Ci sono luoghi che esistono da secoli ma che restano appartati, discreti, nascosti dietro la flemma della collina, la fedeltà antica dei vigneti, chiese che custodiscono colori e bellezze. Torre de’ Roveri è uno di questi: un comune di poco più di duemila abitanti arroccato sulle prime propaggini collinari delle Orobie, a una manciata di chilometri da Bergamo, con le sue strade che si inerpicano tra le vigne del Valcalepio, il profilo del Colle dei Pasta che taglia il cielo e una storia che risale agli antichi romani, alle dispute medievali tra guelfi e ghibellini, alla lunga pace veneziana e alle famiglie nobili che hanno lasciato pietra e nome su queste terre. Un paese che non ha bisogno di inventarsi nulla, ma che merita, forse, di una voce più alta.
Quella voce si chiama «Torre d’Arte», rassegna culturale giunta nel 2026 alla sua seconda edizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e dalla Consulta Cultura del Comune, nell’ambito del circuito Terre del Vescovado. Il programma si articola su due fine settimana: il 13 e 14 giugno e il 20 e 21 giugno , con un venerdì di mezzo, il 19, che tiene acceso il filo della narrazione. Cinque giornate per un palinsesto che mescola concerto orchestrale, passeggiate tra i vigneti, laboratori di ceramica e di calligrafia, tornei di scacchi, yoga tra le viti, letture di prosa, degustazioni di vini locali e persino un racconto per immagini sul Ciad. Un programma che unisce la cultura alta e la polvere della strada, l’arte e il mosto, la memoria e il contemporaneo.
L’idea, la consulta e il senso di un’impresa collettiva
A spiegare l’origine e il significato dell’intera rassegna è Leonardo Olivieri, consigliere alla Cultura di Torre de’ Roveri. «L’idea è nata l’anno scorso, perché sul territorio c’erano realtà produttive di qualità: aziende vitivinicole, agriturismi, cantine, che faticavano a farsi conoscere al di là del proprio pubblico abituale. La risposta non è stata una fiera del vino né una sagra tradizionale, ma qualcosa di più ambizioso: partire dalla cultura per arrivare all’enogastronomia, o viceversa, usando l’una come leva dell’altra. Realizzare qualcosa di alternativo, ma che facesse vivere autenticamente il territorio».
Il risultato è una rassegna che quest’anno punta con ancora più decisione sulle location: ville antiche, cantine, aziende agrituristiche, spazi che normalmente non aprono le proprie porte al pubblico e che per cinque giorni diventano luoghi di scambio e di scoperta. Un modo per far capire che il paesaggio dei colli intorno a Torre de’ Roveri non è solo sfondo, ma protagonista. Olivieri tiene poi a sottolineare il contributo della consulta Cultura, composta da «persone di buona volontà, che affiancano l’amministrazione su base volontaria, mettendo competenze, tempo ed energia a disposizione di un progetto comune. Sono loro, concretamente, - sottolinea Olivieri - a fare girare la macchina organizzativa. Senza di loro, una manifestazione di questo respiro non esisterebbe». Un ringraziamento pubblico e anche un messaggio per chi, altrove, stesse cercando un modello: la cultura locale si fa con la partecipazione di chi ci crede. La rassegna «Torre d’Arte» 2026 gode del contributo di Regione Lombardia nell’ambito del programma «Lombardia Style, a conferma di un riconoscimento istituzionale che va al di là del perimetro comunale, per un progetto che insegna come valorizzare un territorio non significhi semplicemente promuoverlo, ma ascoltarlo, raccontarlo e abitarlo con curiosità genuina. Queste colline bergamasche, con il loro vino, i loro pittori e le piazze che si accendono al tramonto, custodiscono storie che meritano di essere ascoltate.
Il concerto, cuore della rassegna
Sabato 13 giugno, alle 21, in Piazza Conte Sforza andrà in scena il concerto «Canzoni di Fabrizio De André», con Stefano Foresti alla fisarmonica, Claudio Fabbrini alla chitarra e Marco Pesenti alla voce e alla chitarra, accompagnati dalla «New Pop Orchestra» con oltre quaranta strumenti dal vivo. L’ingresso sarà libero e aperto a tutta la cittadinanza, come per la maggior parte degli appuntamenti della rassegna, per una manifestazione che vuole essere di tutti.
La mattina di sabato, alle 10, la chiesa aprirà le porte per una visita guidata, prima tappa di una giornata che si preannuncia densa. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, l’Oratorio San Giovanni Bosco ospiterà due mostre realizzate dai bambini e dai ragazzi dei laboratori: «Storia dell’Arte a Torre de’ Roveri, da Lorenzo Lotto ad Arcabas» e «Le Stagioni», a cura della Scuola Materna. Il coinvolgimento dei più giovani in un percorso che parte da Lotto, il grande pittore bergamasco del Cinquecento, e arriva fino ad Arcabas, il pittore francese Jean-Marie Pirot, proietta il progetto in una dimensione ancor più pregevole, pedagogica e culturale.
Alle 15.30 il programma prevede anche «Creatori di Mondi», un workshop di storytelling e gioco di ruolo per ragazzi, a partire dalla quinta elementare: una proposta contemporanea, consapevole di come l’immaginazione dei giovani abbia bisogno di strumenti e di spazio per potersi esercitare.
Domenica sui colli, tra vigne e parole
Il 14 giugno la rassegna si sposta fuori dalle mura, immergendosi nel paesaggio. Il palcoscenico diventa il territorio stesso: l’azienda agrituristica «Alla Torricella» e l’azienda vitivinicola «La Tordela», realtà radicate nella cultura enogastronomica locale che per l’occasione apriranno i propri spazi all’arte, ai laboratori, alla convivialità. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 17.30, si terranno in parallelo due workshop: uno di ceramica, condotto dal laboratorio «Di terra, di mani, di fuoco», e uno di brush lettering – la calligrafia a pennello – a cura di Details of Paper. Due forme di artigianato che parlano linguaggi diversi ma convergono su un’idea: che la bellezza si impara con le mani, che la lentezza del fare manuale è una forma di resistenza alla velocità del mondo.
Alle 17.30 partirà dalla «Torricella» la passeggiata guidata sui colli, immersi nel verde: un cammino per osservare la natura, ascoltare i suoni del bosco e scoprire la fauna locale, con il lancio di fagiani o starne a cura dell’associazione Enalcaccia. L’itinerario porterà i partecipanti attraverso i vigneti che coprono queste colline da secoli, su terre che producono il Valcalepio rosso e bianco D.o.c e il pregiato Moscato passito di Torre de’ Roveri, due denominazioni che hanno fatto conoscere il nome del paese ben oltre i confini bergamaschi. La giornata si chiuderà all’Oratorio San Giovanni Bosco dove, a partire dalle 19.30, l’Amministrazione Comunale offrirà un rinfresco con prodotti tipici locali e una degustazione di vini del territorio. Seguiranno le letture di brani a cura dell’autrice Sara Gasperini e l’intrattenimento musicale del «Lizzy Acoustic Duo»: un finale ha il sapore della comunità che si ritrova e si racconta attraverso le parole di chi la abita e di chi la visita.
Il secondo weekend: 19, 20 e 21
La rassegna non termina con il primo fine settimana: venerdì 19 giugno l’oratorio San Giovanni Bosco ospiterà «Goundi chiama Torre», un racconto per immagini e parole a cura di Valentina e Angelo Rubbi. Goundi è una città del Ciad, e la serata promette di portare in un piccolo borgo lombardo la memoria di un mondo lontano. Sabato 20 giugno, il Parco Comunale di via Monte Grappa diventerà teatro dei «Giochi del Cortile», giochi in legno tradizionali per bambini e famiglie, dalle 15 alle 20, un pomeriggio che parla di tradizioni, infanzie che si assomigliano nei decenni. Nel frattempo, presso le aziende agricole, si terrà un workshop di Taijiquan e salute con degustazione di tè verde e corso di calligrafia cinese, a cura del maestro Wang Zhixiang, in collaborazione con ASD Zentao. Un incontro tra Oriente e Occidente che trova la sua logica nell’idea di cura del corpo come pratica culturale. Alle ore 19 partirà la «Camminata narrativa tra i vigneti», a cura di Micaela Vernice: un’escursione che intreccia paesaggio e racconto, durante la quale le vigne diventeranno sfondo e pretesto per una narrazione condivisa. A seguire, degustazione di prodotti locali a pagamento.
La domenica 21 giugno, giornata del solstizio d’estate, porterà alle aziende agricole un pomeriggio variegato: il torneo di «Scacchi in cascina», a cura del «Circolo Scacchistico LaTorre» e dell’associazione «Pegaso - sulle ali della solidarietà»; i giochi da tavolo della «Compagnia dei Due Castelli»; un laboratorio di cucina e dolci con Eleonora Savoldi e Luisa Capoferri; una lezione di yoga tra i vigneti a cura di Serena Pirovano, per poi arrivare alle 19 con il rinfresco e degustazione dei vini locali, offerto dall’Amministrazione Comunale. Il punto finale, alle 21, sarà musicale: i Percorsi Sonori 2026 del «Trio Pinton», dedicati alle più belle voci femminili italiane e internazionali degli ultimi cinquant’anni. Un modo per chiudere il cerchio con la musica.
