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“Sei la Benvenuta”: una coperta dorata per raccontare l’accoglienza al femminile

Articolo. La “Festa delle Luccicanze” l’8 marzo al Centro Congressi XXIII. Sul palco le donne racconteranno le storie bergamasche di donne che migrano e di donne che le accolgono. Il 7 e 12 febbraio i casting per partecipare

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Sembra paradossale e un po’ beffardo che uno dei primi oggetti che i migranti incontrano, quando giungono nel nostro Paese, sia una coperta dorata. L’oro è un simbolo di ricchezza e benessere. E in qualche modo contrasta con le vite disperate di chi lascia la propria terra e cerca di giungere in Europa rischiando la pelle. Eppure negli anni abbiamo imparato a conoscere questo telo luccicante (dorato da un lato e argentato dall’altra, usato anche in montagna) grazie alle immagini dei media. Messo sulle spalle infreddolite delle persone provenienti dal mare, finalmente in salvo.

La coperta dorata, che in realtà si chiama coperta isotermica ,ha la consistenza della carta stagnola in alluminio e viene usata anche in montagna. Scalda esponendo la parte dorata e lasciando all’interno quella d’argento, che trattiene il calore corporeo.
Metterla sui corpi è semplicemente un gesto di primo soccorso, che però nasconde un significato ulteriore.

Quando i migranti arrivano da noi si portano dietro un bagaglio di esperienze (spesso violente e traumatiche) e la loro stessa esistenza biologica. Il cuore che batte forte, il fegato e i polmoni sotto sforzo, la cassa toracica ansante, lo sguardo impaurito. L’angoscia di un’impervia traversata del Mediterraneo. Ma anche il calore del corpo, messo a dura prova dal freddo e tuttavia ancora irradiante, testimonianza di una vita che ancora vive.
Mettere una coperta che mantiene il calore su questi corpi è un primo gesto di accoglienza che dà valore alle singole esistenze, proteggendo quello che c’è, la vita pulsante.

Un primo incontro fondativo fra chi salva e chi viene salvato. È da questo incontro che può nascere infatti l’accoglienza. Quella che permette ai migranti di vivere qui: l’accoglienza che non è sempre facile, che non è un gioco da ragazzi, che può fallire e perdersi. Che è anche una questione di sicurezza (non contro qualcuno, ma per tutti indistintamente).
L’accoglienza che quando avviene è qualcosa di vero, senza falsità e retorica.
Chi ospita e cura, chi è ospitato e curato. Ognuno che dà e restituisce: umanità e umanità.

Per questo abbiamo scelto la coperta dorata come simbolo di “Sei la Benvenuta”, il nuovo progetto di Eppen e L’Eco di Bergamo dedicato alle donne e all’accoglienza come incontro declinato al femminile. Donne migranti, donne della Polizia, donne che lavorano come educatrici e mediatrici culturali nelle case di accoglienza, donne che vivono la migrazione come un’invasione e altre per fortuna come una risorsa: abbiamo deciso di raccontare questo crocevia di femminilità e di farlo un’altra volta a teatro, senza sconti, nella verità umana che ognuno si porta dietro. Luccicante come quelle coperte di primo benvenuto.

Si chiamerà dunque “Festa delle Luccicanze”, e sarà la serata delle donne che racconteranno le storie di accoglienza al femminile del nostro territorio. Nel giorno dedicato alle donne, l’8 marzo, sul palco del Centro Congressi Papa Giovanni XXIII.

Lontano da ogni facile celebrazione, la nostra sarà la Festa delle donne che si guardano negli occhi, che non stanno ferme, che cercano ogni giorno di costruire un mondo migliore. #casadolcecasa, un luogo dove chiunque può stare bene, sarà l’hashtag che ci accompagnerà nelle storie che vi racconteremo da qui all’8 marzo.

Potete partecipare alla “Festa della Luccicanza” iscrivendovi ai casting che si svolgeranno il 7 e 12 febbraio attraverso la mail seilabenvenuta@eppen.it.

Vi aspettiamo!

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