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Nel Parco Oglio Nord torna il «BioBlitz», la biodiversità diventa esperienza condivisa

Articolo. Dal 15 al 17 maggio il Parco Oglio Nord invita grandi e piccoli a osservare, fotografare e conoscere la biodiversità del territorio. Un’iniziativa che fa parte dell’ampia rassegna «Essenze di fiume»

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Ogni anno, da marzo a luglio, una rinnovata attenzione per il territorio attraversa le sponde dell’Oglio, i boschi ripariali, i borghi storici e le riserve naturali che punteggiano il parco tra la Bassa Bergamasca e il Cremonese. Si tratta di « Essenze di Fiume », la rassegna di eventi promossa dal Parco Oglio Nord che nel 2026 torna con un ricco calendario, pensato per chi abita questo luogo e per chi lo attraversa per la prima volta. Il programma si sviluppa lungo l’arco di più mesi e propone una pluralità di esperienze per tutta la famiglia, come le discese in gommone sul fiume, disponibili in diverse domeniche primaverili per chi vuole leggere il paesaggio fluviale dall’acqua, le sessioni di Tai Qi Gong e yoga all’aperto, le passeggiate guidate con la metodologia Naturetherapy e i laboratori di botanica illustrata per imparare a ritrarre le piante con la matita.

Il calendario di eventi prosegue anche con degustazioni di tè, guidate da una sommelier nella suggestiva Villa Bottini di Robecco d’Oglio, con la presentazione di un romanzo di Enzo G. Cecchi, ambientato tra la Bassa Bergamasca, il Trentino e Verona, e la proiezione del documentario «Waits. A present», intimo racconto sugli appostamenti nell’Altopiano della Lessinia per avvistare il lupo, con il regista Gaetano Pimazzoni, in sala. E ancora: escursioni naturalistiche, laboratori creativi per famiglie e bambini, uscite in bicicletta lungo la Greenway, passeggiate a cavallo sugli argini, kayak e canoa.

Ciò che lega tante proposte eterogenee non è semplicemente la logica dell’evento – il parco come contenitore – ma qualcosa di più ambizioso: la volontà di costruire, stagione dopo stagione, un rapporto continuativo tra le persone e l’ambiente che le avvolge. La rassegna ha trovato nel tempo un’identità riconoscibile e l’edizione di quest’anno ne conferma la vocazione: fare dell’esperienza outdoor, dell’educazione ambientale e del dialogo tra natura e tradizioni locali il nucleo centrale di un’intera stagione.

Tra tutti gli appuntamenti del calendario, ne spicca uno che si distingue per portata scientifica e valore civico: dal 15 al 17 maggio il Parco Oglio Nord ospita infatti l’undicesima edizione di «BioBlitz Lombardia».

Che cosa è «BioBlitz»?

«BioBlitz» nasce nel 2016 come iniziativa di citizen science , promossa da Regione Lombardia all’interno delle aree protette lombarde (e la cui realizzazione è possibile proprio grazie al contributo di Regione Lombardia), con il supporto organizzativo di AREA Parchi, del Parco Regionale Oglio Sud e della Riserva Naturale Le Bine, oltre alla collaborazione di numerosi parchi regionali e riserve naturali disseminati sul territorio. Il principio che lo anima è la consapevolezza che il contributo di molte persone comuni, se coordinato secondo un protocollo rigoroso, possa produrre dati utili e affidabili quanto quelli raccolti da un singolo team di specialisti.

Durante le giornate dell’evento, i partecipanti vengono affiancati da esperti naturalisti e guidati nell’osservazione, nel riconoscimento e nella catalogazione di specie animali e vegetali presenti nell’area. I dati raccolti vengono caricati in tempo reale sulla piattaforma iNaturalist – strumento ormai consolidato per il monitoraggio partecipato della biodiversità – e contribuiscono al quadro complessivo della ricchezza naturalistica delle aree protette della Lombardia. Uno strumento ormai familiare anche al grande pubblico: chiunque, anche al di fuori del «BioBlitz», può scaricare l’applicazione, fotografare una specie sconosciuta e caricarla sulla piattaforma, dove una comunità di esperti provvederà all’identificazione.

Quest’anno, nella sua undicesima edizione, la manifestazione si conferma uno degli appuntamenti di citizen science più consolidati del panorama lombardo. E il Parco Oglio Nord si rivela ancora una volta scenario ideale per tale tipo di esperienza: un ecosistema fluviale di straordinaria ricchezza, dove la presenza di habitat diversificati – lanche, boschi ripariali, prati umidi, sponde rocciose – favorisce una biodiversità che non smette di riservare sorprese.

Il programma delle tre giornate si articola con precisione. Venerdì 15 maggio prenderà il via il monitoraggio ittico: dalle 9.30 alle 12, con ritrovo in località Molino di Basso a Torre Pallavicina, Tommaso Scagni e Daniele Tamborini guideranno i partecipanti alla scoperta delle specie ittiche lungo la roggia Molinara, in un segmento del parco che custodisce ancora popolazioni di pesci di raro rilievo ecologico. Sabato 16 e domenica 17 il programma si sdoppierà su due siti: Torre Pallavicina nella Bergamasca e Gabbioneta Binanuova nel Cremonese, con una mattinata divisa tra escursioni dedicate all’avifauna – affidate alla guida esperta di Bassano Riboni, dalle 9 alle 11 – e alle uscite di punta del «BioBlitz», vale a dire quelle dedicate a odonati e lepidotteri (libellule e farfalle) con Andrea Verdelli, dalle 11 alle 13.

Quest’anno, in continuità con l’edizione precedente, il gruppo tassonomico scelto in tutte le aree protette lombarde aderenti all’iniziativa appartiene ai lepidotteri. Il protocollo adottato si chiama «censimento dei 15 minuti» sviluppato in collaborazione con l’Università di Torino: prevede il monitoraggio lungo transetti predefiniti, con tempi e modalità standardizzati su scala regionale, così da rendere i dati tra loro comparabili e scientificamente validi. Non improvvisazione, dunque, ma metodo rigoroso applicato con gli occhi e la curiosità di tutti.

Andrea Verdelli non è un entomologo di professione. Il suo lavoro quotidiano si svolge in tutt’altro campo, eppure insegue le libellule da una vita intera, da quando era bambino e visitava oasi naturali accanto al papà. «Sono un appassionato da tantissimi anni», racconta, con quella semplicità tipica di chi coltiva da sempre una passione autentica. Fa parte di Odonata.it, l’associazione nazionale dedicata allo studio degli odonati – le libellule, appunto – ed è una presenza ormai consolidata al «BioBlitz» del Parco Oglio Nord, dove conduce le escursioni dedicate agli odonati e ai lepidotteri.

«Le farfalle sono facilmente riconoscibili, e questo è fondamentale quando si vuole coinvolgere persone con livelli di esperienza molto diversi: famiglie, bambini, adulti curiosi, non solo specialisti. Le farfalle le conoscono tutti, e tutti, in qualche modo, le apprezzano – per i colori, per la visibilità, per quell’associazione con la bellezza che è profondamente radicata nell’immaginario collettivo». A tutto ciò si aggiunge la loro distribuzione capillare in habitat diversissimi, che le rende osservabili ovunque nei confini del parco. Ma vi è un terzo motivo, forse il più significativo dal punto di vista scientifico: le farfalle sono sentinelle; sono organismi «estremamente sensibili ai cambiamenti dell’ambiente». Significa che la loro presenza, la loro abbondanza, le variazioni delle popolazioni nel tempo raccontano in modo profondo la salute di un ecosistema. Monitorarle è, in un certo senso, misurare il benessere del territorio.

Il Parco Oglio Nord, da questo punto di vista, non è uno scenario scelto per convenienza logistica. Nel tempo, lungo le rive dell’Oglio sono già state censite specie di libellule e farfalle di interesse comunitario: un patrimonio che merita di essere documentato con continuità, perché la biodiversità non è una fotografia, ma un film in perenne evoluzione, che ogni anno si aggiunge di nuovi fotogrammi. Lo schema di monitoraggio adottato fin dal 2016, spiega Verdelli, «ha l’obiettivo di coinvolgere attivamente i cittadini nella raccolta dei dati utili alla conservazione della biodiversità»: un obiettivo che si nutre di partecipazione, perché più persone scendono in campo, più il patrimonio di dati si amplia e le possibilità di ricavarne risultati significativi aumentano.

Durante le giornate del «BioBlitz», Verdelli si occuperà anche di aprire una finestra sugli odonati: farà in modo che i partecipanti, e soprattutto i bambini, possano vedere dal vivo alcune specie di libellule europee e conoscere qualcosa della loro vita. Non è una divagazione rispetto al protocollo, ma un elemento consapevole del progetto: la scienza partecipata funziona quando riesce a trasformare un’uscita in riva al fiume in un’esperienza che rimane e smuove.

Il senso di tutto questo lo riassume con efficacia la dottoressa Maria Contardi, referente del servizio di Educazione ambientale del Parco Oglio Nord, definendo «BioBlitz» «un’opportunità straordinaria, perché i cittadini possano diventare protagonisti e collaboratori della ricerca scientifica». La scienza non appartiene solo a chi la pratica per mestiere: appartiene anche a chi sceglie di osservare il mondo con attenzione e passione, riconoscendo nella natura non uno sfondo, ma una tangibile responsabilità condivisa.

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