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Non hai ancora iscritto i figli a scuola? Manuale semiserio per la prima elementare

Articolo. La scuola comincia a settembre, ma il momento per iscriversi è adesso. Il periodo degli open day è già passato, ora non resta che scegliere e compilare la domanda d’iscrizione. Nel dubbio? Optare per la scuola più vicina a casa non è mai sbagliato

Lettura 5 min.
Uno scatto da una scuola primaria di Bergamo (Bedolis)

L’idea di una serie di articoli dedicati alla scuola nasce da un collega, un papà, che tra un open day e l’altro ha espresso il bisogno di capirne di più. Come iscrivere i figli in prima elementare? Come funziona Classroom? Quanto tempo dedicare ai compiti? Nasce con questo articolo una rubrica affidata a due autrici di Eppen, nelle vesti di mamma e di insegnante, per chi non ha tempo di cercare informazioni in rete, si è perso tra un portale e l’altro o semplicemente vuole sentirsi dire: «Ci sono passato anche io».

Il passaggio alla scuola primaria, o scuole elementari come molti di noi si ostinano a continuare a dire, è un momento che segna una tappa importante della vita. Ci teniamo che il primo approccio dei nostri figli con la scuola dell’obbligo sia positivo, per questo prima di Natale abbiamo frequentato un numero imprecisato di open day e abbiamo chiesto informazioni e consigli a qualunque genitore con più esperienza di noi e a tutti agli insegnanti di nostra conoscenza. Ora è il momento di concretizzare la nostra scelta, consapevoli che poco è nelle nostre mani, ma che dobbiamo affidarci alla scuola e agli insegnanti.

Come iscrivere i figli a scuola? Qualche indicazione pratica

Per iscrivere i bambini alla primaria, in “prima elementare”, è necessario compilare la domanda online entro e non oltre le ore 20 del 10 febbraio 2024. Risulteranno così iscritti al prossimo anno scolastico (2024/2025). Si possono iscrivere i bambini che hanno compiuto sei anni entro il 31 dicembre 2023, ma anche gli “anticipatari”, che compiono sei anni entro il 30 aprile 2024.

Cosa succede se si supera la data prevista per l’iscrizione a scuola? Il diritto all’istruzione è sempre tutelato: in caso di ritardo la scuola di riferimento, se priva di posti disponibili, aiuterà la famiglia a trovare un altro istituto scolastico.

L’iscrizione online è obbligatoria per tutte le scuole statali, escluse le scuole dell’infanzia, ma è facoltativa per le scuole paritarie. Per iscriversi online bisogna essere in possesso di un’identità digitale SPID, CIE o eIDAS; se però il genitore è impossibilitato a usare un computer o ha difficoltà nel procedere all’iscrizione, si può rivolgere alla scuola scelta per il figlio, dove gli sarà fornito l’aiuto necessario. Ogni scuola, infatti, può dare supporto nella fase di compilazione della domanda. Per di più, le segreterie hanno a disposizione una funzione che permette di inserire la domanda online per conto della famiglia.

Il “problema” dell’iscrizione è solo in prima: per le classi successive l’iscrizione viene fatta d’ufficio dalla scuola frequentata. Nel caso in cui si voglia cambiare scuola, non occorre fare l’iscrizione online ma è necessario contattare la segreteria della scuola attualmente frequentata.

Come scegliere la scuola?

La scelta più ovvia è scegliere la scuola più vicina a casa. In caso di dubbio, per sapere qual è basta consultare lo stradario del Comune di Bergamo o quello del proprio Comune, e trovare così la scuola statale di pertinenza rispetto all’indirizzo di residenza.

Personalmente, quando ho scelto la scuola di mio figlio mi piaceva anche che ci fosse continuità con la scuola dell’infanzia, che ritrovasse i suoi compagni. Non c’è la certezza di essere messi in classe con tutti i propri amici – comporre le classi è un lavoro complesso, che tiene in considerazione criteri pedagogici e di equilibrio – ma generalmente le insegnanti tengono in considerazione le indicazioni date dalla scuola dell’infanzia e anche le preferenze che i genitori hanno facoltà di esprimere.

La scuola vicino a casa è generalmente più comoda, consente il più delle volte di andare a scuola a piedi o in bici e facilità la socialità dei bambini e delle famiglie, che hanno modo di vivere la scuola e il quartiere di riferimento. Di norma, esistono percorsi di avvicinamento con le scuole dell’infanzia appartenenti allo stesso plesso; in questo modo i bambini hanno la possibilità di conoscere la scuola in anticipo e farsi un’idea di cosa li aspetterà.

Ci sono famiglie, però, che per problemi logistici potrebbero scegliere la scuola più vicina ai nonni o al luogo di lavoro. Una scelta altrettanto legittima, ricordando che ogni scuola generalmente dà priorità all’iscrizione ai bambini del proprio bacino di utenza, ma generalmente vengono accolte le domande di chiunque faccia richiesta di iscrizione (almeno finché non si va in sovrannumero).

Altri aspetti da tenere in considerazione sono gli orari: se c’è o meno il tempo pieno, se è prevista la mensa, se si va a scuola il sabato, se sono previsti anticipi e posticipi per i genitori che ne hanno bisogno. Da sottolineare che anticipi e posticipi non sono gestiti direttamente dalla scuola e dagli insegnanti, ma da cooperative che svolgono questi servizi. Spesso le scuole paritarie offrono già la sicurezza di un tempo prolungato.

La scuola migliore non esiste

Sogniamo di poter scegliere “la scuola migliore” per i nostri figli. Nella realtà non è così, da un lato perché la “scuola migliore” è diversa secondo i parametri di ciascuno (e comunque un genitore difficilmente ha le competenze per giudicare), dall’altro perché il nostro potere decisionale è alquanto ridotto (e per certi versi, meglio così).

Infine, come dico sempre, non è possibile trovare soluzioni personali a problemi collettivi: se ci sono troppi insegnanti precari, è facile che la continuità didattica non sia garantita neanche ai nostri figli; se l’edilizia scolastica è carente, è facile che anche la classe dove mandiamo i nostri bimbi non sia fresca di intonaco; se non viene valutato il merito dei docenti, è solo questione di caso e fortuna che a nostro figlio capitino “bravi o cattivi maestri”. Ci possono essere scuole dove si è creato un bel gruppo di insegnanti, con una dirigenza particolarmente illuminata, che sono appena state ristrutturate, ma non esistono “isole felici”.

Quando si tratta di scegliere la scuola per i nostri figli, è sempre difficile prevedere con certezza quale sarà l’impronta educativa e didattica che daranno gli insegnanti, a meno che non si scelga una scuola con un indirizzo ben preciso, come ad esempio la scuola senza zaino, una scuola montessoriana, o una scuola paritaria con un indirizzo religioso. Ciò non vuol dire che non si possa fare proprio nulla.

È molto utile, per farsi un’idea del clima che si respira a scuola, frequentare i diversi open day. Oltre a parlare con gli insegnanti, si possono osservare gli spazi a disposizione dei bambini – se c’è un grande giardino, la palestra, l’orto, attrezzature informatiche, aule confortevoli – porre domande riguardo all’organizzazione generale e a come si svolge una giornata tipo a scuola. Si può chiedere agli insegnanti se usano metodi didattici particolari, con che frequenza assegnano compiti a casa, che tipo di collaborazione si aspettano dalle famiglie. Può essere una buona idea anche cercare di capire se il corpo docente lavora insieme da diversi anni ed è coeso, perché potrebbe essere il segnale di una scuola dove gli insegnanti si trovano bene e lavorano in armonia, e dove si presta attenzione alla continuità didattica.

Ciò che davvero conta

Alcuni aspetti essenziali per il benessere scolastico, però, rimangono imprevedibili. Il primo è il numero di alunni per classe, che soprattutto a quest’età dovrebbe essere basso, per favorire l’apprendimento e la relazione. Ritrovarsi o meno in una “classe pollaio” non dipende solo dal numero degli iscritti (che è comunque difficile da prevedere), ma dalla quantità di classi che è possibile formare e dalla presenza o meno di alunni con disabilità. Infatti, il numero degli alunni nelle classi iniziali che accolgono studenti con disabilità non può superare il limite di 20, e questo è un grosso vantaggio per tutti, oltre al fatto che – almeno per un certo periodo di ore – è prevista la presenza aggiuntiva di un insegnante di sostegno o di un educatore, che diventa una risorsa importante per tutta la classe.

L’altro aspetto, quello decisivo, come sa chiunque abbia mai frequentato le aule scolastiche, sono gli insegnanti. È quasi impossibile, a meno che non si tratti di una piccola scuola di paese con una sola classe, sapere con certezza quali saranno le maestre e i maestri dei nostri figli (e anche conoscendone il nome, non sempre è facile farsene un’idea dai racconti di altri genitori). Solitamente, le classi vengono composte a settembre, dopo un primo periodo di osservazione, e solo dopo vengono assegnate a sorte agli insegnanti. Un aspetto solitamente positivo è che, con la scomparsa della maestra unica, i nostri figli hanno una pluralità di figure di riferimento.

Scelta la scuola e iscritto il figlio, non resta che incrociare le dita e sperare che tutto vada nel migliore dei modi. Come diceva Piero Angela: «L’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Ma l’insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il Paese di domani».

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