Lo sport è un simbolo di vita, soprattutto quando il destino ti volta le spalle. Nei momenti più bui può accompagnarti sulla strada giusta e guidarti verso traguardi che difficilmente avresti anche solo immaginato. Anzi, lo sport diventa l’occasione per crescere e cancellare cicatrici che altrimenti resterebbero impresse per sempre sulla pelle, trasformandoti magari in una persona diversa.
Lo sport ha rappresentato un punto focale per Davide Epis, costretto a lottare dopo un grave incidente avvenuto il 6 marzo 2022, quando lo scooter che lo accompagnava lo ha portato all’amputazione del piede sinistro e alla frattura esposta del femore. Un colpo che avrebbe piegato chiunque, ma che non ha fermato il 20enne di Sedrina, il quale già in ospedale ha iniziato a pensare a una nuova strada, puntando sullo snowboard.
«In ospedale cercavo uno sport che mi aiutasse nella riabilitazione, sia dal punto di vista mentale sia pratico, per imparare a usare la protesi e confrontarmi con altri ragazzi amputati. Spesso vengono consigliate discipline in cui l’amputazione incide meno, come il nuoto. Io però cercavo qualcosa in cui la protesi fosse centrale. Andavo già abbastanza bene in skate e da lì mi è venuto in mente lo snowboard – racconta Epis – Ho contattato quello che oggi è il mio allenatore e gli ho chiesto se potevo partecipare a un allenamento. Ha accettato subito. Sono andato con la squadra B e all’inizio ero davvero scarso sulla tavola, però pian piano mi è piaciuto sempre di più. Nelle gare andavo abbastanza bene. Essendo giovane, avevo margine di crescita, quindi ho deciso di continuare».
La scelta della tavola lo ha così spinto verso lo snowboard paralimpico, che si divide in snowboard cross e banked slalom, a loro volta suddivisi in categorie in base alla disabilità degli atleti. Si va dalle categorie «Lower limb» (arti inferiori), con LL2 che include sportivi con amputazioni sotto il ginocchio o disabilità meno gravi, e LL1 con amputazioni sopra il ginocchio o disabilità più importanti agli arti inferiori, fino alle categorie «Upper limb», che riguardano le persone con disabilità agli arti superiori. « Lo snowboard cross è simile a quello dei normodotati, con paraboliche e salti da affrontare insieme ad altri atleti: vince chi arriva primo. Il banked slalom invece è una discesa cronometrata in solitaria su un tracciato con meno strutture – spiega Epis – Tra i due preferisco lo snowboard cross, perché gareggiare con altri atleti sullo stesso circuito è più stimolante rispetto al farlo da soli. È anche una questione di adrenalina».
La crescita di Davide non passa solo dall’approdo allo snowboard, ma anche dalle persone incontrate all’interno della nazionale, dove il giovane orobico ha trovato una vera e propria famiglia. Tra i compagni a cui è più legato c’è senza dubbio Emanuel Perathoner, protagonista di una carriera di alto livello tra i normodotati, con una vittoria in Coppa del Mondo e un bronzo mondiale, prima di un grave infortunio alla gamba sinistra che lo ha costretto a quattro operazioni e all’impianto di una protesi completa al ginocchio. Una svolta che lo ha portato a una nuova carriera paralimpica, culminata con due ori alle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
«L’ho conosciuto dopo il suo passaggio al paralimpico, ma mi hanno raccontato che prima del suo arrivo il livello del movimento era più basso. Confrontarsi con un atleta così – precisa il giovane di Sedrina – aiuta molto, sia nella gestione quotidiana sia in pista. I coach danno indicazioni importanti, ma anche il confronto tra compagni è fondamentale. Lui viene da un ambiente molto competitivo e ha contribuito ad alzare il livello del movimento paralimpico». Il sostegno dei compagni è stato fondamentale anche in uno dei momenti più difficili, quello delle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo quattro anni di preparazione, Epis ha visto il sogno svanire a causa di una caduta in allenamento sulla pista ampezzana che gli ha provocato un infortunio.
«Durante le prove sono caduto su un salto e mi sono rotto il braccio sinistro, già infortunato in precedenza. Avevo una placca interna che si è rotta di nuovo, quindi sono stato operato subito a Belluno. La delusione è stata forte: lavori quattro anni per un obiettivo e poi lo perdi così. Però in questi sport l’infortunio è sempre dietro l’angolo – confessa Epis – Da esperienze così si impara: essendo ancora relativamente nuovo, sto acquisendo consapevolezza su come affrontare certe situazioni, ad esempio su piste nuove. Se potessi tornare indietro eviterei quell’errore, ma ormai è andata così e bisogna andare avanti».
Come già accaduto in passato, Davide è pronto a rialzarsi e a puntare a nuovi traguardi, tra cui trasformare la passione per lo snowboard in un lavoro che lo accompagni fino alle Paralimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030. «Il mio obiettivo è allenarmi il più possibile, sfruttando anche il periodo estivo. Poi si vedrà cosa succederà a livello federale, ma cerco di concentrarmi su me stesso e arrivare in ottima forma alla prossima stagione. Con mio fratello stiamo anche progettando un nuovo piede da snowboard: quello che uso ora lo abbiamo costruito insieme e stiamo sviluppando una versione migliorata – conclude l’atleta del Polha Varese – A livello sportivo, l’obiettivo è entrare in Coppa del Mondo e, perché no, conquistare qualche podio. Però prima dei risultati viene la preparazione: bisogna farsi trovare pronti».
Tutte le foto sono state concesse dall’atleta
