprint che, su un tracciato pianeggiante di 81,2 chilometri, condurrà nel primo pomeriggio i corridori verso l’arrivo in via Don B. Ferrari. Un contest diverso, invece, quello della giornata di domenica, quando a farla da padrone saranno i finisseur e gli scalatori, che si confronterrano con un percorso di 134 chilometri che comprende un primo passaggio sul gran premio della montagna di Fino del Monte e ben cinque su quello di Casnigo, prima del traguardo fissato presso la Marmi Paganessi.
La due giorni di Vertova è una competizione ciclistica nota per aver dato i natali a numerosi fuoriclasse della bicicletta e per essere stata in grado di stare al passo con i tempi. Come racconta Mirco Gualdi, organizzatore della corsa nonché ex campione del mondo Dilettanti su strada: «La gara è nata nel 1971 e i primi anni era dedicata alle categorie esordienti, ma già nel 1976 compare il nome di Leonardo Natale, l’anno successivo c’è quello di Giuseppe Faraca che anticipa Giancarlo Perini. Tutti atleti che sono poi diventati professionisti e hanno vestito la maglia della Nazionale – racconta Gualdi – Successivamente la famiglia Paganessi, che aveva alcuni parenti in Francia, ha “esportato” la gara coinvolgendo altre squadre ad affrontare questa competizione. All’epoca si gareggiava al mattino in linea e il pomeriggio a cronometro. Negli ultimi anni il Comune di Vertova ha però deciso di puntare su un tracciato più simile alle “Classiche del Nord” ed è per questo motivo che siamo giunti ai tracciati attuali».
Scorrendo la lista dei vincitori delle passate edizioni emergono nomi di campioni del mondo come Moreno Argentin e Gianni Bugno. E ancora fuoriclasse del calibro di Fabian Cancellara, Alexandr Kolobnev e Michael Rogers, ma anche di corridori che hanno caratterizzato le vicende degli ultimi anni del ciclismo mondiale come Sonny Colbrelli, Filippo Ganna, Marc Hirschi e Caleb Ewan. Il solo campione a non comparire in quella lista è Tadej Pogačar che nel 2016 – indossando la maglia della Slovenia – si mise in luce conquistando il settimo posto nel Trofeo Paganessi.
«Pogačar fece una gara d’attacco, arrivò settimo a Vertova e rimase all’attacco praticamente tutto il giorno. Nello stesso anno vinse Hirschi davanti a Filippo Zana, mentre con il numero 1 partiva Felix Gall che quest’anno ha chiuso il Giro d’Italia al secondo posto – ricorda Gualdi – A proposito di atleti che hanno vinto la Corsa Rosa c’è Jay Hindley che chiuse sesto al Trofeo Comune di Vertova nel 2014, tuttavia nella lista vanno annoverati anche corridori come Filippo Ganna, Matteo Trentin e Luca Mozzato, tutti oggi nel World Tour. Pensando ai tempi più recenti nel 2023 il sabato vinse Davide Donati e la domenica Jarno Widar. Fa piacere vedere atleti di questo genere gareggiare fra i professionisti perché li abbiamo visti muovere i primi passi».
Nonostante l’intenso legame con la competizione, per Gualdi la «2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores» non ha di certo portato fortuna tanto che non è mai riuscito a piazzarsi fra i primi tre nonostante corresse in casa e nonostante gli ottimi risultati ottenuti successivamente. «Il mio ricordo è abbastanza amaro. Nel 1985, la settimana prima chiusi terzo al Campionato Italiano. Stavo letteralmente volando. All’epoca si disputava solo la gara della domenica quindi il giorno prima mi ritrovai a fare un allenamento. Passai dalla sede dell’organizzazione per salutare tutti. Durante il tragitto di rientro a casa mi scontrai con un’auto parcheggiata pur di schivarne una che giungeva dal lato opposto. Passai la notte in ospedale con il naso rotto e, tutto tumefatto, il giorno dopo mi presentai sul percorso per vedere la gara senza però potervi partecipare – ricorda con amarezza – L’anno dopo la competizione valeva anche come Campionato Lombardo, ma nei giorni precedenti avevo avuto la febbre e la sinusite. Partii per onor di firma, ma non riuscii a concludere la gara».
L’attesa è ora di scoprire quali campioni aggiungeranno il proprio nome a questa lista preziosa e qualcosa fa pensare che ciò possa accadere, complice soprattutto la nutrita compagine straniera che si presenterà in Italia con grandi intenzioni, al fine di portare a casa il grosso risultato. «Potremmo organizzare una gara anche di 180 atleti solo stranieri se guardassimo alle richieste, ma abbiamo dovuto fare delle scelte. Ci saranno molti corridori già nell’orbita delle World Tour e siamo sicuri che molti di loro proveranno a giocarsela fino alla fine, puntando piuttosto a fare gioco di squadra soltanto nel finale qualora non avessero già fatto selezione prima - conclude Gualdi – Un aspetto che abbiamo notato è che gli atleti italiani puntano invece maggiormente sul tatticismo indirizzandosi verso altre gare regionali o nazionali, che possono vincere e portare prestigio alla propria squadra piuttosto che confrontarsi con i migliori. La cosa più bella è che anche quest’anno riusciremo ad avere un atleta proveniente da tutti e cinque i continen ti ».
